Serie A meet

Published by

on

Foto: IMAGO / ABACAPRESS

Come direbbero gli inglesi, il primo weekend di Serie A è ormai in the box. Come ogni fine settimana, l’azione sui campi lascia spazio a commenti, ipotesi, ragionamenti di vario tipo, spesso anche a giudizi che, per forza di cose, non possono che essere affrettati. Ma si sa, discutere è parte integrante anche del modo con cui ci interfacciamo al gioco più bello del mondo. Perciò, prendendo spunto da una nota rubrica di ESPN, regolarmente proposta dopo ogni domenica di NFL, proviamo a inaugurare una sezione dedicata agli spunti offerti dalla domenica, sulla base della seguente domanda: si tratta di una reazione eccessiva? In pratica: overreaction, sì o no?

Domenica Tedesco potrebbe finire presto sulla graticola

La prima uscita stagionale del Bologna in campionato ha lasciato alquanto a desiderare. E questo non solo per il risultato (sconfitta 0-1 contro una Lazio arrivata al Dall’Ara in condizioni non certo ottimali, né dal punto di vista della situazione ambientale che i biancocelesti stanno vivendo a Roma né da quello tecnico, con una rosa incompleta e figlia di un mercato al ribasso per i noti motivi), ma anche per la formazione che il tecnico italo-tedesco (nomen omen) ha mandato in campo all’inizio.

Le scelte dell’ex cittì del Belgio hanno infatti visto finire in panchina Jonathan Rowe, Federico Bernardeschi e Nikola Moro, con Nicolò Cambiaghi titolare a sinistra e con una mediana dove Oussama El Azzouzi e Jens Odgaard si univano a Lewis Ferguson.

Soprattutto, come attaccante centrale veniva proposto Roberto Piccoli, mentre Artem Dovbyk veniva dirottato in panchina. Ora, è vero che i felsinei avrebbero meritato molto di più (1.76 xG prodotti contro 0.63 de i laziali in base ai dati Opta), tuttavia è possibile esordire mettendo fuori alcuni fra gli elementi di maggior qualità a disposizione (in particolare Rowe)?

Certo, la squadra appare indebolita rispetto a un anno fa. Ma il tecnico, all’esordio, ci ha messo del suo pensando che Roberto Piccoli, là davanti, potesse risolvere la partita.

Not an overreaction

La debacle dell’Olimpico è da attribuire a Fabio Grosso

E a chi sennò? Le scelte iniziali del nuovo allenatore della Fiorentina sono state in linea con quelle di Tedesco. In Italia esiste una sorta di idiosincrasia da parte degli allenatori a inserire i nuovi arrivati, anche se si allenano col gruppo da un mese. Basta questo però a spiegare una mediana con Marco Brescianini e Cher Ndour?

Come se non bastasse, Grosso ha sbagliato anche la scelta dei terzini. Per far giocare un Dodô in partenza e reduce da un’annata disastrosa, il tecnico ha schierato João Mário fuori ruolo, a sinistra, quando la società gli ha messo a disposizione anche Víctor Valdepeñas e Álex Jiménez, mandati in campo quando i buoi erano già abbondantemente usciti dalla stalla. E che dire poi di Luca Ranieri titolare?

Il risultato è stato un tonfo di proporzioni enormi (0-4) e il primo gesto di frustrazione di Federico Mastantuono nella sua avventura italiana.

Urge trovare anche una collocazione migliore ad Arthur Atta (non può fare il quarto di sinistra nel 4-4-2 con cui ha difeso la Fiorentina) e, forse, pensare anche a pescare un altro portiere in questa fase finale del mercato.

Not an overreaction

Il Sassuolo sarà una delle squadre più divertenti da seguire quest’anno

Nonostante la sconfitta subita in trasferta contro l’Atalanta, i neroverdi hanno lasciato una buona impressione, forti di una partita conclusa con ventidue tiri effettuati (otto nello specchio) e di un dato di ben 2.7 xG prodotti. A venir meno è stata quindi la precisione. Non a caso il Sassuolo sta pensando di rinforzare l’attacco.

Ma il gioco c’è, in particolare a centrocampo dove Nemanja Matić è stato ancora una volta autorevole e dove Darryl Bakola si candida a non far rimpiangere Ismaël Koné, fuori per il grave infortunio rimediato ai Mondiali durante la partita fra il suo Canada e il Qatar.

Il modello di gioco di Alberto Aquilani è posizionale, anche se alla New Balance Arena il 4-4-3 di base presentato dal tecnico romano è risultato alquanto rigido, forse per occupare bene gli spazi lasciati dal sistema difensivo a zona di Maurizio Sarri, allenatore dei bergamaschi.

È ancora presto per capire come si svilupperà sul piano del gioco la proposta di Aquilani, anche se le premesse sono buone. A patto però di evitare errori in difesa, come quello che è costato la partita.

Overreaction

Lascia un commento

Previous Post