Herr Schmidt

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Lo scorso 11 marzo il Psv Eindhoven ha annunciato l’arrivo in panchina, per la prossima stagione, di Roger Schmidt. Più recentemente il club olandese ha anche fatto sapere quale sarà lo staff che accompagnerà il tecnico tedesco nella nuova avventura al Philips Stadion. Poche ore fa, Schmidt ha condotto il suo primo allenamento con la squadra di Eindhoven.

Cosa possiamo aspettarci dall’ex tecnico del Bayer Leverkusen, di ritorno in Europa dopo l’esperienza cinese alla guida del Beijing Guo’an? Nel periodo trascorso a Leverkusen (e, prima ancora, col RB Salisburgo), il 53enne tecnico tedesco ha preferibilmente utilizzato un sistema 4-4-2, lo stesso utilizzato col Guo’an. Dal punto di vista tattico Schmidt fa parte della stessa scuola di Helmut Groß e Ralf Rangnick, che punta tutto su pressing a tutto campo, riaggressione e ricerca immediata della verticalità.

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Il 4-4-2 di base di Schmidt.

Per questo motivo, Schmidt tende a utilizzare molti invasori, demandando la fase di costruzione prevalentemente ai difensori centrali e ai due mediani, con i terzini pronti ad alzarsi appena possibile nella metà campo avversaria, fornendo ampiezza alla manovra della squadra.

I due esterni offensivi vanno a convogliare verso i rispettivi half-spaces, lasciando appunto agli esterni bassi il compito di occupare le zone esterne. In questo modo, in fase offensiva le squadre di Schmidt tendono ad assumere una conformazione 4-2-2-2.

All’interno di questo costrutto tattico l’idea è quella di creare tanti triangoli intorno al possessore di palla, in modo da garantire linee di passaggio aperte da sfruttare poi velocemente per andare in verticale. Rotazioni e sovraccarico della zona palla sono anch’esse parte dell’impianto di gioco di Schmidt. Entrambe concorrono a dare fluidità al posizionamento in campo degli invasori, in modo da alterare spesso la struttura intorno alla palla e rendere così più difficoltose le letture difensive alla squadra avversaria.

La conformazione offensive che assumono le sue squadre ne agevola anche il lavoro in fase di non possesso. Come detto, infatti, nel calcio del tecnico tedesco assume un ruolo importante la riaggressione. Il gegenpressing è l’immediata ricercar della profondità una volta conquistata palla sono ancora più importanti del possesso stesso. Non deve quindi sorprendere come il PPDA 2016/17 (ultima stagione di Schmidt in Europa) del Bayer Leverkusen fosse di appena 8.82 con quello del Beijing 2018 a 7.47.

Tutto questo dovrebbe portare ad un radicale cambiamento rispetto a quanto mostrato dal Psv in questa stagione 2019/20 prima dello stop definitivo dell’Eredivisie. Dal punto di vista tattico infatti la squadra affidata prima a Mark Van Bommel e, dopo il suo esonero (avvenuto lo scorso dicembre) a Ernest Faber, era soprattutto una compagine volta al possesso (53.3% a partita, dietro solo a Ajax, Az Alkmaar e Feyenoord), tanto è vero che ha prodotto una media di 60.1 passaggi nella propria trequarti, quindi in fase costruttiva.

Di contro, i passaggi filtranti sono risultati essere appena 8.18 p/90 (ben nove squadre hanno fatto meglio del Psv in questa classifica). L’arrivo di Schmidt dovrebbe modificare queste tendenze, data appunto la volontà del Tedesco di cercare la verticalizzazione il prima possibile. Anche il PPDA della squadra di Eindhoven (12.57) dovrebbe sensibilmente scendere.

È chiaro che molto dipenderà anche dalla rosa che Schmidt avrà a disposizione. Detto questo, sarà interessante vedere come l’arrivo di un allenatore di scuola tedesca influenzerà l’Eredivisie, proponendo un calcio più verticale in un Paese dove il possesso palla è ancora visto dalla maggior parte delle squadre come strumento essenziale per settare la propria fase offensiva.

Una replica a “Herr Schmidt”

  1. Avatar Esercitazioni: Roger Schmidt – La Gabbia di Orrico

    […] Europa dopo l’esperienza cinese col Beijing Guo’an, Roger Schmidt ha iniziato la preseason col Psv Eindhoven. ‹‹Non volevo necessariamente andare nel campionato migliore ma in uno buono per me››, ha […]

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