Guida galattica alla nuova Premier

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Foto: IMAGO / Every Second Media

La stagione 2026-27 della Premier League sta per partite. Presentare una guida completa per ogni squadra sarebbe stato complicato da fare (per questo vi rimandiamo a quella del Guardian). In questo contesto quindi ci limiteremo a presentare alcuni aspetti interessanti della nuova stagione di calcio inglese, tenendo sempre ben presente che, come ormai accade anche altrove, in Inghilterra il campionato comincia col mercato ancora aperto.

Punto di partenza di questi ragionamenti non può che essere il Community Shield, trofeo che vale il giusto, ma che dà una buona indicazione sul momento attraversato dalle due sfidanti. A tal proposito, il 3-0 rifilato dall’Arsenal al Manchester City ha fatto capire perché i gunners siano i favoriti per conquistare quello che sarebbe il loro secondo titolo consecutivo.

La formazione di Mikel Arteta non ha avuto problemi nel superare gli avversari, agevolati dal precoce gol (erano passati meno di trenta secondi dal momento in cui era stata mossa la palla per l’inizio della contesa) realizzato da Riccardo Calafiori, autore poi di una prestazione maldinesca.

Tutto il resto della partita è stato così in discesa per i londinesi, forti di una superiorità evidenziata in particolar modo quando il City, bontà sua, ha provato ad aggredire alto. In quelle occasioni infatti il palleggio dell’Arsenal ha avuto gioco facile nel rompere la prima linea di pressione dei citizens, andando poi a cercare la profondità in campo aperto.

A Londra si è dunque potuta osservare la forza di una squadra che ha dominato soprattutto a centrocampo. Con Martin Ødegaard mezzala destra e Bruno Guimarães a dettare i tempi in mezzo, gli uomini di Arteta hanno gestito bene il pallone nelle fasi di possesso, agevolati dagli sbocchi offerti a destra da Noni Madueke e a sinistra da Chrīstos Tzolīs. Il greco è stato coinvolto in tutte e tre le marcature dei suoi e, in due di queste, ha prodotto altrettanti assist.

Anche Myles Lewis-Skelly, il terzo uomo della metà campo, ha fatto la sua parte contrapposto a Elliot Anderson, per il quale il City ha speso £116 milioni questa estate. I tre uomini della mediana hanno ruotato con intelligenza, togliendo punti di riferimento ai dirimpettai e agevolando la fluidità della struttura offensiva predisposta da Arteta.

L’uscita dalla panchina di Declan Rice, Bukayo Saka, Martin Zubimendi, Eberechi Eze e Viktor Gyökeres nella ripresa ha poi confermato la profondità di cui dispone l’Arsenal.

Alla fine, in base ai dati riportati dalla BBC, i gunners hanno prodotto 2.19 expected goals (xG), nessuno dei quali da calcio piazzato, contro gli appena 0.77 della squadra di Enzo Maresca.

Di contro è stata preoccupante la prestazione del Manchester. Il City è una delle nove squadre che si presentano al via della stagione con un nuovo allenatore. Se teniamo conto del fatto che Manchester United e Tottenham hanno cambiato tecnico in corsa, le compagini che hanno in panchina una guida tecnica diversa da quella con la quale avevano cominciato l’annata 2025-26 salgono a undici.

Nessuno chiede a Maresca di ripercorrere immediatamente la strada lasciata da Pep Guardiola. Già l’anno passato il City era in un momento di transizione. Transizione che proseguirà anche quest’anno, visti i tanti, nuovi innesti effettuati negli ultimi mercati dal club. La squadra ha però bisogno urgente di altri rinforzi, oltre a sperare che Rúben Dias e Gianluigi Donnarumma si presentino in una condizione migliore di quella evidenziata contro l’Arsenal.

Preoccupa la cessione di Rodri (che si aggiunge a quelle di Bernardo Silva e Tijjani Reijnders). Maresca aspetta Ayyoub Bouaddi, ma il marocchino non potrà da solo sostituire lo spagnolo. In questo senso, sarà necessario che Mateo Kovačić possa offrire continuità a livello fisico e di prestazioni.

