Come sarà l’Inghilterra senza Palmer e Foden

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Inutile girarci intorno. Anche se ancora non abbiamo l’elenco completo delle rose che parteciperanno agli ormai imminenti Mondiali (la scadenza per presentarle è fissata al 1° giugno) le scelte destinate a far più rumore sono quelle operate da Thomas Tuchel. Il cittì tedesco dell’Inghilterra (nientemeno) ha infatti lasciato a casa diversi nomi grossi.

E se non c’è stata una levata di scudi per le assenze di elementi d’esperienza come Harry Maguire e Trent Alexander-Arnold o per quelle di Morgan Gibbs-White e Luke Shaw (la cui convocazione non sarebbe stata così sorprendente), a far discutere pundits e tifosi oltremanica è la bocciatura inflitta a Cole Palmer e Phil Foden. It’s coming home? Forse, ma di sicuro senza due dei migliori talenti della loro generazione.

Scelte dietro le quali c’è comunque un perché. Palmer è reduce da un’annata tutt’altro che convincente con il Chelsea, una nella quale i Blues hanno cambiato ben tre allenatori (da Enzo Maresca a Lim Rosenior per finire con Calum McFarlane, traghettatore fino al termine della stagione è già con un interim fra i primi due). Per quanto riguarda Foden, la sua prima metà di annata col Manchester City era stata positiva, salvo poi tracimare a una seconda nella quale il giocatore si è eclissato, finendo ai margini delle rotazioni di Pep Guardiola.

Ad accumunare i due, oltre al fatto di provenire entrambi dal settore giovanile del City e di essere appunto stati esclusi dalla lista dei ventisei, c’è anche un rapporto complicato con la selezione di Tuchel.

Palmer col tedesco conta solo tre presenze, segno di una mancanza di fiducia dell’ex tecnico del Chelsea nei suoi confronti. Dal canto suo Foden ha mancato clamorosamente le varie prove d’appello che gli sono state fornite.

La storia di Foden con la maglia dei Tre Leoni è sempre stata tormentata: salvo rare eccezioni, non ha mai brillato. Nemmeno nelle ultime uscite prima delle convocazioni, contro Uruguay e Giappone (evidentemente gli esami finali affinché Tuchel si chiarisse le idee su chi portare nella trasferta nordamericana), il giocatore del Manchester ha risposto alle attese.

Tuchel lo ha provato da no.10 e anche da falso nueve, ma entrambi i provini (se così li vogliamo definire) sono stati fallimentari.

Così, anche se ci sono altre tematiche interessanti a cui rispondere (come, ad esempio, capire se la posizione di terzino sinistro sia al sicuro con Nico O’Reilly e Djed Spence) è chiaro come quella più interessante riguardi il ruolo di trequartista.

Alla fine il tecnico della nazionale ha fatto scelte in linea con le indicazioni ricevute da questa stagione, optando per andare oltre il talento dei singoli.

In questo senso, senza Palmer e Foden, Tuchel ha deciso di puntare su Jude Bellingham e Morgan Rogers, con Eberechi Eze e Anthony Gordon come possibili alternative. Le migliori versioni dell’Inghilterra con Tuchel in panchina si sono viste con Rogers da no.10. Quest’anno il calciatore dell’Aston Villa si è diviso fra la posizione dietro l’attaccante centrale e una da secondo trequartista nel mezzo spazio sinistro.

La sua stagione è stata migliore di quella di Bellingham. Al Real Madrid infatti il ventiduenne numero 5 delle merengues non ha replicato la scorsa annata, quella dei diciannove gol realizzati. Spesso quest’anno Bellingham è stato chiamato a svolgere un ruolo di equilibratore in una squadra che doveva trovare il modo di supportare la contemporanea presenza in campo di Kylian Mbappé e Vinícius.

Per quanto riguarda Eze, la sua qualità è stata fondamentale nella parte finale della corsa al titolo dell’Arsenal. E questo nonostante che il ragazzo si trovi maggiormente a proprio agio quando ha la possibilità di svariare sul fronte d’attacco, senza essere inquadrato in strutture rigide come invece sono solite fare le squadre di Mikel Arteta e di Tuchel.

Infine Gordon. Il giocatore del Newcastle è più un esterno che un no.10, posizione che comunque può occupare e nella quale si può dirigere per raccogliere palle lavorate da Harry Kane. Tutto ciò considerando come Tuchel potrebbe anche schierare la squadra con un 4-3-3 come struttura di base, lasciando quindi al solo centravanti del Bayern il compito di riempire lo spazio in zona di rifinitura con i suoi movimenti in arretramento.

Al di là di come verrà schierata la nazionale però è evidente che Tuchel deve sperare di ricevere un contributo importante da Rogers e Bellingham. Altrimenti nessuno gli risparmierà considerazioni sul perché, con ventisei posti a disposizione, abbia deciso di lasciare a casa Foden e Palmer per portare Ivan Toney (gli ultimi due anni trascorsi in Arabia Saudita) come terzo centravanti dietro Kane e Ollie Watkins, invece di chiamare uno dei due fantasisti, pur reduci, come detto, da una stagione poco convincente.

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