Ancora tu

Vincenzo Montella è dunque il nuovo allenatore della Fiorentina, dopo aver firmato un contratto che lo lega al club gigliato fino a giugno 2021. L’aeroplanino sostituisce Stefano Pioli, dimessosi fra reciproche accuse dopo quasi due anni di convivenza.

Dal punto di vista tecnico, il progetto avviato con il tecnico emiliano non ha finora portato risultati in linea con le aspettative della piazza. Ottava (a pari merito col Torino) nella scorsa stagione, la Fiorentina rischia anche quest’anno di rimanere fuori dall’Europa anche se ha a disposizione la partita di ritorno con l’Atalanta più l’eventuale finale di coppa Italia per accedere alla seconda competizione continentale e, soprattutto, per conquistare quello che sarebbe il primo trofeo dell’era Della Valle.

Che Fiorentina eredita Montella? Parlando di questioni tattiche, il 44enne allenatore nativo di Pomigliano d’Arco trova una squadra che ha cercato, specialmente in questo campionato, di proporre un calcio posizionale in fase offensiva, partendo da un sistema fluido.

Infatti, dopo aver alternato diversi schieramenti nel corso della sua gestione, l’ultimo Pioli ha spesso presentato una Fiorentina ibrida che recentemente ha difeso anche all’interno di un 4-3-1-2 modulandosi poi in un sistema a 3 dietro in fase di costruzione.

Infatti, quando i viola avevano la palla, cercavano sempre una costruzione bassa che facesse leva sui tre difensori centrali e su Veretout, interno francese reimpostato da Pioli come play davanti alla difesa dopo la partenza di Badelj. L’ampiezza era presa da Biraghi a sinistra mentre a destra stazionava Benassi, pronto però a inserirsi in avanti tagliando centralmente, tanto che in diverse situazioni si è trovato ad agire come riferimento più avanzato della squadra e comunque ad occupare l’area. I frutti di questo impiego dell’ex granata sono stati evidenziati dal fatto che proprio Benassi è attualmente il miglior cannoniere della viola con 7 reti realizzate.

Fase offensiva della Fiorentina che parte dl giro,palla della difesa a tre e si conclude con un gol di Benassi.

Il movimento del centrocampista viola, le posizioni fluide degli altri compagni di reparto e anche di Chiesa, che a volte agiva da attaccante centrale mentre in altre circostanze partiva da esterno scambiandosi la posizione proprio con Benassi, finivano per far variare l’assetto offensivo della squadra anche molte volte all’interno della stessa partita.

Gli obiettivi, in possesso, erano comunque quelli di manipolare il sistema difensivo avversario e di occupare tutti e cinque i canali verticali in sede di attacco posizionale.

Tutto questo ha prodotto una Fiorentina che risulta essere settima in campionato sia per numero di reti segnate (46) che in termini di gol attesi (45.90). Tuttavia, la squadra viola ha alternato partite nelle quali ha segnato molto (come ad esempio nei due confronti con Chievo e Spal o nel pareggio 3-3 col Sassuolo) ad altre nelle quali ha faticato a produrre occasioni da rete (Atalanta, Cagliari e Torino) o a concretizzarle (Parma, Genoa).

In generale, la sensazione che ha lasciato la gestione di Pioli è quella di una squadra ambiziosa, a volte anche troppo (come accaduto nella semifinale di andata in coppa Italia contro l’Atalanta, quando i viola sono andati a cercare di aggredire alto l’avversaria), che ha cercato di giocare secondo dettami moderni ma forse non adatti alla rosa a disposizione.

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Il grafico di Simone Torricini evidenzia come la Fiorentina con Muriel segni di più ma subisca ancora di più e faccia meno punti rispetto a prima dell’arrivo del colombiano.

La Fiorentina appare infatti una squadra che dà il meglio di sé quando può sfruttare in campo aperto la corsa dei vari Chiesa, Muriel, Simeone e Benassi. Per far questo avrebbe avuto bisogno di praticare un calcio più semplice, rinunciando a lunghe fasi di attacco posizionale e di controllo del pallone (la squadra viaggia attualmente ad una media di 50.2 per quanto riguarda il possesso) in favore di un maggior controllo degli spazi e di ripartenze veloci.

Gli attaccanti viola danno il meglio quando possono disporre da campo da attaccare alle spalle della linea difensiva rivale.

Proprio partendo da questa considerazione, sarà interessante vedere cosa Montella vorrà fare nel poco tempo a disposizione prima della fine della stagione e del probabile turnover che potrebbe veder partire alcuni elementi chiave come Chiesa, Veretout e Milenkovic.

La Fiorentina del Montella 1.0 era più simile, oltre che più adatta, ad un tipo di calcio posizionale.

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Una fase di attacco posizionale dell’ultima Fiorentina di Montella.

La rosa attuale sembra invece, come detto, distante da quel tipo di calcio. Il nuovo allenatore potrebbe provare a insistere su quella idea, magari variando uomini o posizioni dei giocatori in campo oppure chiedendo una maggior velocità nella circolazione della palla.

Di contro, operare una sorta di rimodulazione tattica di quanto proposto in queste due annate da Pioli potrebbe sembrare la soluzione più logica, aspettando poi il mercato estivo per l’arrivo di calciatori più adatti al modo di fare calcio dell’aeroplanino.

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