Analisi tattica

Radiografia della Roma di Mourinho

L’ennesima sconfitta contro una delle big del campionato (stavolta maturata nei quarti di coppa Italia) ha testimoniato il momento difficile che la Roma sta attraversando. In questo senso, la sfida con l’Inter è stata l’epitome di quanto visto nel recente passato, vale a dire una squadra che non riesce a giocarsela contro avversari di livello superiore.

La compagine giallorossa fa ancora fatica a mostrare una identità chiara. In generale, la Roma tende ad aspettare gli avversari con un blocco medio (PPDA 12.52) per creare così campo alle spalle della linea difensiva rivale, da attaccare con rapide transizioni.

Questo tipo di atteggiamento si scontra però con le caratteristiche dei difensori a disposizione di José Mourinho. I vari Kumbulla, Mancini, Smalling e Ibañez hanno infatti mostrato delle pecche quando sono stati chiamati a difendere bassi dentro la propria area.

Le caratteristiche dei tre giocatori in questione li porterebbero a praticare un calcio più aggressivo, andando a difendere in avanti spezzando la linea e creando delle situazioni di 1c1.

Tuttavia, quando la Roma ha provato a portare un pressing più alto (come accaduto in lacune occasioni proprio contro l’Inter) lo ha fatto in modo errato, col risultato di consentire ai nerazzurri di poter risalire il campo e attaccare una retroguardia romanista con molto campo da difendere alle proprie spalle.

L’andamento del PPDA romanista nella sfida ci coppa Italia con l’Inter.

Alla squadra di Inzaghi infatti è stato sufficiente rendere fluido (come usuale) il posizionamento dei propri costruttori per manipolare le coperture predisposte da Mourinho.

Una situazione difensiva contro l’Inter. La palla non viene coperta e il portatore ha così a disposizione una facile giocata sul lungo.

Il passaggio (o alternanza) fra difesa a tre e a quattro in corso di annata non ha modificato le sorti difensive di una squadra che, in campionato, ha finora subito 30 reti, concedendo un dato di 31.43 in termini di expected goals against (xGA).

Posizionamento medio dei giallorossi nella sfida di San Siro.

A queste difficoltà in non possesso si aggiungono quelle in fase offensiva. La Roma, perdendo Spinazzola, si è infatti vista privare dell’elemento cardine per la risalita del campo.

Tolto l’azzurro, la squadra giallorossa ha evidenziato ancor di più le tradizionali difficoltà costruttive, acuite dalla mancanza di costruttori abili in palleggio (se si eccettua il neoarrivato Oliveira).

Ad oggi la compagine giallorossa, settima in classifica, si trova nella medesima posizione dal punto di vista dei gol segnati, subiti, per differenza reti (+10) e per quella fra xG e xGA (xGD) con un dato di +11.45.

In pratica, la posizione di classifica rispecchia in pieno i dati prodotti da una rosa a inizio stagione forse sopravvalutata e rispetto alla quale molti hanno pensato che fosse sufficiente cambiare il timoniere (da Fonseca a Mourinho) per migliorarne i risultati.

La squadra sembra costruita in modo ibrido, non tale da consentire al tecnico un gioco proattivo in fase difensiva ma nemmeno adatta per effettuare un calcio posizionale nell’altra metà campo. Zona quest’ultima dove fra l’altro i giocatori della Roma sovente sbagliano le scelte in termini di giocate da effettuare.

Zaniolo (1.45 xT) è uno dei giocatori ai quali la Roma si affida per risalire il campo. Il talento giallorosso però non sempre prende o effettua correttamente le giocate nell’ultimo terzo di campo.

Alcuni giocatori (Cristante, comunque 9° giocatore della massima serie per numero di passaggi chiave con 113) sembrano di difficile collocazione tattica in questo spartito. A questo punto della stagione, diventano quasi inevitabili i paragoni con lo scorso campionato.

Qualche tempo fa avevamo scritto come Mourinho dovesse trovare il modo di sviluppare il modello di gioco proposto, migliorando la fase difensiva della squadra. Viceversa, se questa fragilità difensiva dovesse perdurare, il portoghese dovrà trovare il modo di far produrre ancora di più la Roma a livello offensivo, per compensare in termini di reti realizzate quelle subite.

La questione resta valida. È da vedere però se questa squadra, così assemblata, abbia in sé possibilità di miglioramento.

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