C’è dell’ordine in questo caos

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Foto: IMAGO / NurPhoto

La sfida di Champions del Santiago Bernabéu fra Real Madrid e Inter si è dunque conclusa con il successo dei padroni di casa per 2-1. In verità il risultato avrebbe potuto essere anche diverso dato che entrambe le squadre hanno avuto a disposizione molte occasioni per incrementare il rispettivo bottino di reti.

Dal punto di vista tattico a fare la partita sono stati i nerazzurri, che hanno registrato secondo i dati Opta un possesso del 64.4%. Che la gara potesse svilupparsi così, con gli uomini di Cristian Chivu quasi costantemente all’attacco e con le merengues a difendersi per poi ripartire, era cosa prevedibile alla vigilia.

Meno prevedibile era invece il vestito che José Mourinho ha cucito su misura per i suoi giocatori. In fase di non possesso infatti possiamo descrivere la struttura dei blancos con un 4-4-2, con Jude Bellingham sulla prima linea difensiva insieme a Kylian Mbappé e con Vinícius Jr. pronto ad arretrare come quarto di centrocampo a sinistra.

Proprio la prestazione difensiva del brasiliano ha fatto stropicciare gli occhi a più di qualcuno. Forse mai si era visto prima della partita con l’Inter un Vini così impegnato e concentrato a lavorare sotto palla quando ad attaccare erano gli altri.

Quando poi la squadra di casa entrava in possesso del pallone, spesso era Bellingham a trovarsi in zona centrale avanzata, con Mbappé e Vinícius che si dividevano fra la fascia sinistra e il mezzo spazio adiacente, andando a formare un triangolo laterale completato da Marc Cucurella.

In questo modo il Real ha cercato di tenere una struttura che avesse un certo ordine, pur in una partita che poi si è rivelata caotica. Non tutto ha funzionato alla perfezione, come si evince appunto dalle molte occasioni concesse all’Inter.

Con Bernardo Silva, Arda Güler ed Eduardo Camavinga infortunati, Mourinho ha scelto di affiancare Trent Alexander-Arnold a Fede Valverde in mezzo al campo. Una soluzione che non ha funzionato granché, con l’inglese in difficoltà in entrambe le fasi.

Ma è soprattutto sulle fasce che il Real ha sofferto le giocate interiste. Sulla sinistra, dove Cucurella, nonostante gli aiuti arrivati da Vini, è stato in grande difficoltà contro Andy Diouf. Sulla destra, dove Brahim Díaz, il già citato TAA e Ibrahima Konaté non sono stati in grado di contenere le rotazioni e gli attacchi che la squadra di Chivu è solita portare da quel lato del campo.

In questo contesto le reti del Madrid sono arrivate per una palla rubata su una maldestra uscita da dietro dei nerazzurri (che ha visto coinvolti Curtis Jones e Yann Bisseck) e per l’errore macroscopico commesso dal portiere nerazzurro Josep Martínez in costruzione. Il numero uno dell’Inter si è poi parzialmente riscattato con una serie di parate importanti, ma non è questo il punto.

Quello che ci preme sottolineare in questa sede infatti è come il Real Madrid abbia centrato la sua prima vittoria stagionale in Champions con una prestazione tutta difesa e contropiede, una nella quale però nessuna delle due è stata portata in modo propriamente efficace. Non lo è stata la difesa, dato che sono state concesse diverse palle gol agli avversari e non lo è stato nemmeno il contropiede, visto che i ribaltamenti di campo avuti a disposizione sono andati per lo più sprecati, soprattutto a causa di un eccesso di leziosità da parte degli avanti madrileni.

In questo quadro, oltre a Vini si è salvato Thibaut Courtois: il portiere belga infatti è stato autore di ben 7 parate sui 21 tiri totali messi a referto dall’Inter.

Da notare infine come il Real abbia difeso con un blocco basso estremamente passivo, orientato sulle linee di passaggio, provando a pressare forte in avanti soltanto in alcune circostanze (come appunto in quella che ha determinato la rete del vantaggio madrileno).

Forse questo è l’unico modo con cui una squadra del genere può lavorare senza palla. Bisognerà capire nel prosieguo della stagione se l’atteggiamento assunto contro l’Inter verrà ripetuto contro tutti gli avversari di una certa levatura che le merengues incontreranno nel loro cammino in Champions e se, in tal caso, questo comportamento tattico risulterà sostenibile.

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