Una eventuale alternativa al centrocampo formato dal croato, da Anderson e da Bouaddi potrebbe essere quello con Nico O’Reilly. A quel punto Joško Gvardiol andrebbe a sinistra in difesa, completando un reparto formato anche da Marc Guehi, Abdukodir Khusanov e Matheus Nunes. Per trovare inventiva negli ultimi trenta metri ci sarà bisogno di dare più spazio a Rayan Cherki e che Phil Foden ritrovi la forma di un tempo. C’è poi sempre la possibilità di recuperare Jack Grealish, rientrato dal prestito all’Everton dopo essere stato decaffeinato da Guardiola all’Etihad.

Il Manchester visto all’opera nel precampionato ha dato l’impressione di voler giocare un calcio più veloce rispetto a quello visto con Guardiola, con più dribbling cercati dai giocatori di fantasia. E questo approccio, dovrebbe, sulla carta, favorire giocatori quali Grealish e Cherki. Resta da vedere se, in generale, la struttura offensiva della squadra varierà come sotto il catalano o resterà più rigidamente ancorata al 3-2-5.

Per quanto riguarda l’altra metà di Manchester, sarà interessante capire come Michael Carrick andrà a comporre il suo centrocampo. È arrivato Andrey Santos ed è presumibile che il brasiliano parta titolare. Accanto a chi? Le opzioni sono due: o l’altro acquisto estivo, il belga Youri Tielemans o Mason Maount. Quest’ultimo garantirebbe più equilibrio mentre Tielemans offrirebbe la possibilità di avere un incursore in più in una squadra che, quest’anno, non potrà affrontare tutte la partite difendendo in blocco basso per poi ripartire. In avanti poi è attesa l’esplosione di Benjamin Šeško

Da parte sua il Chelsea appare strutturato per il calcio che ha in mente Xabi Alonso. In cerca di rilancio dopo l’esperienza di Madrid, lo spagnolo ha in Cole Palmer e Morgan Rogers due numeri 10 sulla carta ideali per il 3-4-2-1, anche se si sono viste prove di difesa a quattro con Marco Plestra terzino destro. In mediana, Enzo Fernández (se non partirà) e Moises Caicedo formano una linea importante.

Anche il Tottenham vuole tornare in alto. Roberto De Zerbi si fida di Antonín Kinský fra i pali e nel gioco con i piedi. In difesa ha perso Cristian Romero, ma è arrivato Jan Paul van Hecke, che il tecnico italiano conosce dai tempi del Brighton. Il solito calcio iper-posizionale di RdZ necessiterà di assistenza quando occorrerà aprire blocchi bassi. Per questo, aspettando recupero a pieno regime di James Maddison, in casa Spurs si punta su Xavi Simons e Mathys Tel.

Per quanto riguarda il Liverpool, l’assenza di Mohamed Salah dovrebbe in un certo senso favorire la transizione verso il calcio del nuovo allenatore, il basco Andoni Iraola. Nel suo modello a tutto pressing infatti l’egiziano avrebbe faticato e non poco. In difesa, con Virgil van Dijk che ha trentacinque anni e con gli infortuni di Joe Gomez e Giovanni Leoni, Iraola deve sperare in un veloce adattamento di Jeremy Jacquet e Ronald Araújo. Manca poi qualcosa in attacco sulla fascia destra, dove attualmente troviamo il solo Rio Ngumoha.

Per il resto, detto di Brighton, Bournemouth e Nottingham Forest come possibili soprese, sarà interessante osservare come andranno Pierre Sage al Crystal Palace, Matthias Jaissle al Newcastle e l’ex madrileno Álvaro Arbeloa al Fulham. 

Infine, da registrare il ritorno in Premier da allenatore di Frank Lampard. L’ex centrocampista del Chelsea, consapevole delle difficoltà che comporta il salto di categoria, aveva già dichiarato in tempi non sospetti che il Coventry necessitava di interventi sul mercato per coltivare speranze di salvezza. Detto fatto: il club gli ha messo a disposizione il portiere Carl Rushworth, il centrale Aurèle Amenda e il ventenne centrocampista ghanese Caleb Yirenkyi, oltre al rientro (dopo tre stagioni con lo Sheffield United) di Gustavo Hamer. Basterà? La sensazione è che manchi un cannoniere affidabile per scongiurare un immediato ritorno in Championship.

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