Match report

Hungry like the wolves

‹‹Non abbiamo giocato bene né individualmente né collettivamente››. Con queste parole rilasciate nel post-gara Ralf Rangnick ha riassunto la partita giocata (e persa) dal Manchester United contro il Wolverhampton in casa (0-1).

Da quando Rangnick si è seduto sulla panchina dello United (5 partite) la squadra di Manchester ha conquistato 10 punti ma, tolta la prima uscita contro il Crystal Palace, ha mostrato un lento declino dal punto di vista della proposta di gioco.

Il 4-2-2-2 implementato dal tecnico tedesco continua a essere inefficace. Se si esclude la riaggressione, mancano del tutto le fasi di pressing (che pur si erano viste a inizio mandato) e immediata verticalizzazione, tratti essenziali del modello di gioco di Rangnick.

Lo stesso ex allenatore del Lipsia ha ammesso che, contro i Wolves, la squadra non è stata aggressiva, mancando di intensità. Dal punto di vista difensivo lo United ha concesso 19 conclusioni ad una squadra avversaria che solitamente ne produce meno di 10 a partita.

I dati soccerment relativi alla sfida dell’Old Trafford.

Le assenze, per vari motivi, di Victor Lindelöf, Harry Maguire e Eric Bailly hanno forzato Rangnick a schierare accanto a Raphaël Varane l’inglese Phil Jones, alla sua prima partita da gennaio 2020 mentre Nemanja Matić e Scott McTominay, da frangiflutti davanti alla difesa, non hanno confermato quanto di buono mostrato nell’ultima uscita con il Burnely (con un avversario comunque inferiore ai Wolves).

Alcuni elementi, come Bruno Fernandes e Jadon Sancho, sono in difficoltà, non riuscendo a svolgere le funzioni di vertici avanzati del quadrato di centrocampo in fase di possesso.

L’idea base del calcio proposto da Rangnick è quella di avere il controllo della partita non tramite il possesso ma attraverso lo spazio e la pressione.

Quando è arrivato all’Old Trafford il 63enne di Backnang ha trovato una compagine che faceva fatica contro blocchi bassi ma che aveva armi da sfruttare in contropiede. Oggi, dopo un mese in carica, Rangnick si trova di fronte una squadra che vuole giocare un calcio di pressione con ripartenze brevi che non sembra in grado di eseguire.

Nel montaggio VideoMatch di Sics il contropiede sprecato dallo United in apertura di partita.

Non a caso, il Wolverhampton è riuscito agevolmente a costruire da dietro, superando la prima pressione dello United. In fase offensiva inoltre Bruno Lange ha individuato uno dei punti deboli di questo Manchester.

Come ammesso dallo stesso Rangnick, i Wolves hanno creato un sovraccarico nella zona mediana del campo (‹‹giocano con quattro o cinque centrocampisti e noi abbiamo avuto problemi a controllare quella parte di campo››) per giocare poi sugli esterni.

Questo era il piano gara predisposto da Lange: ‹‹se guardi al primo tempo…[il Manchester] aveva Edinson Cavani che cercava di bloccare Ruben Neves, Cristiano Ronaldo che controllava Conor Coady e le ali all’interno del campo. Così c’era spazio all’esterno››.

E infatti gli ospiti hanno mosso palla nelle corsie laterali, soprattutto a destra (51% delle azioni da quel lato) dove Nélson Semedo ha ricevuto 41 passaggi.

Una fase del pressing dello United.

Per ovviare a questa situazione, nel secondo tempo lo United è passato ad un sistema con tre difensori centrali e due esterni. Un cambiamento che non ha avuto impatto sul risultato finale anche se ha permesso alla squadra di Rangnick di riassestarsi (‹‹abbiamo avuto più controllo›› ha detto il tedesco). Di certo questa modifica del sistema base ha confermato le difficoltà che il Manchester ha in questo momento nell’essere efficace col 4-2-2-2.

Certo, la rosa a disposizione non è stata costruita per giocare il calcio rock n’ roll predicato dall’attuale manager. Di conseguenza, nei prossimi mesi, Rangnick dovrà decidere se cambiare per adeguarsi ai giocatori attualmente a disposizione o se continuare per la sua strada usufruendo di un restyling nella sessione invernale del mercato e utilizzare il resto della stagione per valutare quali elementi confermare durante la probabile rivoluzione estiva.

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