Analisi tattica Editoriale

A chi può servire Dybala?

È passato ormai molto tempo dalla notizia della rottura delle trattative per il rinnovo del contratto fra Paulo Dybala e la Juventus ma, ad oggi, ancora non si conosce la nuova destinazione del talento argentino.

Quella che, in un primo tempo, sembrava una trattativa fatta (col passaggio all’Inter) si è invece improvvisamente arenata. I nerazzurri infatti, stando sempre ai rumors di mercato, avrebbero messo in stand-by l’ex bianconero, in attesa di ratificare il ritorno a Milano di Romelu Lukaku. Alla finestra si sarebbe allora affacciato il Milan.

Cosa comporterebbe per le due milanesi l’ingaggio dell’argentino? A 28 anni di età, Dybala è ancora causa di discussione fra tifosi e addetti ai lavori. Le sue ultime tre stagioni sono state vissute sulle montagne russe, in linea con quanto accaduto alla Juventus.

Dybala è infatti passato dall’essere elemento determinante per la vittoria del nono scudetto consecutivo dei bianconeri (stagione 2019/20, nella quale fu eletto anche mvp del torneo) al finire fuori del progetto tecnico juventino nella stagione appena conclusa.

Dal punto di vista tattico, la Juventus di Sarri è ben presto diventata un ibrido fra le idee dell’allenatore toscano e le caratteristiche dei giocatori a disposizione. Fortemente condizionata dalla presenza di Ronaldo, la Juve sarriana ha assunto infatti delle connotazioni proprie. Il 4-3-3 (sistema base) era molto asimmetrico a causa della presenza del portoghese che, volendo partire da sinistra, privava la compagine bianconera di un attaccante di fascia sul lato mancino del campo, con la squadra che faticava a tenere l’ampiezza da quella parte con un terzino più bloccato e con Matuidi da interno di centrocampo (per coprire Ronaldo in non possesso).

All’interno di questo contesto, Dybala andava a collocarsi sulla fascia opposta, assecondando la sua naturale tendenza a muoversi dentro il terreno di gioco, in particolare nel mezzo spazio destro.  Il crossing game, l’arma di rifinitura privilegiata nella gestione precedente, veniva abbandonato a favore di una manovra maggiormente palla a terra.

Nella Juve di Sarri comunque, Dybala (nonostante la contemporanea presenza di Ronaldo) riusciva ad essere determinante non soltanto in zona di rifinitura ma anche più vicino alla porta avversaria.

Dybala e Ronaldo con la Juve di Sarri nel filmato VideoMatch di Sics

Non a caso chiuse il campionato con 11 gol oltre a 7 assist.

I dati soccerment su Dybala nel campionato con Sarri.

Con l’arrivo di Pirlo, la Juventus ha cercato di cambiare rotta. Il calcio offensivo ma tutto sommato conservativo di Sarri viene infatti abbandonato alla ricerca di una proposta più contemporanea come quella pensata dal tecnico bresciano e dal suo staff.

L’idea base è quella di dividere la manovra d’attacco fra giocatori dediti alla costruzione ed altri pronti ad invadere la metà campo avversaria. L’intera zona di rifinitura (centralmente così come in ampiezza) deve essere via via occupata. Nel costrutto di Pirlo, la funzione di Dybala è quella di invasore. Il calciatore argentino torna a svolgere un compito maggiormente di raccordo fra centrocampo e attacco.

La heat map di Dybala nel campionato trascorso sotto la gestione Pirlo.

La squadra fatica a mettere in pratica le idee dell’ex regista bianconero e, in una stagione problematica (chiusa comunque con la conquista di una coppa Italia e di una Supercoppa), anche Dybala non riesce a ripetersi sui livelli della stagione precedente, venendo limitato (anche a causa dei numerosi problemi fisici) ad uno score finale di appena 4 reti e 3 assist in campionato.

Nell’annata 2021/22 Dybala migliora i suoi dati in termini di reti realizzate (10) e assistenze prodotte (5). In questo periodo, sotto la nuova gestione di Allegri, si assiste ad una sorta di restaurazione calcistica che coinvolge lo stesso argentino.

I dati relativi ai tocchi di Dybala nella trequarti offensiva p/90 nelle ultime tre stagioni.

La Juventus dell’Allegri 2.0 è infatti costruita per difendere posizionalmente con un baricentro basso per poi cercare di sfruttare le transizioni come principale arma offensiva, con una circolazione palla spesso piatta e quasi totale assenza di rotazioni fra i giocatori.

Nella Juve allegriana la fase di rifinitura e quella di finalizzazione vengono affidate al talento individuale dei singoli, chiamati con le loro giocate a risolvere situazioni complesse.

