Al di là della partita Analisi tattica

A proposito di MMA

Una delle sorprese di questa fase a gironi della coppa del mondo che si sta svolgendo in Qatar è sicuramente rappresentata dagli Stati Uniti. A vincere la scommessa contro i favori del pronostico è stato soprattutto coach Gregg Berhalter. Lo USMNT presentato in Qatar è stato un manifesto del Berhalter-pensiero: energia, pressing, ripartenze rapide.

Arrivati nel golfo con molte incognite (a partire da quella relativa alla scelta di convocare una lista molto giovane, lasciando a casa qualche nome importante come il portiere Zack Steffen o l’attaccante Ricardo Pepi) gli americani hanno invece disputato tre buonissime partite (in particolare quella contro l’Inghilterra), centrando appunto una insperata qualificazione agli ottavi di finale, durante i quali affronteranno l’Olanda di van Gaal.

Anche se la squadra ha palesato delle difficoltà a livello offensivo (appena 2.5 gli xG generati), l’approccio del quarantanovenne tecnico del New Jersey si è rivelato vincente per una squadra che, a questi livelli, non è quasi mai chiamata a dover fare la partita.

A impressionare in particolar modo è stato il centrocampo, imperniato su Tyler Adams, Weston McKennie e Yunus Musah. Di base una mediana a tre, con giocatori che possono occupare posizioni diverse fra una partita e l’altra, il centrocampo statunitense si dispone a quattro in fase di non possesso, con gli Usa che difendono 4-4-2 con Christian Pulisic che si allinea come quarto a sinistra di una linea molto stretta.

La disposizione degli Stati Uniti nella partita con l’Inghilterra nella grafica del @PostSports.

Quando invece sono gli Stati Uniti ad attaccare, solitamente lo fanno con uno dei tre mediani che resta in copertura, uno in rifinitura e uno a invadere l’area avversaria. La rete vincente nella partita contro l’Iran nasce proprio da una apertura di McKennie per Sergino Dest, alla quale ha fatto seguito il cross dell’esterno del Milan poi trasformato in gol da Pulisic.

Adams inoltre sta disputando finora un grande torneo, risultando il miglior giocatore della fase finale in termini di tackle vinti (9) ed il terzo per quanto riguarda i recuperi palla (26, gli stessi dell’australiano Aaron Mody e del danese Pierre-Emile Højbjerg), superato in questa classifica solo da Christian Eriksen (30) e Rodrigo Bentancur (29). 

Se sommiamo i recuperi di Adams a quelli registrati da Musah (20) e McKennie (11) ci rendiamo conto dell’incredibile lavoro difensivo svolto dal centrocampo a stelle e strisce.

A questo dato ne aggiungiamo un altro prodotto dal Washington Post: nella partita con l’Iran gli inglesi Rice e Bellingham avevano completato un totale di 182 passaggi. Contro gli Stati Uniti sono stati soltanto 87. 

Ora ad attendere gli Usa c’è, come detto, l’Olanda. Un avversario difficile, con interessanti questioni tattiche che gli uomini di Berhalter saranno chiamati a risolvere. L’infortunato Pulisic dovrebbe recuperare per la sfida di sabato prossimo. Se così non fosse, gli Stati Uniti potrebbero puntare ancora su Brenden Aaronson.

Di certo, sarà con ogni probabilità ancora la zona di mezzo a poter decidere l’esito dell’incontro. Detto questo, quella con gli olandesi è solo un’altra opportunità che si presenta davanti ad una squadra che, superando il proprio raggruppamento, ha già centrato l’obiettivo.

Indipendentemente dall’esito della partita degli ottavi e nonostante le polemiche che hanno da sempre accompagnato la sua gestione (non ultima quella sullo scarso impiego di Gio Reyna) Berhalter (che ha già vinto con gli Usa una Gold Cup ed una Nations League della CONCACAF) dovrebbe essersi guadagnato il diritto ad una riconferma.

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