Al di là della partita Analisi tattica metodologia

E se li lasciassimo tirare?

Un recente articolo di Chris Summersell ha analizzato la rete segnata da Lautaro Martínez nella sfida di Champions fra Inter e Liverpool, domandandosi se la scelta difensiva di van Dijk di non uscire in chiusura sull’argentino sia stato un errore o, appunto, una decisione presa nella consapevolezza della difficoltà realizzativa di un tiro da quella distanza, per di più contro un portiere come Alisson.

Anche se la situazione in questione appare maggiormente ascrivibile ad un errore del difensore olandese, l’occasione è utile per affrontare una tematica difensiva nuova.

In una era di expected goals siamo ormai abituati a pesare il valore di ogni tiro preso dalla squadra in attacco. Pur variando i modelli a disposizione, è possibile in generale identificare delle zone dalle quali le varie conclusioni assumono una maggiore o minore pericolosità per chi difende.

In pratica, non tutti i tiri sono uguali e, a seconda di diversi fattori (presi in considerazione appunto dai vari modelli di xG proposti) le conclusioni a rete hanno una più grande o più piccola probabilità di diventare un gol.

La strategia di lasciar prendere determinati tiri a determinati giocatori è già abbondantemente in uso nel basket. Nel calcio, in uno spazio di gioco più ampio e con più giocatori (più variabili) contro i quali difendere, potrebbe farsi strada un’idea del genere.

Diversi studi hanno di recente ad esempio hanno dimostrato l’efficacia dei cut-back come tipologia di assistenza. Si tratta di passaggi che arrivano dall’interno dell’area di rigore nelle zone laterali all’area piccola.

Questa tipologia di rifinitura (i cui dati in Italia vengono raccolti da Sics) tendono a generare tiri con un dato più alto in termini di xG. In non possesso quindi ogni squadra dovrebbe cercare di difendere al meglio queste zone di campo e anche quella compresa fra l’area del portiere ed il dischetto del rigore.

Un classico cut-back del CIty di Guardiola nello screenshot prodotto grazie a VideoMatch di Sics

Gli ultimi modelli di xG proposti prendono in considerazione ulteriori fattori oltre a quello della locazione dalla quale parte il tiro, dell’angolo rispetto allo specchio e del tipo di conclusione (testa o piede e, in questo caso, con quale piede), come ad esempio la disponibilità visiva della porta, la pressione sul tiratore e l’altezza di impatto del pallone.

È evidente che mettere pressione al tiratore diminuisce il valore della sua conclusione. Tuttavia, non sempre (per questioni di tempo e spazio) è possibile ad un difensore accorciare in modo efficace verso un avversario che sta per tirare. A quel punto conviene uscire lo stesso o restare in una posizione arretrata per provare a bloccare il tiro o per creare superiorità numerica nella zona dell’eventuale respinta del proprio portiere per effettuare una clearance?

Al modello xG è stato aggiunto da un po’ di tempo quello relativo ai post-shot expected goals (PSxG). Misurando una serie di parametri (come ad esempio la zona di porta in cui arriva il tiro e la traiettoria) questo dato valuta la probabilità di un tiro on-target (nello specchio della porta) di risultare in un gol.

Un giocatore il cui dato PSxG sia superiore a quello xG sta aggiungendo valore ai propri tiri (grazie alle sue qualità) rispetto al peso delle conclusioni prese. In questo modo si prendono in considerazione anche le qualità realizzative del giocatore che va al tiro.

Il dato in questione viene utilizzato anche per pesare un portiere, confrontando i PSxG con i gol effettivamente subiti (autogol esclusi). Una differenza positiva tra PSxG e gol subiti segnala un portiere che sta avendo una ottima stagione nel parare. Di contro, una differenza negativa indica un portiere che non sta performando. Con questi dati è possibile anche valutare le capacità dell’estremo difensore di turno sui tiri ravvicinati così come su quelli dalla media o lunga distanza.

Combinando questi dati (xG e PSxG) è possibile quindi creare una mappatura delle zone dalle quali la squadra rivale di turno (e i suoi giocatori) possono prendere tiri a più alta possibilità di realizzazione nei confronti del nostro no.1 e sarà quindi possibile organizzare una fase difensiva conseguente.

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