Analisi tattica

Ritorno alle origini

‹‹The other defect? They don’t dominate games like in previous years. In that aspect Barça have to get their identity back, that’s part of their DNA. They have always had control, but a more effective control››.

Ronald Koeman

Andrà via o resterà? È questa la grande domanda che agita i tifosi del Barcellona, dopo che Lionel Messi sembrerebbe essersi orientato verso la clamorosa rottura col club catalano.

Un problema in più (e non da poco) per il nuovo allenatore dei blaugrana, Ronald Koeman, da poco diventato il quinto tecnico olandese della storia del Barça.

Problema che si aggiunge a quello (già di per sé non facile da risolvere) del cercare di rimettere in carreggiata una squadra che sembra alla fine di un ciclo, con i vari Suárez, Piqué, Sergio Busquets, Ivan Rakitic e Arturo Vidal già oltre i tent’anni. I nomi su cui puntare ora sembrano quelli di Marc-André ter Stegen, Clément Lenglet, Nelson Semedo, Frenkie de Jong, Ansu Fati e Antoine Griezmann.

L’eccezione sarebbe ovviamente Messi, ma quello che molti considerano il miglior giocatore della sua epoca (e uno dei più forti di tutti i tempi) sembra aver preso la clamorosa decisione di voler andare a giocare da un’altra parte.

Come potrebbe allora Koeman ridisegnare il Barcellona in questo periodo storico particolare, con la rottura fra l’argentino e Bartomeu da un lato e la necessità di rinnovamento dall’altro? Come potrebbe essere un ipotetico (o probabile?) Barcellona senza il suo no.10?

Dal punto di vista tattico, Koeman proviene da quella scuola olandese fatta di costruzione dal basso, pressing avanzato e controllo del pallone. Ma, come ha avuto modo egli stesso di ribadire, ‹‹io sono un difensore: dovevo aggiustare delle cose e questo ha influenzato le mie idee››.

C’è in Koeman una chiara ed immediata identificazione con Cruyff, suo allenatore proprio a Barcellona, ma sarebbe riduttivo identificare il neo allenatore dei catalani solo con l’ex no.14 dell’Ajax. Infatti, il 57enne di Zaandam ha giocato anche sotto van Gaal, apprendendo molto anche da lui. Lo stile di gioco proposto nelle sue precedenti esperienze da allenatore lo fanno sostenitore di un calcio offensivo ma equilibrato, con una occupazione razionale degli spazi in entrambe le fasi di gioco.

L’idea è quella di tenere la linea difensiva alta anche in non possesso, per togliere profondità agli avversari. A questo atteggiamento non sempre corrisponde una pressione forte. Alla guida dell’Olanda Koeman ha spesso proposto una squadra che effettuava una copertura degli spazi ad altezza media. Al Barça potrebbe però cercare di proporre una pressione più alta.

Olanda

La linea difensiva alta degli olandesi in non possesso.

Per quanto riguarda la gestione del pallone, con l’Everton (51.5 nel 2016/2017) e col Southampton (49.5 nel 2015/2016) le percentuali medie non erano elevate, ma questo dipendeva anche dalla qualità dei giocatori. Con gli Oranje, nell’ultima Nations Cup, Koeman ha presentato una squadra che ha avuto più possesso dell’avversario nelle sfide contro Germania, Inghilterra e Portogallo.

A Koeman piace dettare il contesto tattico attraverso il controllo del pallone e questa sarà la strada che l’ex c.t. dei Paesi Bassi batterà. Il tutto potrebbe significare il ritorno ad un calcio più posizionale da parte dei blaugrana.

Fondamentale potrebbe rivelarsi il recupero di de Jong, per il quale il piano di Koeman prevede di farlo giocare ‹‹nella posizione dove ha giocato nell’ Ajax e dove gioca anche nella nazionale››. Questo significa affiancarlo ad un altro elemento in mezzo, come accadeva ad Amsterdam con Schöne o nella selezione olandese con de Roon o Wjnaldum.

Pass map

La pass map dell’Olanda nella partita contro l’Inghilterra nella Nations Cup 2019 con de Jong (21) appaiato a de Roon (15) in mediana.

Altro giocatore sul quale si punterà, soprattutto in caso di partenza di Messi, sarà Griezmann. Arrivato per una cifra record (€120m) dall’Atletico Madrid, il francese ha pagato (oltre al fatto di non essere mai entrato in sintonia con l’argentino o con Suárez) un impiego fuori posizione.

‹‹Non è un’ala tradizionale››, ha dichiarato Koeman. ‹‹Così lo devi far giocare nella sua posizione, in un ruolo confacente, dove può mostrare le sue qualità››. Il che significa ricollocare l’ex colchonero più vicino alla porta avversaria.

In realtà, ultimamente Griezmann era riuscito a crearsi un suo spazio giocando come attaccante associativo insieme a Messi. È chiaro però che l’eventuale partenza del no.10 (insieme a quella di Suárez) renderebbe il francese il terminale ultimo della manovra offensiva catalana. Manovra che Koeman dovrà cercare di rendere più varia e imprevedibile, non avendo più a disposizione la possibilità di ricorrere a Messi. Con lui in campo, indipendentemente dalle varianti offensive con cui la struttura del Barça si presentava (3-3-4, 2-3-5…) lo sbocco dell’azione offensiva era quello di ricercare l’argentino.

4-3-1-2

Il 4-3-1-2 visto contro il Napoli con Griezmann dietro le punte.

In questo senso i meccanismi offensivi dovranno ora essere resi più fluidi ed efficaci, con una maggior coordinazione fra gli elementi sovra-palla. Il cambio di gioco, arma spesso utilizzata dal Ronald Koeman allenatore nelle precedenti esperienze, diventerà a questo punto una necessità ancor più stringente, non essendoci più il talento argentino a potersi districare fra gli avversari collassati sul lato forte.

La capacità di mandare in 1c1 giocatori come Francisco Trincão, Ousmane Dembélé o Ansu Fati potrebbe rivelarsi determinante.

Nel video, montato con VideoMatch, alcune giocate di Trincão. 

L’intera manovra d’attacco dovrà quindi essere riordinata, in modo tale però da garantire sempre la possibilità di riaggressione immediata una volta perso il possesso e di evitare quelle transizioni che sono risultate spesso di difficile gestione per la squadra di Quique Setién.

Nel filmato VideoMatch qualche transizione difensiva del Barça in questa stagione.

Il Barcellona recente non ha più dato l’idea di essere una squadra in grado di soffocare l’avversario col possesso e col pressing, come accadeva con Guardiola e Luis Enrique, lasciando invece l’impressione che un avversario organizzato, con pazienza, ad un certo punto avrebbe trovato le occasioni per far girare la partita a proprio vantaggio. Come poi spesso è accaduto.

Qualunque sia alla fine la decisione di Messi, Koeman avrà molto lavoro da fare per riportare il Barcellona ai livelli che gli competono.

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