Al di là della partita Analisi tattica

La nuova, vecchia Atalanta

‹‹La difesa a quattro? Mancavano gli esterni di ruolo e avevamo l’esigenza di dare collocazione ai nostri attaccanti››. Con queste parole, espresse nel dopo partita, Gian Piero Gasperini ha spiegato la scelta di utilizzare a Verona (0-2) una diversa disposizione in campo della propria squadra rispetto all’abituale 3-4-2-1/3-4-1-2.

La compagine bergamasca è stata infatti schierata dal Gasp con un sistema base 4-2-3-1 che ha visto Toloi e Djimsiti esterni bassi con Malinovskyi e Mirančuk ali e Pessina posizionato da no.10 alle spalle di Zapata. A restare invariati sono invece stati i principi di gioco.

Costruzione

Il primo possesso atalantino è stato ancora una volta piuttosto semplice, ancora ad una costruzione diretta, anche a causa della pressione offensiva esercitata dal Verona (7.08 di PPDA per gli scaligeri).

Nel montaggio VideoMatch di Sics vediamo alcune situazioni relative all’uscita su pressione dell’Atalanta

L’idea è quindi rimasta quella di risalire poi il campo il più velocemente possibile sfruttando la palla lunga.  Un esempio chiaro di questo tipo di approccio lo si è avuto nell’azione che ha portato alla rete del vantaggio di Zapata.

Il filmato VideoMatch di Sics mostra l’azione del gol di Zapata.

Sviluppo

In situazione di attacco più manovrato la squadra nerazzurra ha comunque tenuto fede ai propri principi di gioco cercando di svuotare il centro del campo e di sviluppare tramite quadrilateri laterali (in particolare a destra) che, col cambio di sistema, avevano ovviamente una composizione diversa rispetto a quelli tradizionali (braccetto/Mediano/esterno/punta) utilizzati con la difesa a tre.

GLi sviluppi esterni della squadra atalantina.

A beneficiare della nuova disposizione è sembrato essere soprattutto Malinovskyi. Il giocatore ucraino è infatti risultato particolarmente associativo, producendo ben 9 passaggi chiave.

Attacco alla linea

In generale comunque l’attacco alla linea veronese avveniva per mezzo di azione dirette volte a sfruttare l’1c1 di Zapata contro Lovato o per andare a giocare sulle situazioni di seconda palla create dall’attaccante colombiano.

La ricerca immediata della profondità da parte degli uomini di Gasperini.

Non a caso, la combinazione più sfruttata dai bergamaschi è stata quella che della linea di passaggio che andava da Djimsiti a Zapata (12 passaggi).

Difesa

Nonostante la variazione nella disposizione iniziale l’Atalanta ha continuato a difendere con una fase di non possesso incentrata sugli 1c1 e con i propri difensori che non avevano problemi a spezzare la linea. La Dea ha continuato a difendere in avanti (7.76 di PPDA) e con un baricentro alto (50.71m di media sul possesso veronese).

Un atteggiamento che ha pagato visto che il Verona è riuscito a produrre un dato di appena 0.15 in termini di expected goals (xG).

L’IPO di Sics relativo alla partita del Bentegodi.

Così, pur cambiando veste, l’Atalanta riesce ad imporsi anche a Verona, confermando il proprio stato di forma e mostrandosi pronta per lo sprint finale del campionato.

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