Analisi tattica La mossa tattica

Quando l’Inter costruisce a 4

All’interno del modello di gioco costruito da Antonio Conte per una Inter che si sta avvicinando sempre di più alla conquista di quello che sarebbe il diciannovesimo scudetto nella storia del club nerazzurro, una parte importante è stata assunta dalla costruzione.

Contrariamente a certa vulgata popolare l’Inter, pur essendo a proprio agio anche in fase di difesa posizionale bassa, cerca di dettare il contesto tattico tramite il possesso.

Il tweet di Maurizio Pistocchi di alcuni giorni fa con dati che confermano come l’Inter sia anche in grado di palleggiare.

Funzionale alla fase offensiva è, come detto, la prima costruzione che serve all’Inter per attirare la pressione avversaria e creare così degli spazi alle spalle di questa, da poter poi attaccare risalendo il campo. Un tipo di approccio che non cambia anche contro squadre che preferiscono aspettare i nerazzurri milanesi, attestandosi su posizione più basse.

In queste situazioni l’Inter ha spesso iniziato l’azione con una linea a 4 dietro, per andare poi a sviluppare in una sorta di 4-2-4 utilizzando molto le catene laterali, soprattutto contro squadre che tendevano ad affrontare i nerazzurri chiudendo i corridoi centrali.

In tal senso, il possesso interista ha ricordato quanto già il suo tecnico aveva mostrato in precedenti esperienze, come ad esempio nel periodo in cui fu tecnico del Bari (2000-09)

Questo tipo di impostazione è però fluida quando si viene a constatare quali siano i giocatori deputati a questa fase di inizio azione. In pratica ai giocatori viene chiesto di svolgere la funzione di costruttori andando ad occupare specifiche posizioni ma senza che queste ultime siano vincolate a questo o quel calciatore.

Ad esempio, nella partita contro lo Spezia ci sono state situazioni che hanno visto Hakimi e Bastoni agire da terzini, con il marocchino a volte sostituito da uno Škriniar allargatosi in fascia. Allo stesso modo si è visto Eriksen calatosi nei panni di difensore centrale per aiutare appunto l’uscita palla da dietro.

Nel video seguente, montato con VideoMatch di Sics, vediamo proprio due esempi relativi alla prima situazione, con Hakimi e Bastoni aperti.

Nel secondo contributo invece osserviamo l’abbassarsi di Eriksen sull’ultima linea nerazzurra. Il primo filmato mostra il danese che si affianca a de Vrij, con Škriniar ed il solito Bastoni da laterali bassi. La clip seguente vede invece un Perišić arretrato a sinistra svolgere la funzione precedentemente assunta dall’ex bergamasco.

Sono queste, come detto in apertura, situazioni già viste in casa nerazzurra, ad esempio nella sfida col Napoli. L’idea è quella di combinare l’occupazione spaziale di determinate posizioni (in funzione del tipo di costruzione adottata) con le caratteristiche dei giocatori a disposizione.

Di conseguenza, anche se può apparire a volte rigido e schematico (e per certi versi lo è, con giocate codificate nell’altra metà campo) il calcio di Conte presenta degli aspetti di fluidità contemporanea, a partire proprio dal primo possesso.

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