Come ti organizzo la trasferta

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Foto: IMAGO / Shutterstock

Perché parliamo di football americano in un sito di analisi calcistica? Prima di tutto, perché fra i due sport esistono più similitudini di quanto si pensi. In secondo luogo, perché quanto fatto dai Los Angeles Rams ha dato adito a un acceso dibattito su una questione che, in verità, riguarda tutte le discipline: come gestire trasferte transoceaniche.

Non più tardi della stagione scorsa infatti si era parlato della possibilità di giocare una partita del campionato di Serie A fuori dai confini italiani, per la precisione in Australia. Un’idea che venne ritenuta bislacca e che, alla fine, per una serie di motivi, saltò.

Nella terra dei canguri è invece è andata la NFL, nel quadro di quel progetto di allargamento a nuovi mercati perseguito dalla lega professionistica che gestisce il massimo livello dello sport più seguito dagli americani. Una internazionalizzazione che, oltre che da varie partite di stagione regolare giocate fuori dai confini statunitensi, passa anche dal sostengo alla diffusione del flag football, versione light di quello con caschi e paraspalle.

Orbene, la seconda partita (in ordine cronologico) della prima giornata della stagione 2026 si è disputata al Cricket Ground di Melbourne. I Rams hanno perso 27-7 con i San Francisco 49ers (per un resoconto della partita e per restare aggiornati su tutto ciò che riguarda il mondo dello sferoide prolato invitiamo a seguire Huddle Magazine e a iscrivervi alla loro newsletter). Per noi però il punto è un altro.

Mentre infatti i 49ers si sono recati in Australia con largo anticipo, per acclimatare i giocatori al fuso e a tutto ciò che di diverso avrebbero trovato in Oceania, i Rams hanno invece deciso di andare dall’altra parte del mondo (letteralmente) con una visita lampo, come fosse un weekend da trascorrere sulla spiaggia vicino a casa.

Secondo il team di specialisti (preparatori, nutrizionisti, esperti del sonno e, fra questi, secondo quanto riportato da The Athletic, anche Darren Cahill, allenatore di Jannik Sinner) consultati dalla franchigia losangelina infatti il modo migliore per affrontare una trasferta così lunga era quello di partire il giorno prima della gara e tornare subito dopo.

La preparazione alla trasferta da oltre dodicimila chilometri è avvenuta secondo queste linee guida: prima i Rams si sono spostati sulla costa est degli Stati Uniti, a Baltimora.

Successivamente, dopo 7 ore di volo, la squadra ha raggiunto Londra. Da lì poi, a meno di trenta ore di distanza dal kickoff, fissato per le 10.30 del mattino (ora di Melbourne), i Rams si sono imbarcati su un jet a due piani della Qantas dotato di posti letti per tutti i 53 giocatori a roster, ai quali è stato anche dato un programma di sonno da seguire per adattarsi al meglio alla situazione.

La sconfitta subita non ha fatto altro che alzare il livello di critiche verso questa scelta anche se, dopo la gara, il capo allenatore dei Rams, Sean McVay, ha negato che le modalità di approccio e di svolgimento della trasferta abbiano influito sul risultato finale. «Non credo che sia per questo che non abbiamo giocato abbastanza bene», ha dichiarato McVay. «Davvero non lo penso…con il senno di poi è facile dire che sia stata una scelta sbagliata, ma sono responsabilità che mi assumo».

Come si sarebbero comportate Milan ne Como, le squadre selezionate per giocare a Perth, se quella partita fosse stata confermata? Anche nel calcio esistono problemi di questo tipo. L’anno scorso, ad esempio, al Real Madrid occorse un volo di circa dieci ore per andare a giocare contro il Kairat ad Almaty in Kazakistan. Ancora di più ce ne mise lo Sporting per arrivare da Lisbona alla stessa destinazione. Difficoltà simili per il Newcastle col Qarabağ. 

Sei ore di volo toccheranno al Napoli in questa stagione per arrivare nei pressi di Baku in vista della sfida con lo Sabah.

Certo, questi spostamenti richiedono le quindici ore impiegate dai Rams per arrivare in Australia dove, fra l’altro, i californiani si sono dovuti confrontare anche con una differenza di fuso orario imparagonabile rispetto a quelle che affrontano i calciatori. Melbourne infatti è avanti di 17 ore rispetto a Los Angeles.

Sarebbe comunque interessante sapere nel dettaglio come le squadre di calcio preparano i loro giocatori per andare a giocare così lontano.

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