Al di là della partita Analisi tattica La mossa tattica

Il risultato è casuale, la prestazione no

Una delle partite più divertenti della prima giornata del nuovo campionato di serie A è stata anche una delle più interessanti dal punto di vista tattico.

La sfida del Franchi fra Fiorentina e Cremonese ha visto infatti contrapporsi due idee di gioco diverse: i viola versione Zeman 2.0 di Italiano (baricentro e linea difensiva alta, movimenti per catene, mezzali in rifinitura e in zona di finalizzazione) contro la Cremonese gasperiniana (con alcune differenze) di Alvini.

Dal punto di vista tattico, la Fiorentina ha impostato la partita sui binari a lei più congeniali, dando seguito all’ottimo lavoro svolto dal proprio allenatore nella passata stagione.  Di conseguenza, pur con qualche sorpresa nella formazione inziale (Sottil e Kouame scelti come esterni d’attacco titolari) i padroni di casa hanno puntato sul controllo del pallone (con possesso già alto fin dall’avvio e che ha poi prodotto la media finale del 75%, complice l’espulsione di Escalante) accompagnato dalle rotazioni degli elementi di catena per dettare il contesto (field tilt del 72.73%).

Di contro, la compagine lombarda è partita con il 3-4-1-2 come modulo di base, fondando la sua fase di non possesso su un sistema di marcature 1c1 e di scalate difensive. Volendo inibire le fonti di gioco viola, costituite dal triangolo formato da difensori centrali (Milenković e Quarta) e dal mediano davanti alla difesa (Amrabat), Alvini ha chiesto al suo blocco offensivo 1-2 (Zanimacchia dietro Okereke e Dessers) di contestare la costruzione avversaria, predisponendo poi una serie di duelli individuali anche nelle altre zone di campo.

L’efficacia dell’azione difensiva grigiorossa è confermata dal dato PPDA del primo tempo (8.8) e dal numero di palloni recuperati nella metà campo avversaria: 14, il doppio di quelli della Fiorentina.

Per cercare di manipolare il sistema difensivo della Cremo, la squadra di casa ha puntato ancora di più sul movimento in fase di possesso palla e sulle azioni individuali dei due esterni offensivi.

Riguardo al primo punto c’è da segnalare la prestazione di Jović. Come già evidenziato nel precampionato, la formazione gigliata cerca spesso il serbo come attaccante associativo al quale poggiarsi non soltanto per risalire il campo ma anche per conferire fluidità alla manovra nella trequarti d’attacco. Non a caso l’ex Real Madrid ha ricevuto 10 passaggi chiave e ne ha prodotti due.

Col centro del campo bloccato dall’aggressività e dalla densità generata dalla Cremonese, la Fiorentina ha come detto veicolato il gioco soprattutto esternamente. Questo è avvenuto in particolar modo a sinistra, dove agiva la catena composta da Biraghi, Maleh e Sottil.

Il 3c3 della Cremonese sull’ultima linea nella elaborazione grafica VideoMatch di Sics

Il capitano viola è risultato essere il giocatore in campo ad aver prodotto il maggior numero di passaggi chiave (9, de quali ben 8 assist) oltre a quello ad aver toccato più palloni (131).

Il secondo giocatore in termini di produzione di passaggi che superano almeno una linea difensiva avversaria è stato proprio Sottil (5). Le percussioni dell’ala sinistra della Fiorentina hanno messo in grande difficoltà Bianchetti, il braccetto destro deputato ad affrontarlo in quella zona di campo.

Anche se ridotta in dieci sul finire del primo tempo, la Cremonese non ha rinunciato a giocare. Nella ripresa la compagine di Alvini si è affidata maggiormente al contropiede, senza tuttavia abbassare il proprio baricentro (passato da 44.6m della prima frazione a 44.76 della seconda parte di gara).

I lombardi hanno risposto all’inferiorità numerica cambiando assetto tattico e passando ad un 4-3-2 che permetteva loro di mantenere le due punte centrali (strutturate e veloci) ad impensierire Milenković e Quarta sui ribaltamenti di campo.

Così facendo, pur dovendo affrontare una Fiorentina che col passare dei minuti buttava sempre più palloni (24 cross totali) e riempiva con sempre più uomini l’area, la Cremonese ha contestato il risultato fino all’ultimo.

Alla fine la partita è stata decisa da una serie di episodi (non ultimo quello che si è concretizzato nell’errore di Radu). Ma questo non deve far passare in secondo piano la prestazione complessiva degli ospiti, capaci di registrare comunque un dato di 1.39 in termini di expected goals.

Da parte sua la Fiorentina dovrà migliorare nella capacità di trasformare il possesso in azioni pericolose. Il dato finale di xG (1.89) è stato il frutto di 28 conclusioni, vale a dire appena 0.06 expected goals per tiro. L’inserimento di Jović procede bene mentre qualcosa andrà registrato a livello di fase difensiva.

(dati soccermentSics, Lega calcio)

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