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Giocare un buon calcio, ma uscire dal campo battuti. È quanto sta succedendo in questo inizio di campionato al Venezia di Giovanni Stroppa. All’ex giocatore del Milan, che ha riportato in Serie A i lagunari dopo solo una stagione nel purgatorio della cadetteria, è stata affidata una squadra rivoluzionata da un imponente mercato estivo.
Memore della precedente esperienza one and done di due anni prima (gli arancioneroverdi furono retrocessi immediatamente dopo aver conquistato la promozione) la proprietà statunitense ha deciso infatti di dar vita a uno stravolgimento vero e proprio della rosa, affidandosi a diversi profili di esperienza.
E così al Sant’Elena sono arrivati, fra gli altri, anche i vari Juan Jesus, Pasquale Mazzocchi, Armel Bella-Kotchap, Lorenzo Montipò, Toma Bašić, Simon Sohm, tutti calciatori con alle spalle un buon numero di presenze nella massima serie.
Fra prestiti e acquisti definitivi, titolari o meno, al Marco Polo di Venezia sono sbarcati ventitré giocatori nuovi in una campagna acquisti dispendiosa, con €43.8 milioni investiti. Soltanto le grandi del campionato hanno speso di più dei veneti. Logico che Stroppa, dato l’ampio turnover, abbia bisogno di un tempo di assemblaggio più lungo per ottenere dei risultati.
Si sa però che in Serie A il tempo è tiranno e che, con l’avvicinarsi di una anomala sosta internazionale di tre settimane, una mancanza di risultati convincenti nelle prime cinque giornate potrebbe mettere a rischio chiunque, compreso Stroppa e nonostante le assicurazioni che stanno arrivando al momento.
Come detto, non è che la squadra giochi male. Il problema è che manca nelle due aree di rigore, là dove si decidono le partite. Non è poco. Lo si è visto anche nell’ultima uscita contro la Fiorentina. In quella gara i veneti hanno creato diverse palle gol, senza però riuscire a concretizzarle. Di contro, sono stati leggeri in fase difensiva. Una debolezza della quale ha saputo approfittare in particolare Federico Mastantuono.
Queste difficoltà però stanno accompagnando il Venezia fin dalla prima uscita. La compagine lagunare infatti produce, ma non finalizza. E dietro invece ha sofferto in ogni partita.
Dal punto di vista tattico Stroppa ha costruito un 3-5-2 fluido, con la squadra che cerca di dettare il contesto tramite il possesso, quando possibile. All’interno di questa struttura un ruolo fondamentale lo svolge John Yeboah. L’ecuadoriano agisce da punto di raccordo fra il centrocampo e l’attacco, venendo spesso indietro a giocare sulla trequarti.
L’altro elemento di congiunzione fra mediana e attacco è Gianluca Busio. Con la sua qualità e la sua capacità di dettare i tempi, lo statunitense è, di fatto, il vero regista degli arancioneroverdi. A queste caratteristiche si aggiungono poi quelle che lo rendono un secondo numero 10 quando si alza alle spalle del centrocampo avversario.
Purtroppo per Stroppa l’americano contro la Fiorentina si è procurato un infortunio ai flessori che lo terrà fuori per ben tre mesi. Un problema in più da risolvere per il tecnico.
Al di là della questione della concentrazione, chiamata in causa da Stroppa per spiegare le amnesie dei suoi giocatori, la sensazione è che la squadra sia troppo fragile in fase di non possesso, specialmente sui contropiedi avversari, mentre davanti, come detto, spreca più di quanto riesca a concretizzare. L’allenatore inoltre vorrebbe un palleggio più ragionato, mentre il suo undici troppe volte si lascia prendere dalla fretta di ribaltare l’azione.
Problemi che chiamano in causa la gestione di Stroppa, allenatore valido ma che fatica a trovare una sua dimensione in Serie A. Nelle sue precedenti esperienze nella massima serie infatti (con Crotone e Monza) il tecnico lodigiano ha collezionato altrettanti esoneri, ai quali va aggiunto quello rimediato a Cremona dopo aver ottenuto la promozione con i grigiorossi.
La sensazione è che il modello voluto da Stroppa, fatto di costruzione da dietro, rotazioni, inserimenti dei difensori, sia più adatto a squadre di livello superiore rispetto a quello che si riscontra solitamente in formazioni destinate a lottare nei bassifondi della classifica. Che questa rosa riesca a sviluppare le idee di gioco del proprio allenatore è quindi tutto da dimostrare.
Soprattutto, non è detto che al tecnico venga dato il tempo necessario per verificarlo. Un ulteriore passo falso contro la Lazio alla prossima giornata infatti potrebbe far scattare per Stroppa l’ennesimo esonero nella massima categoria.


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