Analisi tattica La mossa tattica

È stata la partita di Grealish

Alla fine, per battere la Germania per la prima volta in un grande torneo dal 1966 e per prendersi la rivincita su quel rigore del 1996, Gareth Southgate è dovuto ricorrere alla fantasia e alla imprevedibilità di Jack Grealish.

Anche se Kieran Trippier e Luke Shaw sono riusciti a bloccare Joshua Kimmich e Robin Gosens (finora le armi più pericolose a disposizione dei teutonici in questo Europeo) e Jordan Pickford ha dato ragione a Southgate quando quest’ultimo ha deciso di confermarlo no.1 nonostante una stagione non eccezionale con l’Everton, la partita è cambiata quando il tecnico inglese è ricorso alla panchina inserendo Grealish.

Fino ad allora infatti la scelta del commissario tecnico di schierarsi a specchio con la Germania (3-4-3) aveva pagato soltanto in fase difensiva. Con Walker, Stones e Maguire a presidiare il centro della difesa e con, davanti a loro, una coppia di interdittori come Kalvin Phillips e Declan Rice (più il sopracitato lavoro dei quinti) l’Inghilterra era infatti riuscita a garantirsi una buona protezione nelle transizioni difensive e, in generale, se si esclude qualche sbandamento (a inizio partita e soprattutto in occasione della palla gol del possibile pari sprecata da Thomas Müller nella ripresa) ad annullare il possesso tedesco (che alla fine sarà del 53%).

Tanto è vero che, nonostante alcuni buoni attacchi alla profondità portati da un Kai Havertz che si sdoppiata fra i compiti di attaccante (in possesso) e mezzala (in fase difensiva) la Germania si è limitata a soli tre tiri nello specchio della porta di Pickford (ancora una volta abile quando chiamato in causa).

La buona prova difensiva dell’Inghilterra non deve far dimenticare come a volte le distanze fra i tre difensori e i due mediani inglesi fossero troppo dilatate. Ma la squadra di Joachim Löw non è riuscita a sfruttare bene questi spazi zona di rifinitura.

Di contro, scegliendo di lasciare in panchina buona parte del talento offensivo a sua disposizione (Grealish, Mason Mount, Phil Foden e Jadon Sancho) Southgate faceva capire di volersi preoccupare più della stabilità difensiva della squadra, lasciando la fase offensiva alle invenzioni di Raheem Sterling a sinistra, alla velocità di Bukayo Saka a destra e al gioco associativo di Harry Kane davanti.

Una scelta che ha pagato difensivamente ma non offensivamente, con l’Inghilterra incapace di creare vere e proprie occasioni. Troppo lento il giro palla degli Inglesi, troppa poca qualità in palleggio da parte di Phillips e Rice e troppa difficoltà nel trovare Kane oltre le linee tedesche, con l’attaccante degli Spurs che alla fine registrerà soltanto due passaggi chiave ricevuti.

Le cose sono cambiate sul finire dell’incontro quando Southgate è ricorso a Grealish. L’ingresso in campo del giocatore dell’Aston Villa al posto di Saka ha comportato lo spostamento di Sterling sulla zona destra del terreno di gioco. Ma, soprattutto, la presenza in campo di Grealish ha garantito un boost alla fase di possesso inglese.

L’andamento dell’IPO di Sics relativo alla partita fra Inghilterra e Germania. L’impennata inglese nel finale coincide con l’ingresso in campo di Grealish.

Il primo gol nasce da un’azione alla mano condotta proprio da Stearling e Grealish (cioè i due giocatori di maggior fantasia presenti in quel momento sul terreno di gioco da parte inglese) col no.7 che produce il third pass che attiva l’assist di Shaw per Sterling.

Nel montaggio VideoMatch vediamo l’azione che ha portato al vantaggio della squadra di Southgate.

La seconda rete ha visto ancora una combinazione a sinistra fra l’esterno del Manchester Utd e Grealish con quest’ultimo stavolta nei panni del rifinitore per il gol di Kane. Gol che ha finalmente permesso all’attaccante degli Spurs di sbloccarsi nella competizione.

Il raddoppio dell’Inghilterra nel filmato VideoMatch di Sics.  

In pratica per Grealish si è trattato di aver prodotto un third pass e un assist in appena ventidue minuti di gioco. Non male per un elemento che ha ammesso nel recente passato di aver preso sul serio la sua carriera da giocatore soltanto due stagioni fa, cioè al momento del ritorno in Premier League e che, nel giro di questo breve lasso di tempo, è entrato nel mirino di Pep Guardiola.

Come spesso è accaduto in passato con questo tipo di calciatori (a varie latitudini) anche nella stampa britannica si è aperto un dibattito in merito all’utilizzo di Grealish dal primo minuto, magari già a partire dal quarto di finale contro l’Ucraina.

Southgate ha posto l’accento sulla necessità che il ragazzo contribuisca anche in fase difensiva (‹‹queste partite sono intense, con e senza la palla››) e questo ragionamento rientra appieno nel contesto tattico creata dal tecnico per la squadra in questo Europeo.

Detto ciò, l’Inghilterra finora è sembrata alzare i giri del motore con l’esterno dei Villans in campo. Finora la squadra è andata benissimo in fase difensiva (zero gol subiti e un dato di 2.66 xGA che è secondo soltanto al 2.1 registrato dall’Italia) ma ha mostrato qualche problema davanti.

È quindi verosimile pensare che Southgate dovrà ricorrere ancora a elementi come Grealish, Foden e Mount per sperare di far aumentare le possibilità di portare i bianchi sul tetto d’Europa.

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