metodologia

Esercitazioni: Roger Schmidt

Di ritorno in Europa dopo l’esperienza cinese col Beijing Guo’an, Roger Schmidt ha iniziato la preseason col Psv Eindhoven. ‹‹Non volevo necessariamente andare nel campionato migliore ma in uno buono per me››, ha spiegato

Lo scorso 20 luglio, il tecnico tedesco ha svolto il primo allenamento con la sua nuova squadra. All’interno della seduta, dopo una prima parte di mobilità e messa in moto, si sono segnalate quattro esercitazioni con palla.

Nella prima abbiamo un classico rondo 6 c 2. I giocatori che gestiscono palla giocano a un tocco cercando, appena possibile, di trovare l’imbucata in mezzo ai due che stazionano nel mezzo.

Oltre ad allenare una trasmissione veloce della palla abbiamo così anche un elemento allenante ai fini del superamento della linea di pressione avversaria, costituita dai due giocatori nel mezzo che vanno a lavorare sull’intercettamento.

Il secondo esercizio è un possesso palla 6 c 3 che può assumere anche gli aspetti di un gioco di posizione.

I 6 in possesso sono divisi in due gruppi di 3 e hanno come obiettivo quello di mantenere il controllo del pallone e, appena possibile, di superare i 3 difendenti. L’idea è di attirare l’avversario in una zona di campo per poi muovere palla alle spalle della linea di pressione avversaria e cambiare lato.

Come la prima esercitazione, anche questa è utile per addestrare la squadra ai principi di un calcio di posizione. Con l’opzione di costringere i tre che si sono fatti intercettare palla ad andare a riconquistarla, l’esercizio diventa funzionale anche al concetto di gegenpressing.

Nel terzo contributo Schmidt allena la ricerca immediata della profondità attraverso movimenti combinati di palla avanti, palla dietro e palla nello spazio.

È un esercizio propedeutico al tipo di gioco estremamente verticale che il 53enne allenatore tedesco chiede ai suoi in fase di possesso palla.

Infine, nell’ultimo filmato il Psv gioca un 7 c 7 più i portieri nelle zone centrali di un campo che va all’incirca da trequarti a trequarti. Alla squadra in non possesso viene chiesto di pressare mentre quella che attacca è invitata ad utilizzare il portiere per muovere la sfera.

Le intenzioni del tedesco sono chiare da subito: ‹‹porta, porta, porta›› è il refrain che Schmidt usa per incitare i suoi giocatori ad andare direttamente alla ricerca della profondità una volta entranti in possesso. Pressione continua e verticalizzazione immediata. Se questo non è possibile si cerca di muovere palla da un lato all’altro.

In conclusione, queste prime attività svolte da Schmidt con la squadra olandese sono rimarcate dalla presenza della palla e da obiettivi semplici e di immediata comprensione e sempre collegati al modello di gioco che il tecnico vuole trasmettere alla squadra.

La chiave è l’intensità. ‹‹Siamo contenti quando la partita è intensa››, ha detto Schmidt. ‹‹Anche contro avversari che ci sono superiori sulla carta cerchiamo di giocare il nostro calcio››.

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