La prima mossa

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Foto: IMAGO / NurPhoto

Buona la prima. Si dice così in questi casi, no? In un modo o nell’altro Enzo Maresca ha bagnato con lo champagne il suo esordio alla guida del Manchester City, battendo il Bournemouth dopo essere andato a rimontare lo svantaggio iniziale, cortesia di Marcus Tavernier.

E pazienza se la rimonta si è materializzata nell’arco dei minuti finali (recupero compreso). Quel che conta, alla prima giornata, è partite col piede giusto. Il resto, si spera, verrà. Come fatto notare anche dalla stampa inglese, il City di Maresca è stato guardiolesco. Di un guardiolismo prima maniera però, più rigido, più strutturato, senza tante rotazioni o libertà di movimento concessa nei corridoi centrali del campo, come da ultime versioni del Manchester proposte dal catalano.

Per recuperare però Maresca si è dovuto piegare a scelte maggiormente in linea con il Guardiola 2.0, andando a inserire qualità e imprevedibilità in Rayan Cherki e Jack Grealish con quest’ultimo, un reietto del tecnico spagnolo, uscito dalla panchina a otto minuti dal termine per rilevare Phil Foden.

Nella giornata del grande debutto Maresca ha poi effettuato altre mosse in linea con ciò che avrebbe potuto fare anche l’ex allenatore del Manchester e altre ancora che, invece, ne hanno segnato un allontanamento. Sotto questa seconda categoria possiamo inserire la composizione della retroguardia, dove Abdukodir Khusanov era il centrale di destra.

Ciò sta significare che, ogni volta che il City costruiva e Rico Lewis spingeva in avanti, l’uzbeko si trovava di fatto a difendere come un braccetto esterno, un quasi terzino, posizione a lui poco congeniale. E lo si è visto bene quando c’era da coprire lo spazio alle spalle di Lewis.

A sinistra poi è stato schierato Joško Gvardiol. Spostare il croato in fascia ha voluto dire riproporre Nico O’Reilly in mezzo al campo, quando invece Guardiola aveva fatto di lui proprio un terzino sinistro. Falso quanto si vuole, ma sempre a partire da quella zona di campo.

La soluzione più vicina alle trovate non certo ordinarie (anche se non sempre straordinarie) di Pep è stata invece l’avanzamento di Marc Guéhi a centrocampo. Un overthinking? Forse, anche se Maresca nel post partita ha precisato di conoscere il ragazzo dai tempi del Palace e di aver sempre creduto che potesse essere un buon centrocampista, aggiungendo: ‹‹lo abbiamo provato nei primi due giorni della settimana dopo l’Arsenal come difensore centrale che imposta, e negli ultimi due giorni lo abbiamo provato come vero e proprio centrocampista; nel complesso penso che sia stata una buona prestazione da parte sua e la cosa positiva è che ora ci dà anche una soluzione per il futuro››.

L’idea era quella di affidarsi a un elemento in grado di cucire il gioco, per non far ricadere queste responsabilità su un giocatore con altre caratteristiche come Elliot Anderson (al debutto dopo essere stato pagato €135 milioni), ma anche un modo per venire incontro alla mancanza numerica di giocatori in mezzo al campo, qualcosa alla quale la dirigenza del City sta provando a far fronte in questi ultimi giorni di mercato.

Guéhi comunque, al di là del gol segnato e di un altro sbagliato, si è disimpegnato bene. Alcune giocate, come quella che ha servito a Erling Haaland una palla che il norvegese avrebbe potuto sfruttare meglio, sono state degne di nota.

Guéhi ha giocato semplice (e questo lo ha aiutato a registrare il 94.9% di riuscita nei passaggi effettuati), ma questo va bene in un sistema come quello di Maresca.

Certo, è difficile sostituire gente come Rodri e Bernardo Silva. Per questo Maresca, che in panchina aveva a disposizione anche Nico González e Mateo Kovačić (poi entrato), oltre ad Ayyoub Bouaddi dal Lilla è in attesa di un ulteriore rinforzo nel reparto, probabilmente quell’Enzo Fernández che il tecnico conosce bene per averlo allenato al Chelsea.

A quel punto la soluzione con Guéhi in mediana verrà riposta nel cassetto, con il nazionale inglese di nuovo in difesa, magari al posto di un impreciso Rúben Dias. Non è detto però che la prima trovata tattica di Maresca col City non venga riproposta, di quando in quando e alla bisogna.

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