Analisi tattica

Lavori in corso

Come per altre squadre che hanno cambiato molto (a partire dalla guida tecnica), anche il Parma ha patito questo inizio di stagione. Gli emiliani infatti hanno finora racimolato soltanto tre punti dopo le prime quattro gare di campionato, frutto di una vittoria (1-0 contro il Verona) e tre sconfitte, l’ultima delle quali a Udine (3-2).

A preoccupare non sono soltanto i risultati (frutto anche di circostanze particolari, come quella che ha costretto la squadra alla trasferta friulana senza sètte giocatori, positivi al Covid-19) quanto le prestazioni.

Infatti, pur riconoscendo le difficoltà derivanti dall’innesto di otto calciatori nuovi, i ducali hanno finora segnato appena 4 gol, subendone 9 e registrando un rapporto IPO/IRD di -21.9 (meglio di sole cinque altre squadre).

La transizione da D’Aversa a Fabio Liverani è stata quindi difficoltosa. Con il primo in panchina i gialloblù si erano consolidati intorno ad un progetto di gioco che prevedeva una squadra orientata ad una fase difensiva su zone basse di campo, per creare spazi alle spalle della linea avversaria da poter poi attaccare sfruttando risalite verticali e immediate, affidate per lo più a Kulusevski e Gervinho.

L’arrivo in panchina dell’ex allenatore del Lecce è coinciso col tentativo di cambiare filosofia alla compagine ducale. A rimanere invariato è stato l’atteggiamento attendista sul possesso avversario (il Parma registra il terzo peggior PPDA della massima serie con un dato di 14.97 ed una media del 43.8% nel possesso palla), con la squadra orientata più a schermare le linee di passaggio centrali che ad aggredire in avanti.

Blocco difensivo basso e attento a chiudere il centro da parte del Parma.

La proposta di gioco in possesso è invece cambiata in modo più netto. Se è vero che anche l’ultima versione del Parma di D’Aversa cercava un maggior condizionamento dell’avversario tramite il possesso, la tendenza a muovere palla per risalire il campo o attaccare difese posizionali più basse si è accentuata con l’arrivo di Liverani.

Partendo da una base 4+3, il tecnico romano ha proposto in avanti un tridente flessibile 2-1/1-2, presentando una versione più ‘tradizionale’ del 4-3-3 contro i bianconeri di Gotti. In questo senso, l’impostazione generale della compagine emiliana ricalca quanto fatto vedere dal Lecce nello scorso torneo.

La pass map prodotta da @Tacticsplatform e relativa all’esordio del Parma all’esordio contro il Bologna, partita nella quale Jacopo Dezi ha agito praticamente da falso nueve.

Durante l’esperienza salentina, Liverani ha più volte rimarcato la volontà di continuare a presentare anche in A una proposta offensiva, con un calcio più attento ad offendere che a difendere, a partire da una elaborata fase di costruzione che è stata mantenuta per tutta la durata della stagione, a dispetto di alcune difficoltà dei leccesi nell’uscita palla che spesso si sono rivelate costose in termini di gol subiti.

In questo senso, anche a Parma potrebbero incontrarsi delle problemnaticità, con Liverani che ha a disposizione una batteria di difensori portati più a distruggere che a costruire.

In mediana e in avanti invece la qualità è superiore a quella avuta a disposizione col Lecce. Con Wylan Cyprien Liverani può ad esempio contare su un giocatore che si è messo in evidenza come abile play, soprattutto durante l’esperienza col Nizza in Ligue 1.

I due passaggi chiave di Cyprien contro l’Udinese.

Il francese forma un trio di discreta qualità con Hernani e Brugman, ai quali si deve aggiungere la fisicità e bravura negli inserimenti di Kurtic e Kucka. In avanti poi, oltre ai confermati Gervinho, Inglese e Cornelius c’è un Karamoh apparso rigenerato dalla cura del nuovo tecnico. Finito ai margini con D’Aversa, l’ex Inter sembra invece trovarsi più a suo agio in una squadra che cerca di risalire il campo anche attraverso il palleggio. Non a caso Liverani lo ha schierato titolare nelle ultime tre uscite contro Bologna, Verona e Udinese, ottenendo in cambio un gol e buone prestazioni.

Nel filmato VideoMatch di Sics vediamo alcune giocate di Karamoh.

Di certo, il Parma è ancora un cantiere aperto. L’obiettivo primario, con i gialloblù che attualmente hanno già subito 9 reti a fronte delle 4 realizzate, sembra dunque quello di trovare un equilibrio fra le due fasi di gioco. Quell’equilibrio che la squadra aveva sotto la precedente gestione tecnica (-1 il rapporto fra gol fatti e gol subiti nello scorso anno) e che l’attuale tecnico gialloblù non è riuscito a trovare a Lecce, squadra alla cui guida Liverani è retrocesso subendo ben 85 reti (peggior risultato per una squadra di A dal 1955/56) e nonostante i 52 gol segnati.

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