Al di là della partita Analisi tattica

La grande impresa

Al di là delle polemiche relative alla questione biglietti che, di fatto, hanno trasformato per una sera il Camp Nou nel campo casalingo dell’Eintracht in Spagna (definizione apparsa su wikipedia), la vittoria dei tedeschi sul Barcellona ha dato ulteriore conferma del lavoro che Oliver Glasner sta facendo a Francoforte.

Il tecnico austriaco, arrivato quest’anno in Assia, ha inizialmente incontrato delle difficoltà nella gestione dell’eredità tecnica lasciatagli dal connazionale Adolf Hütter, attualmente alla guida del Borussia Mönchengladbach dopo il triennio alla guida della squadra di Francoforte sul Meno.

Con Hütter i biancorossi avevano assunto un modello di gioco proattivo anche in fase difensiva, con i quinti che spingevano alto in avanti per andare a pressare gli avversari nella loro metà campo.

Sotto Glasner, l’Eintracht ha invece adottato una diversa impostazione, costruita attorno ad un blocco medio che priorizza la chiusura dei corridoi centrali del campo, con i giocatori vicini fra loro ed un pressing orientato sulla posizione della palla.

Difficoltà che sono state acuite dalla perdita di due giocatori come Andre Silva e Luka Jovic, che avevano avuto grande peso nella produzione offensiva della squadra nel torneo dello scorso anno. In fase offensiva la squadra impiega solitamente una struttura 3-4-2-1 con la fase di costruzione affidata ai tre centrali e ai due mediani.

In generale comunque i tedeschi sono particolarmente efficaci in contropiede, situazione nella quale possono sfruttare le qualità in risalita di Filip Kostic, Daichi Kamada e Rafael Borré. L’ex River Plate aggiunge a queste caratteristiche anche notevoli doti nel tiro da lontano, come dimostrato proprio contro il Barcellona. Rispetto alla versione di Hütter l’Eintracht di Glasner è quindi più diretto e verticale.

Un paio di azioni di contropiede contro il Barcellona.

Contro i catalani Glasner ha mostrato la tradizionale struttura 5-4-1 in non possesso con la squadra come detto orientata verso la zona palla. All’interno di questa struttura, i difensori sul lato forte rompevano la linea quando necessario, anche a costo di creare dei buchi fra Hinteregger ed i braccetti.

Il video qui di seguito, montato con il software VideoMatch di Sics, mostra bene l’atteggiamento difensivo della squadra di Glasner nella sfida con i catalani.

In questo modo la compagine teutonica è riuscita a reggere l’urto di un Barcellona che comunque ha avuto le sue opportunità dall’interno dell’area di rigore. Il dato degli expected goals (xG) è illuminante delle occasioni non concretizzate dagli uomini di Xavi.

Detto questo, resta la buona prova fornita da un club che ha alle spalle una discreta tradizione in campo continentale. Per comprendere il legame fra Eintracht ed Europa basti ricordare ad esempio la vittoria nella coppa UEFA del 1980 o le campagne internazionali del club durante gli anni ’90, prima che iniziasse un periodo di su e giù fra la Bundesliga e la Zweite Bundesliga (la prima retrocessione è datata 1996).

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