Analisi tattica

Il Monza di Pessina e Sensi

Periodicamente, ad ogni inizio di stagione, sulla stampa britannica compaiono articoli che si concentrano sul mercato delle squadre neopromosse in Premier League. Anche quest’anno è stato così e non è quindi mancata un’analisi di come Fulham, Bournemouth e Nottingham Forest abbiano approcciato il mercato estivo nel tentativo di allestire compagini in grado di centrare la salvezza.

Il consiglio di base è quello di andarci cauti con le spese, per non correre il rischio di ritrovarsi retrocessi dieci mesi dopo con un monte ingaggi sproporzionato rispetto a quello del Championship. Fu questo ad esempio il caso del Fulham, che concluse il calciomercato estivo 2018 assicurandosi le prestazioni dei vari Jean Michaël Seri, André-Frank Zambo Anguissa, e Andre Schürrle e altri (per una spesa totale di £100m) per finire poi nella categoria inferiore nel maggio dell’anno successivo.

Altre squadre hanno seguito questo (cattivo) esempio. Quest’anno invece Forest e Bournemouth si stanno ad oggi muovendo con un approccio più cauto, che tenga in considerazione la possibilità di una retrocessione. Possibilità alta, dato che la vita delle neopromosse nella massima serie inglese non è mai stata facile negli ultimi campionati.

Che la forbice fra il primo campionato nazionale ed il secondo si sia allargata non è però un fatto solo inglese. Anche qui da noi infatti è sempre più difficile per le neopromosse salvarsi la stagione successiva.

E per questo, molte squadre che arrivano dalla cadetteria tengono un profilo basso, che cerchi cioè di coniugare il risultato sportivo ad un contenimento dei costi che, in caso di malaugurata discesa in serie B, non finisca per incidere troppo sulle casse del club.

Di sicuro, non è questo il modus operandi che sta seguendo il Monza. La società di Berlusconi e Galliani infatti sta facendo un mercato tutt’altro che low profile, in linea con le ambizioni dell’ex duo rossonero e con la loro gestione del club brianzolo.

Sia l’ex presidente che l’ex amministratore delegato del Milan infatti, fin dal momento dell’acquisto del club, non hanno lesinato in quanto a spese, nel tentativo di riportare il Monza in serie B e poi di tentare la scalata verso la massima categoria.

Un risultato storico, centrato quest’anno, che consentirà al Monza di giocare in serie A per la prima volta nella sua storia.

La campagna di rafforzamento svolta finora è stata, come detto, volta ad assecondare le ambizioni di un club che non aspira certo ad una più o meno risicata salvezza quanto invece ad una posizione di centroclassifica, trampolino di lancio ideale per ambire a qualcosa di più (cosa lo vedremo cammin facendo) nelle prossime stagioni.

Ecco allora i nuovi acquisti: se per Alessio Cragno e Andrea Carboni l’arrivo in Brianza era nell’ordine delle cose (in fondo i due vengono da una retrocessione col Cagliari) e per Andrea Ranocchia il Monza può rappresentare l’ideale rilancio dopo gli anni non positivi in maglia Inter, molto più sorprendenti e non da neopromossa sono state le acquisizioni di Stefano Sensi e Mattia Pessina.

I due azzurri infatti potevano probabilmente aspirare a squadre in partenza collocate ad un livello superiore rispetto ad una squadra che ha appena fatto il salto di categoria. Entrambi hanno invece scelto il progetto monzese.

E la sessione estiva non è certo finita qui. Altri nomi sono stati accostati al Monza e, indipendentemente dalla loro fattibilità, sono indice di quanto in alto punti il club.

Detto questo, come si inseriranno i due azzurri nella compagine lombarda? Dal punto di vista tattico il Monza di Stroppa dello scorso torneo cadetto era squadra equilibrata ma proattiva, con il 3-5-2 come sistema di riferimento. Il Monza è risultato essere uno dei migliori attacchi della stagione regolare (60 reti realizzate), con la goal conversion (12.52%) e la media possesso (56%) più alte del campionato.

All’interno di questo contesto, che cercava di manipolare il sistema difensivo avversario attraverso il controllo del pallone, il Monza sfruttava le qualità dei vari Barberis, Valoti e Mazzitelli, tutti in grado di produrre passaggi chiave e di ordinare la fase offensiva biancorossa.

Fase offensiva che utilizzava spesso il cambio di gioco per attaccare gli avversari sul lato debole e il cross come arma di rifinitura privilegiata: la squadra di Stroppa è stata la terza del torneo per numero di cross effettuati (526) dietro solo a Brescia (581) e Lecce (561).

Qualora Stroppa decidesse di affrontare la serie A partendo ancora col 3-5-2 come modulo di base, Sensi e Pessina potrebbero andare a ricoprire le posizioni da mezzali, pur con funzioni diverse.

L’ex sampdoriano è buildup director che può ricoprire tutte e tre le posizioni centrali (oltre a poter agire anche da eventuale no.10 in zona di rifinitura), aiutando la squadra sia in fase di uscita palla da dietro che di consolidamento del possesso.

La stagione 2021/22 di Sensi nelle rappresentazioni soccerment.

Da parte sua Pessina è invece un box to box raider. All’Atalanta è stato utilizzato anche da trequartista ma ha incontrato delle difficoltà, avendo bisogno di campo davanti ed essendo più un invasore che un costruttore di gioco o un produttore di assist (appena 0.09 p/90 il suo dato dell’anno scorso in termini di expected assist).

La stagione di Pessina.

Mantenendo un play basso (Barberis?), i due nuovi acquisti potrebbero completare la mediana lombarda garantendo alla squadra di Stroppa un centrocampo che, accanto al no.6, affianchi quindi una mezzala di possesso e un incursore in grado di alzarsi fino alle zone di rifinitura e finalizzazione.

Nella elaborazione VideoMatch di Sics osserviamo un Sensi che si smarca in zona di rifinitura per assistere poi il compagno che va alla conclusione. 

In caso di passaggio alla difesa a quattro (tanto cara a Berlusconi) ecco che Sensi e Pessina potrebbero irrobustire un centrocampo a rombo o addirittura andare a giocare entrambi da no.10 (con caratteristiche e funzioni diverse) in un sistema ad albero di Natale.

Come si evince, le opzioni a disposizione di Stroppa per l’impiego di Sensi e Pessina sono diverse. Di certo entrambi aumentano il bagaglio tecnico di una squadra che dovrà fare ancora qualcosa in avanti (affiancando a Dany Mota uno o due attaccanti di spessore) per cercare di raggiungere le auspicate posizioni di classifica.

(dati soccermentSics)

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