Furia greca

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Ci eravamo chiesti se alla fine, Vinícius Júnior avrebbe rinnovato col Real Madrid o se, invece, la situazione di stallo avrebbe portato alla cessione del brasiliano. Alla fine, dopo tanto parlare, il giocatore ha deciso di restare al Santiago Bernabéu, sottoscrivendo il tanto sospirato rinnovo con la Casa Blanca.

Il nuovo contratto lega il ventiseienne Vini al Real fino al 2032. Prosegue così una storia cominciata nel 2018, quando il Madrid lo acquistò dal Flamengo. In questo lasso di tempo Vinícius ha conquistato quattordici trofei, giocato trecento settantacinque partite e messo a segno centoventotto reti.

A restare deluso è l’Arsenal, che sperava di portare il brasiliano a Londra. La domanda ora è: i gunners devono buttarsi su qualche altro obiettivo, o possono accontentarsi degli attaccanti attualmente in organico?

Sotto questo aspetto, a sinistra, oltre a Gabriel Martinelli la squadra di Mike Arteta ha a disposizione anche Chrīstos Tzolīs, prelevato dal Club Bruges per €40 milioni. Certo, il greco non è Vini, però si tratta di un elemento di grande valore. Sotto l’aspetto tecnico la lacuna lasciata dalla cessione di Leandro Trossard al Beşiktaş è stata colmata. 

Sul piano tecnico poi Tzolīs è un ottimo acquisto. In un periodo in cui tutti parlano dell’Odissea di Christopher Nolan, la battuta sull’odissea vissuta in carriera dal giocatore greco è scontata (e, infatti, è già stata fatta).

Per Tzolīs infatti l’approdo a Londra rappresenta una sorta di ritorno a Itaca dato che in Inghilterra ha già giocato quando, nel 2021, approdò al Norwich. Da lì è poi cominciato un lungo peregrinare che ha portato l’ellenico a vestire anche le maglie di Twente, Fortuna Düsseldorf e, appunto, Club Bruges.

Proprio in Belgio Tzolīs si è di nuovo messo in mostra, specialmente nella scorsa stagione dove ha segnato 17 gol e fornito 23 assist nelle trentasei partite disputate in Pro League, la massima divisione belga. 

Come detto, Tzolīs non è sullo stesso livello di Vinícius, ma stiamo comunque parlando di un giocatore che, sulla carta, può offrire agli sbocchi offensivi della squadra di Arteta quella imprevedibilità e quelle giocate utili necessarie anche sul lato sinistro dell’attacco.

Una delle sue giocate caratteristiche è quella che lo vede partire aperto a sinistra per poi tagliare centralmente e dialogare nello stretto con i compagni, prima di servire una palla gol o di andare direttamente alla conclusione.

A ciò si aggiunga la qualità nel calciare su palla ferma, un requisito che l’Arsenal può sfruttare bene. I gol su palla inattiva segnati dai londinesi, grazie al lavoro dello specialista Nicolas Jover, sono stati uno dei temi tattici delle ultime stagioni in Premier.

Le soluzioni utilizzate dall’Arsenal hanno fatto scuola, giacché, come si è visto anche ai recenti Mondiali, oggi sono moltissime le squadre che creano un sovraccarico sul lato più lontano dalla battuta del calcio d’angolo per andare poi ad attaccare la zona del primo, mentre un compagno ostacola il portiere.

Prima e fondamentale necessità da soddisfare per sfruttare queste situazioni è però sempre quella di avere a disposizione qualcuno che sappia calciare. Qualcuno come Tzolīs appunto, specialista dei calci piazzati come, n Grecia, non si vedeva dai tempi di Vasilīs Tsiartas.

A livello di imprevedibilità e di qualità delle giocate quindi l’Arsenal può ritenersi a posto con il greco e Martinelli (ed eventualmente anche Eberechi Eze) su quel lato del campo. Certo, resta da vedere se Tzolīs riuscirà ad adattarsi alle esigenze fisiche della Premier e se il club vorrà dirottare i soldi che era disposto a investire su Vini su qualche altra figura in grado di far fare un salto di qualità ancora maggiore.

In questo secondo caso, sarà da capire quali spazi resteranno per il greco.

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