Uno scouse per l’Inter

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Foto: IMAGO / Propaganda Photo

È una Inter sempre più made in England quella che si appresta a cominciare ufficialmente la nuova stagione (sabato prossimo, in casa contro il Monza). L’accordo da €35 milioni raggiunto col Liverpool per Curtis Jones porta infatti a tre il numero dei giocatori inglesi arrivati ad Appiano Gentile in questa sessione di mercato. Prima dell’ex Reds infatti c’erano state le firme di John Stones e Djed Spence.

Jones è quindi il terzo leone d’Inghilterra messo a disposizione di Cristian Chivu dalla società nerazzurra. Il venticinquenne centrocampista lascia Anfield un anno prima della scadenza naturale del contratto col club.

Prodotto delle giovanili del club, a Liverpool Jones non ha avuto molta fortuna, nonostante le qualità. Con la squadra della sua città natale infatti il ragazzo ha sì totalizzato duecento ventotto presenze, ma ben ottantatré di queste sono arrivate uscendo dalla panchina.

Alla fine, nonostante le premesse, Jones non è riuscito a imporsi né con Jürgen Klopp né quando alla guida della squadra è arrivato l’olandese Arne Slot. Il nuovo allenatore dei Reds, il basco Andoni Iraola, aveva dichiarato di voler confermare Jones, ma alla fine ha prevalso la volontà del giocatore di andare via.

Oltre alla questione del contratto in scadenza però c’è stato un altro fattore che ha determinato questo addio: la concorrenza a metà campo. Con Iraola che dovrebbe partire dal 4-2-3-1, i posti in mediana sono soltanto due e Jones a Liverpool avrebbe dovuto confrontarsi con la concorrenza dei vari Ryan Gravenberch, Dominik Szoboszlai e Alexis Mac Allister.

Molto meglio per lui, dunque, cedere al corteggiamento dell’Inter e sbarcare in Serie A, un torneo in cui profili anche solo di media levatura in Inghilterra sono spesso riusciti a fare la differenza.

A Liverpool inoltre Jones non ha mai raggiunto lo status di idolo fra i tifosi, divisi fra chi ne apprezzava le doti e chi invece non lo ha mai considerato un hometown hero. E questo perché le sue prestazioni sul campo sono state altalenanti.

A pesare sulla sua esperienza al Liverpool sono stati gli infortuni, che hanno certamente contribuito a limitarne l’impiego, ma anche una versatilità che spesso ha impedito ai suoi allenatori di trovargli una collocazione precisa in campo. E infatti Jones è stato utilizzato da Slot anche come terzino d’emergenza, con risultati però tutt’altro che apprezzabili.

All’inizio della sua avventura ad Anfield l’olandese lo alternava a Szoboszlai come no. 10, ruolo nel quale Jones poteva sfruttare le sue qualità nell’effettuare filtranti. Nel prosieguo della stagione però la classe dell’ungherese è venuta fuori e così, con Gravenberch e Mac Allister in mediana, il centrocampo del Liverpool ha assunto una forma stabile e i minuti per Jones sono venuti meno. Con l’acquisto di Florian Wirtz l’estate scorsa poi gli spazi per Jones si sono ulteriormente intasati.

All’Inter arriva quindi un giocatore in cerca di riscatto. Uno che, come detto, ha però le qualità per imporsi nella nostra Serie A. Il controllo di palla di Jones e la capacità di resistere al pressing sono due fattori importanti nel suo stile gioco, così come la capacità di associarsi con i compagni.

Anche se l’anno scorso ha segnato poco (un solo gol in campionato) Jones è un giocatore che, quando in campo, ha contribuito allo sviluppo delle manovre offensive della squadra. In questo senso non dovrebbe avere problemi a fare altrettanto nell’Inter.

Dal punto di vista dell’impiego è probabile quindi che Chivu lo vada a utilizzare come no. 8 sul centro sinistra, zona dalla quale può inserirsi nel gioco di rotazioni dell’Inter che usualmente, sul quel lato di campo, coinvolge Alessandro Basonti e Federico Dimarco.

Una delle caratteristiche di Jones è infatti la verticalità, la capacità di far risalire campo alla propria squadra. L’inglese è dotato anche di buoni tempi di inserimento e, di conseguenza, è probabile che il numero dei gol e degli assist possa crescere.

In sostanza quindi con Jones l’Inter ha fornito a Chivu un altro tassello importante in un centrocampo che, a oggi, può contare anche su Piotr Zieliński, Henrix Mkhitaryan, Hakan Çalhanoğlu, Nicolò Barella, Petar Sučić, Aleksandar Stanković ed eventualmente anche sul prospetto francese Yanis Massolin (mentre Andy Diouf sembra ormai riconvertito a laterale destro). Con questa composizione, Jones si ritroverà a contendersi minuti con Zieliński, con Mkhitaryan da utilizzare alla bisogna.

Lasciare il club della tua città dove sei entrato all’età di 6 anni, non è facile. All’Inter però Jones troverà tutte le condizioni necessarie per fare quel salto di qualità che non gli è ancora riuscito e, in questo modo, tornare anche nel giro della nazionale inglese.

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