Al di là della partita Analisi tattica

Demolition derby

Con due doppiette di Kevin De Bruyne e Riyad Mahrez il Manchester City ha spazzato via (4-1) il Manchester United nel derby, rimarcando ancora una volta quanto sia ampio il divario fra le due squadre in questo momento (22 punti in classifica).

Lo United è parso migliorato rispetto al confronto diretto dello scorso novembre, almeno per quanto concerne la prima frazione di gioco (durante la quale era arrivato anche il momentaneo pareggio di Jadon Sancho).

Tuttavia, nella ripresa la squadra ospite (si giocava all’Etihad) è crollata sotto i colpi del City, dimostrandosi impotente rispetto allo strapotere tecnico della formazione di Guardiola.

Con Cristiano Ronaldo acciaccato e Edinson Cavani indisponibile, Ralf Rangnick ha cercato una nuova via per attaccare la difesa dei Citizens. Il tecnico tedesco è infatti tornato al suo classico 4-2-2-2 (accantonato dopo qualche esperimento fallimentare all’inizio della sua avventura ad Old Trafford) schierando Bruno Fernandes e Paul Pogba davanti, con Sancho e Anthony Elanga a supporto.

Inoltre, diversamente da quanto altre squadre hanno scelto di fare in passato (alcune con successo), vale a dire di aspettare bassi per ripartire in contropiede, l’ex tecnico del Lipsia ha iniziato la partita cercando di andare a prendere alto il City.

La costruzione della squadra di Guardiola non aveva però particolari problemi a superare la prima pressione avversaria. In questo modo, il City ha poi avuto buon gioco nel trovare De Bruyne fra le linee con il belga che ha causato parecchi problemi al sistema difensivo dello Utd.

La difesa dello United in difficoltà nel gestire la superiorità posizionale di KdB sul cut-back di João Cancelo in occasione del gol del vantaggio del City.

Paradossalmente rispetto al piano gara originale, il pareggio dello United è arrivato invece su azione di contropiede, orchestrato proprio da Pogba e Fernandes.

Nella clip montata con il software VideoMatch di Sics vediamo il contropiede che ha portato al gol del pareggio di Sancho.

I citizens riuscivano però a tornare in vantaggio sfruttando l’arma tattica Foden, schierato da Guardiola come falso nueve e abile a guidare i compagni nell’attaccare una traballante linea difensiva dello United, alla quale la coppia di mediani formata da Scott McTominay e Fred non è mai riuscita ad assicurare la dovuta protezione.

Una situazione di possesso del City con Foden e de Bruyne in zona di rifinitura.

Nonostante lo svantaggio, il risultato di 2-1 col quale si chiudeva la prima frazione lasciava speranze su un secondo tempo equilibrato. Invece lo United della ripresa si è letteralmente sciolto come neve al sole, consegnandosi alla struttura tattica dei rivali.

Più che gli errori difensivi che hanno portato alle altre due segnature della squadra di Guardiola, a lasciare impressionati (in negativo) è stata la totale incapacità della formazione di Rangnick di opporre una pur minima reazione. Tanto è vero che gli ospiti hanno chiuso i secondi quarantacinque minuti di gioco non riuscendo a produrre nessun dato in termini di expected goals.

Alla fine, per quanto concerne il City, la vittoria non solo è stata ampiamente meritata ma ha messo in evidenza anche il fatto (rilevato dai media britannici) di come Guardiola abbia vinto gli ultimi due derby giocati con un falso nueve ma nessuno degli ultimi quattro disputati con un classico no.9 davanti.

A beneficiare dei movimenti di Foden in zona di rifinitura sono stati anche Bernardo Silva, il già citato Mahrez e Jack Grealish. L’ex Aston Villa è stato protagonista di una buona gara, mostrandosi più inserito nel contesto e più associativo nel gioco con i compagni.

Dati soccerment.

Per lo United invece una sconfitta che brucia, rende più difficile la corsa con Arsenal, Chelsea e Tottenham per il raggiungimento della qualificazione alla prossima Champions e alza di nuovo critiche sul progetto Rangnick.

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