Analisi tattica

La Francia è mancata in difesa

Poche ore dopo la sfida fra Spagna e Croazia (la partita fin lì più rocambolesca di Euro2020) è andata in scena una partita ancor più emozionante, cioè quella fra Francia e Svizzera.

Conclusosi ai rigori l’incontro giocato a Bucarest ha sancito la prima, grande sorpresa di questo torneo continentale, decretando l’eliminazione della Francia di Didier Deschamps, grande favorita per la vittoria finale.

A compiere l’impresa è stata la squadra di Vladimir Petković, che ha eguagliato il record di panchine con la nazionale rossocrociata di Karl Rappan e che è riuscito a riportato la Svizzera nei quarti di finale di una grande competizione per la prima volta dai mondiali casalinghi del 1954.

Ai francesi non è bastato nemmeno il doppio vantaggio (3-1) raggiunto a un quarto d’ora dalla fine per assicurarsi il passaggio del turno. Al di là dell’errore decisivo di Kylian Mbappé nello shootout dei rigori, la partita ha visto la netta vittoria del già citato Petković nella battaglia tattica che lo ha visto contrapposto al collega transalpino.

La grafica @TeleFootball dà l’idea di una Svizzera che è riuscita a mantenere la partita equilibrata.

Per affrontare i rossocrociati Deschamps ha deciso di abbandonare le (poche) certezze di questa prima parte di Europeo per adottare una difesa a tre con Presnel Kimpembe terzo centrale a fianco di Clément Lenglet e Raphaël Varane e con Adrien Rabiot esterno di sinistra.

Confermato il trio offensivo composto da Mbappé, Griezmann e Karim Benzema, in mezzo al campo il tecnico francese si affidava alla coppia formata da Paul Pogba e N’Golo Kanté.

La scelta di questa struttura di base aveva (sulla carta) lo scopo di contenere le avanzate svizzere, garantendo solidità alla retroguardia e non patire l’inferiorità numerica a centrocampo. Inoltre, schierandosi a specchio, Deschamps pensava di poter trarre vantaggio dalla superiorità tecnica dei suoi in situazione di 1c1.

In realtà il piano non ha funzionato. Les Blues facevano fatica in entrambe le fasi e, con una manovra poco fluida in possesso, non riuscivano ad armare i riferimenti in attacco.

Le xG sono esplose nella ripresa ma per tutto il primo tempo la Svizzera è riuscita a contenere i transalpini. I dati dimostrano come, più che offensivamente, la Francia sia mancata a livello difensivo.

Tutto questo nonostante la prova di un Pogba che, in una serata non eccezionale del suo compagno di reparto Kanté, non solo riusciva a segnare un gran gol ma di fatto si trovava da solo a reggere la zona mediana di una squadra che appunto palesava difficoltà tanto in avanti quanto sulla linea arretrata.

Col piano gara previsto (contenere le avanzate avversarie e invadere la metà campo svizzera con attaccanti e quinti di centrocampo) che non stava dando i frutti sperati, all’intervallo Deschamps rimetteva mano allo schieramento base senza però ricorrere né al 4-3-3 né al 4-3-1-2 che hanno marcato la sua gestione ma rivolgendosi invece ad un 4-2-4 ultra offensivo attraverso la sostituzione di un centrale difensivo (Langlet) con un’ala d’attacco (Coman).

Il 4-2-4 francese all’inizio del secondo tempo regolamentare.

Nonostante questo cambiamento, la Svizzera risultava ancora la miglior formazione in campo. Almeno fino al rigore sbagliato da Rodríguez, che finiva per cambiare l’inerzia del match, che si tradurrà nel doppio vantaggio francese che avrebbe dovuto consentire alla squadra di maggior talento in campo di condurre in porto il risultato.

Così non è stato e, senza far passare sotto traccia le mancanze francesi o la sconclusionata formazione iniziale di Deschamps, bisogna anche sottolineare la prestazione degli Svizzeri.

In particolare, a risaltare nella serata della National Arena (oltre a Haris Seferović) è stato il duo di centrocampisti composto da Remo Freuler e Granit Xhaka. Il centrocampista dell’Arsenal si sta finora segnalando come uno dei migliori del torneo nella sua posizione. Spesso incostante in carriera e inserito in contesti disfunzionali, il 28enne calciatore di origine albanese si trova invece perfettamente a suo agio nel contesto tattico predisposto da Petković .

La sua gestione del pallone è stata spesso semplice ma efficace (degna del miglior Giuseppe Giannini), in grado quindi di far risalire il campo alla squadra all’interno della fragile organizzazione difensiva francese.

Nel montaggio VideoMatch vediamo alcuni dei 15 passaggi chiave Sics effettuati da Xhaka.

Al momento di recuperare poi si è vista la mano di Petković che ha operato dei cambi (in particolare inserendo Admir Mehmedi per Ricardo Rodríguez) che hanno trasformato la partita in contesto di duelli individuali, vale a dire proprio il piano previsto da Deschamps ma che alla fine, anche a causa di una certa sicurezza francese sul doppio vantaggio, si è rivelato favorevole alla nazionale rossocrociata.

Alla fine quindi l’idea che rimane di questa partita è che Deschamps abbia sprecato il talento a disposizione creando una struttura tattica inadeguata che ad un certo punto è riuscito a correggere ma senza che questo significasse dotare la squadre di quelle certezze necessarie a portare a casa un risultato che, sul 3-1, sembrava acquisito. A questo si deve aggiungere il problema della fragilità difensiva manifestata dai Francesi.

Detto questo, anche l’eccessiva sicurezza della squadra ha fatto (in negativo) la sua parte, consentendo alla Svizzera di rimontare su una Francia che comunque, in tutto il torneo, è sembrata sempre viaggiare più sulla forza delle proprie individualità che su quelle di un’idea collettiva.

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