E chi se l’aspettava? Arrivati al Mondiale casalingo con più ombre che luci alle spalle, gli Stati Uniti hanno fatto invece un esordio col botto, sommergendo il malcapitato Paraguay (4-1) al termine di una prestazione maiuscola, intrisa di gioco, qualità e dinamismo.
In modo simile a quanto fatto qualche ora prima dai cugini canadesi nella gara pareggiata (1-1) con la Bosnia, la nazionale a stelle e strisce ha giocato un calcio hockeistico, con continue verticalizzazioni, scambi di posizione e con la palla che si muoveva velocemente avanti, indietro e nello spazio, proprio come il puck (disco) in una partita NHL.
Certo, ci sono state anche fasi di possesso più ragionate (ventisette passaggi nell’azione del gol di Gio Reyna), con una solida struttura costruttiva e il classico sviluppo posizionale.
Ma l’essenza della prestazione nordamericana è risultata appunto essere legata alla velocità delle transizioni, artificiali o meno che fossero, dato che gli statunitensi hanno conquistato molti palloni nella metà campo paraguaiana.
Tyler Adams, Weston McKennie e Malik Tillman hanno fornito una prestazione solida a centrocampo, col giocatore del Bayer Leverkusen che ha fatto ammattire il blocco difensivo sudamericano, in combinazione con Christian Pulisic.
Il milanista è stato sostituito all’intervallo per un problema fisico, senza però che questo avesse un effetto negativo su una partita dominata dallo USMNT, salvo qualche spazzo nella ripresa. La prestazione offerta dal numero 10 alSoFi Stadium ha ancora una volta confermato (semmai ce ne fosse stato ulteriore bisogno) che Pulisic non è una seconda punta o un centravanti da 5-3-2, come invece è stato costretto a giocare spesso quest’anno nel Milan.
La sua collocazione ideale è infatti quella da esterno, a destra o a sinistra che sia, oppure da supporto alle spalle di una punta centrale. Proprio a sinistra il giocatore è stato impiegato contro il Paraguay, col compito di aiutare Tillman e un Sergiño Dest avanzato all’ala nel supportare Folarin Balogun.
L’attaccante del Monaco è stato il grande protagonista della serata losangelina, avendo messo a referto una doppietta. In questo senso, le due reti realizzato contro La Albirroja sono state figlie della sua abilità nell’attaccare la profondità. Bisognerà vedere quindi come Balogun si comporterà quanto gli Stati Uniti si troveranno a dover attaccare con continuità difese posizionate in blocco basso. La speranza, per Mauricio Pochettino e per i tifosi della nazionale statunitense, è che il ventiquattrenne newyorkese rappresenti la risposta a quella affannosa ricerca di un centravanti internazionale che gli Usa stanno aspettando da tempo.
Anche la difesa, al netto del gol concesso al Paraguay al primo tiro in porta effettuato dalla squadra sudamericana, si è comportata bene, con Chris Richards e Tim Ream al centro e con Alex Freeman (a destra) e Antonee Robinson (a sinistra) sugli esterni.
Che dire dunque? I 70.492 tifosi che hanno assiepato le tribune dello stadio di Los Angeles possono ritenersi soddisfatti della prova offerta dai loro beniamini. Una prestazione e un risultato tutt’altro che scontati considerando il fatto che gli Usa si erano avvicinati a questo esordio con più di un dubbio sul reale valore della loro nazionale.
La gestione di Pochettino, fin qui, aveva infatti generato più malumori e critiche che entusiasmi. L’ex tecnico del Tottenham ha più volte predicato pazienza, ma il suo sembrava un modo di guadagnare tempo in vista del momento verità. Questo momento, la coppa del Mondo in casa, è arrivato. La sfida è appena iniziata, ma la prima risposta è stata convincente.

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