Al di là della partita

Oltre il risultato: la partita dell’Olanda contro l’Italia

Dopo aver mancato le qualificazioni ad Euro 2016 e Russia 2018, la KNVB (Federcalcio olandese) ha deciso di affidare la guida tecnica della nazionale a Ronald Koeman, che ha condotto gli Oranje alla finale della scorsa Nations League dopo una serie di convincenti prestazioni.

Tuttavia, la partenza improvvisa dello stesso Koeman (che ha accettato il corteggiamento del Barcellona) ha messo in difficoltà i vertici del calcio locale. Così, dopo un breve interregno di Dwight Lodeweges, i Paesi Bassi si sono affidati a Frank de Boer.

L’ex difensore dell’Ajax, vincitore di quattro scudetti consecutivi alla guida dei Lancieri, era in cerca di rilancio dopo le successive fallimentari esperienze sulle panchine di Inter, Crystal Palace e Atlanta United.

Le prime due uscite (sconfitta contro il Messico in amichevole e pareggio a reti inviolate contro la Bosnia in Nations League) sono state accolte con diverse critiche da parte della stampa olandese.

A preoccupare, più dei risultati, è stata la mancanza di una fase offensiva efficacie, con l’Olanda incapace di segnare in entrambe le partite. La sfida con l’Italia si presentava dunque come un banco di prova importante per cercare di capire dove stia andando il nuovo corso. E gli Arancioni hanno risposto presente.

De Boer ha mandato in campo un undici titolare schierato in modo diverso da quanto si attendevano i media italiani, proponendo di nuovo (dopo alcuni esperimenti di Koeman) quella difesa a cinque già utilizzata in passato con successo da Louis van Gaal durante i mondiali del 2014.

Il tweet dell’account della nazionale olandese che annunciava lo schieramento per la sfida all’Italia.

Contro il 4-3-3 fluido della nuova Italia di Mancini, che in possesso diventa un 3-2-4-1, il c.t. olandese si è così assicurato di avere un difensore in ognuno dei corridoi verticali del campo. Così facendo, i tre centrali (Nathan Aké, Virgil van Dijk e Stefan de Vrij) potevano uscire forte sui rispettivi avversari, mantenendo quell’impostazione difensiva uomo contro uomo caratteristica del calcio ajacide.

Nel video montato con VideoMatch di Sics vediamo la forte pressione di van Dijk sull’uomo che premia il nazionale olandese.

Sulla costruzione italiana, de Boer ha chiesto ai due attaccanti Memphis Depay e Luuk de Jong di provare a chiudere le linee di passaggio nel mezzo, con le due mezzali orange (Donny van de Beek e Georginio Wijnaldum) pronte ad attaccare Jorginho e Verratti.

Attaccanti e mezzali arancioni chiudono le linee di passaggio centrali mentre Hateboer (il quinto olandese) è pronto a uscire sul laterale azzurro (Spinazzola).

Una soluzione tattica che ha finito per limitare Bonucci, autore di appena 5 passaggi chiave in tutta la partita.

Le statistiche di Sics relative ai passaggi chiave, dove si nota la grande partita di de Jong.

Elemento portante di questo atteggiamento difensivo è stata poi la linea difensiva alta. Con i difensori non sempre in grado di leggere correttamente le situazioni di palla coperta/scoperta quest’arma tattica non ha sempre funzionato, come si è visto in occasione del gol segnato da Pellegrini (col romanista che sfugge ad un Hans Hateboer più preoccupato di tenere la linea che di scappare verso la porta) e di altre situazioni nelle quali gli azzurri hanno bucato la retroguardia olandese.

Di contro, lo stesso atteggiamento ha comunque permesso agli uomini di de Boer di recuperare palla sfruttando il fuorigioco. Alla fine quindi si può dire che questa scelta ha comunque pagato, almeno parzialmente.

Il filmato VideoMatch con alcune situazioni nelle quali l’Olanda è riuscita a recuperare palla utilizzando il fuorigioco.

In fase di possesso invece l’Olanda si è affidata ad un gioco posizionale che utilizzava Hateboer e Daley Blind sulle corsie esterne, con van de Beek e Wijnaldum che andavano a riempire i corridoi centrali insieme ai due attaccanti.

La pass map della squadra di de Boer, prodotta da @StatifiedF.

Alla fine quindi una buona prestazione per la nazionale dei Paesi Bassi, con gli expected goals che certificano l’equilibrio di un incontro che gli Olandesi avrebbero potuto anche vincere. Una prova incoraggiante per de Boer ed uno stop (momentaneo?) alle critiche.

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