Nonostante queste premesse, il tridente pesante composto dall’argentino, Vlahović e Morata raramente viene utilizzato.

Nel clip montata con VideoMatch di Sics possiamo osservare una delle situazione della Juve di quest’anno con il tridente pesante. Contro l’Atalanta, i tre giocatori offensivi hanno utilizzato il movimento per manipolare il sistema difensivo di Gasperini. In questa situazione vediamo Dybala che si abbassa per aiutare la costruzione e veicolare il primo possesso verso gli elementi più avanzati.

Dybala in questo quadro si presenta come il giocatore più talentuoso, la cui assenza (o utilizzo limitato) si fa sempre notare pesantemente (vedasi la partita di andata in Champions con il Villareal, con Dybala in panchina e alla prima convocazione dopo molto tempo).

Le ultime tre stagioni quindi, pur nella loro diversità, ci lasciano un Dybala che ha confermato la sua tendenza a galleggiare nel mezzo spazio destro in rifinitura (28.9 p/90 tocchi nella trequarti offensiva in questa stagione) ma che ha altresì dato prova di poter essere letale se avvicinato alla porta avversaria. La sua shooting goal added (cioè l’incremento aggiunto da Dybala con i suoi tiri al valore degli xG) è stata di 4.13 (fra i primi 15 giocatori della massima serie).

Queste due situazioni potrebbero ripresentarsi per l’argentino in caso di eventuale passaggio al Milan o all’Inter.

Nel primo caso infatti, nel sistema fluido di Stefano Pioli, Dybala assumerebbe la funzione di no.10 alle spalle della prima punta. La sua naturale predilezione per il centro-destra del campo ne farebbe anche profilo da utilizzare come esterno destro di partenza. Da questa posizione infatti, lasciando la fascia a Calabria, l’argentino potrebbe convergere centralmente per andare a formare il reparto di tre sotto punta con i quali solitamente il Milan occupa la zona compresa fra difesa e centrocampo.

La presenza di un giocatore come Dybala in rifinitura (l’argentino, pur limitato dai problemi fisici, ha un dato di 3.71 open play xA che lo colloca fra i migliori 25 chance creator d’Europa) consentirebbe al Milan di alzare il livello qualitativo di una trequarti che quest’anno ha avuto fra i suoi interpreti elementi di livello non eccelso (anche se performanti nel sistema olistico creato da Pioli) come Alexis Saelemaekers, Messias o Brahim Díaz.

Qualora poi Pioli trovasse la quadra per avvicinare Dybala alla porta ecco che il Milan in un colpo solo potrebbe anche risolvere la questione legata all’età di Giroud e Ibrahimović dotandosi di un finalizzatore, pur con caratteristiche diverse dai due attaccanti centrali attualmente in organico.

Per quanto concerne l’Inter, la presenza di Dybala andrebbe anche qui ad aumentare le soluzioni offensive di una squadra che è stata fallace nel rapporto fra reti realizzate (84) e xG create (89.34).

È chiaro che se fosse un’alternativa al ritorno di Lukaku, Dybala offrirebbe soluzioni diverse in fase di attacco alla porta rispetto al belga. Inzaghi dovrebbe ripensare la manovra d’attacco nella seconda metà del campo ma avrebbe comunque a disposizione un giocatore che nel 2021/22 ha realizzato 10 reti fuori da 8.13 expected goals contro le 21 realizzazioni di Lautaro e le 13 di Dzeko ma rispettivamente da 22.25 e 14.63 xG.

Qualora invece Dybala arrivasse insieme a Lukaku, ecco che sulla carta potrebbe dar vita ad una coppia di attaccanti straripante. Andrebbe poi ovviamente verificato sul campo il grado di compatibilità fra i due, uno dei punti deboli dell’accoppiata composta da Lautaro e Dzeko.

Avere un giocatore come Dybala in organico cambierebbe dunque le fasi di rifinitura e finalizzazione dell’Inter ma sarebbe d’aiuto anche in costruzione. L’abbassarsi di Dybala per venire a palleggiare a metà campo consentirebbe infatti ai nerazzurri di avere una soluzione ulteriore per far uscire palla da dietro e per risalire il campo, da aggiungere a quelle del passare per Brozović , del muovere Çalhanoğlu incontro al croato o dell’avanzamento di Bastoni.

Come si vede, entrambe le compagini milanesi potrebbero beneficiare enormemente dall’aggiunta di Dybala. Resta comunque ad oggi aperta la possibilità che l’argentino opti per una terza soluzione (estero? Roma?).

(dati: soccerment, fbref.com)

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