Come si muove la linea di Giampaolo

Molto è stato scritto in questi giorni del nuovo allenatore del Milan, Marco Giampaolo. Gli articoli proposti (oppure riproposti) si sono concentrati sull’uomo Giampaolo, sulla buona scelta fatta dal Milan nell’ingaggiarlo o, ancora, sulle necessità del tecnico abruzzese in sede di mercato.

Dal punto di vista tattico è invece necessario rimarcare una delle caratteristiche del Giampaolo allenatore e una di quelle che probabilmente necessiterà di più tempo per essere assimilata dai rossoneri, vale a dire la sua difesa a zona pura.

In questo articolo verranno quindi presentate alcune situazioni esplicative già trattate in un articolo per @futboltactico.

È in passato che l’allenatore nativo di Bellinzona si sia soffermato sulle caratteristiche della sua fase difensiva. Questo tipo di approccio è tanto particolare quanto raramente impiegato anche se, negli anni, è stato utilizzato da altri allenatori come Maurizio Sarri, Luigi Delneri, Eusebio Di Francesco, Loris Beoni (allenatore in serie D ma che meriterebbe ben altre categorie). I movimenti di una linea che si muove in questo modo sono stati anche illustrati da Francesco Calzona, ex secondo di Sarri.

palla verso il fondo, diagonale enegativa

Una delle caratteristiche di questo tipo di difesa: con la palla verso il fondo, la linea si dispone secondo una diagonale negativa.

Giampaolo, che non è un semplice gestore di spogliatoio né, tantomeno, un tecnico che si limiti a fornire poche, generiche indicazioni alla propria squadra, va considerato un vero e proprio maestro di calcio. Anche per questo avrà bisogno di tempo per far assimilare il suo credo a Romagnoli &Co.

Ma in cosa consiste il lavoro difensivo che Giampaolo chiede alla propria linea arretrata e come si arriva al prodotto finito? Affiancato dal fidato assistente Fabio Micarelli, Giampaolo è un tecnico che comincia ad allenare la difesa in forma decontestualizzata, vale a dire in modo analitico, per far apprendere ai quattro difensori come agire di reparto.

La didattica seguita da Giampaolo e dal suo staff comincia dunque da un lavoro analitico svolto inizialmente a ritmi bassi, al fine di fissare nella mente dei giocatori i principi di comportamento difensivo richiesti. Successivamente si passa all’inserimento di elementi situazionali (gli avversari) per sviluppare ulteriormente le conoscenze del reparto difensivo.

Quando si parla di principi di comportamento da tenere ci si riferisce al primato che Giampaolo assegna alla posizione della palla nell’orientamento anche posturale dei difensori. Il blocco di difesa deve infatti posizionarsi fra la palla e la porta, senza cioè una dispersione di uomini in marcatura.

Questo significa che la linea di Giampaolo si deve occupare di coprire gli spazi più che di marcare gli avversari. Partendo da questo concetto base, l’ex allenatore della Sampdoria continua chiarendo ai propri difensori i comportamenti da tenere nelle varie situazioni: con palla laterale, con palla centrale, dopo scarico indietro, su scambio uno-due, contro una sovrapposizione…

Screenshot_4

Nell’immagine de @Ilnuovocalcio vediamo riprodotta una situazione nella quale vi possono essere diversi comportamenti in base alla scelta di 11.

Tutto questo permette ai difensori di interiorizzare i movimenti da eseguire e, quindi, di reagire di conseguenza dopo attenta lettura della situazione di gioco.

Il reparto difende con una sola linea di copertura con i difensori che cercano di mantenere le distanze fra loro. Questo implica che la linea raramente si spezza. Le diagonali di Giampaolo sono quindi corte, con la linea difensiva stretta sul lato palla e con l’attenzione primaria rivolta alla posizione del pallone. Questo a volte (Catania, Empoli) gli ha portato delle critiche: il fatto di effettuare una diagonale stretta infatti rende  a volte la difesa di Giampaolo vulnerabile sul lato debole e, in zona cross, sul secondo palo.

palla esterna linea stretta sul lato palla

Su palla esterna, la linea è stretta sul lato forte.

La linea difensiva dell’allenatore della Samp deve essere costantemente attenta alla lettura della palla (coperta/scoperta) e al movimento della stessa. Se la palla viene giocata all’indietro i difensori salgono (palla coperta).

palla coperta la linea sale

Situazione di palla coperta (il portatore è spalle alla porta della Samp e sta per giocare all’indietro) e la linea sale.

Scappano invece all’indietro se la palla dovesse diventare scoperta.

palla scoperta, la linea scappa

Palla scoperta, la linea scappa.

Si scappa fino ai 20-25 metri: qui la linea non arretra (non si porta gli avversari in casa, cioè in area di rigore) ma aggredisce il portatore di palla effettuando le dovute coperture.

Qualcosa sembra essere cambiato di recente nell’impostazione difensiva delle sue squadre quando la palla si trova nei pressi del vertice dell’area di rigore. Prima infatti Giampaolo, contrariamente a quanto previsto con la palla in una zona di campo più alta, chiedeva all’esterno difensivo di portare l’avversario all’interno, per sfruttare i raddoppi centrali. Ultimamente invece sembra che la linea difensiva continui anche in zone basse a indirizzare l’avversario all’esterno.

palla esterna, linea stretta, attenzione alal posizione della palla, esterno in posizione per dare l'esterno

Situazione vista in precedenza con palla esterna. Qui si fa notare, oltre alla linea stretta e all’attenzione posta sulla palla, il terzino in posizione per concedere l’esterno all’aversario.

Le esercitazioni situazionali per questo tipo di lavoro sono solitamente 6>4 e 8>4, che permettono all’allenatore di valutare il livello di conoscenze raggiunto dalla linea.

Come detto, questo approccio necessita di un tempo di assimilazione e sviluppo. Se la società e i tifosi lo concederanno, Giampaolo potrebbe riuscire a rivoluzionare il sistema difensivo rossonero.

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