Analisi tattica

Il metronomo

Quando lo scorso gennaio la Roma lo ha acquistato, pochi in Italia lo conoscevano. Eppure, in poco tempo Gonzalo Villar si è imposto come uno degli acquisti migliori delle ultime campagne acquisti giallorosse, tanto che i giornali spagnoli si sono chiesti perché le big del campionato iberico si siano lasciate sfuggire il giocatore ex Elche.

Arrivato come un no.10 (tanto è vero che nella prima amichevole dell’attuale stagione contro la Sambenedettese venne impiegato come secondo trequartista nel 3-4-2-1 della Roma) lo spagnolo si sta invece imponendo in mediana in una squadra che il tecnico Paulo Fonseca è riuscito a dotare di una identità tattica consolidata ed efficace. E questo nonostante le tante assenze patite in questa prima parte di campionato (con i vari Dzeko, Kumbulla, Zaniolo, Smalling e Pellegrini via via costretti ai box).

Il portoghese ha quindi plasmato una Roma riconoscibile ma non per questo prevedibile, con un impianto di gioco che riesce a sopperire alle assenze del momento.

I giallorossi sono formazione che cerca di costruire dal basso per settare poi il possesso in zone più avanzate di campo. Per agevolare una costruzione che non conta più sui piedi di Pau López (Fonseca gli ha preferito fra i pali il più affidabile Mirante) l’allenatore della compagine capitolina ha spesso utilizzato Cristante come centrale difensivo, anche per sopperire alle defezioni del reparto arretrato.

La scelta di impiegare l’ex atalantino in mezzo alla linea a tre, così come quella di arretrare Pellegrini in mediana, avevano lo scopo proprio di agevolare l’uscita palla da dietro e il consolidamento del possesso in fase di sviluppo, durante la quale ha assunto un ruolo di sempre maggiore importanza Spinazzola, chiamato a garantire ampiezza sul settore sinistro dell’attacco romanista.

E proprio in fase di sviluppo si sta rivelando quanto mai utile l’apporto di Villar, elemento coerente col progetto tecnico impostato dal tecnico e dal suo staff. Il 22enne di Murcia è infatti un giocatore di possesso, abile nel fraseggio e come tale è stato utilizzato da Fonseca per dare ulteriore fluidità alla manovra giallorossa.

La prestazione del centrocampista spagnolo in uno dei tweet sempre esaustivi di @fderiu.

La sua presenza in campo consente alla Roma di poter alzare la posizione dell’altro mediano, andando così ad aggiungere agli invasori un altro elemento, come accaduto nella sfida contro il Parma quando è stato Veretout ad aiutare la squadra nell’occupazione della zona di rifinitura contro una squadra di Fabio Liverani che difendeva con due linee molto basse.

Nella sfida al Sassuolo, lo spagnolo ha dapprima contribuito all’uscita palla da dietro insieme ai tre centrali difensivi per andare poi (con la Roma ridotta in dieci) a fungere da vertice basso del triangolo di centrocampo nel 5-3-1 con il quale la squadra di Fonseca ha chiuso la partita.

La costruzione giallorossa 3+1 contro la squadra di De Zerbi.

Le qualità tecniche di Villar non si vedono però soltanto in occasione di azioni che ne esaltano la difesa palla contro la pressione avversaria (71.4% di dribbling vincenti) ma anche in fase di distribuzione, come dimostrano i 10 passaggi chiave prodotti in campionato in appena 356 minuti di gioco (con sole 3 presenze su 9 partendo da titolare). Passaggi essenziali per una squadra che in possesso cerca di azionare i due trequartisti alle spalle di Dzeko.

I passaggi chiave di Villar contro il Bologna, raccolti da Sics

In fase difensiva poi, in una squadra che tende a lavorare più sulla chiusura delle linee di passaggio centrali (per aggredire poi con palla esterna) che attraverso una forte pressione avanzata (il PPDA della Roma è il 12° della massima serie con un dato di 11.60), il nazionale U21 spagnolo ha comunque recuperato ben 7/12 palloni nella metà campo avversaria.

I dati Sics vedono la Roma attualmente 7° per Indice di Rischio DIfensivo.

Insomma, un lavoro oscuro ma prezioso da metronomo quello di Villar, ormai salito nelle gerarchie di Fonseca e diventato almeno un’alternativa a Pellegrini a centrocampo, scalzando una nutrita concorrenza.

Quel processo di maturazione previsto per lui dall’ex allenatore dello Shakhtar (‹‹si sta adattando, sta imparando dal calcio italiano, ma è un giovane su cui noi puntiamo molto per il futuro della Roma››) sembra quindi già a buon punto.

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