All’antivigilia dello scontro in programma domenica fra il suo Tottenham e l’Aston Villa, Roberto De Zerbi ha dichiarato di puntare su James Maddison nella corsa salvezza che vede impegnati anche gli Spurs, pur ammettendo che il giocatore potrebbe non essere ancora recuperato per la gara con i Villans.
Sì perché Maddison è fuori dalla scorsa estate, da quando cioè si ruppe il legamento crociato del ginocchio destro durante l’amichevole giocata contro il Newcastle in Corea del Sud.
RdZ spera di recuperarlo a una buona efficienza, dopo averlo portato in panchina contro Brighton e Wolverhampton. In quest’ultima gara, a rompersi il crociato è stato Xavi Simons. Così, senza Maddison né l’olandese e con Dejan Kulusevski e Mohammed Kudus ancora fuori, il Tottenham si appresta ad affrontare questo finale di stagione con un deficit a livello di fantasia da poter mandare in campo.
Il problema però va oltre gli Spurs. In questo periodo dell’anno infatti a non passare un buon momento è anche Phil Foden, un altro fantasista. Partito bene a inizio stagione, il numero 47 del Manchester City si è come eclissato da quando siamo entrati nel 2026. La prestazione con più ombre che luci contro il Southampton in FA Cup rende probabile il fatto che Foden non vedrà molto il campo nelle restanti partite che attendono la squadra di Pep Guardiola, vale a dire le cinque di campionato più la finale di coppa col Chelsea.
Se alle condizioni fisiche di Maddison e allo stato di forma preoccupante di Foden aggiungiamo l’infortunio al piede subito a gennaio da Jack Grealish, che lo ha costretto a chiudere anzitempo la stagione, ecco che il quadro presenta una situazione complicata per Thomas Tuchel in vista dei Mondiali nordamericani di giugno.
Il cittì della nazionale inglese infatti dovrà pensare a chi affidare il compito di accendere la luce all’interno del suo sistema in vista della competizione iridata. Insomma, quali giocatori saranno chiamati ad eseguire i compiti tradizionalmente svolti da un numero 10?
Oggi le opzioni migliori sembrano essere legate a Cole Palmer e Jude Bellingham. Entrambi però non sono in grande condizione. Il giocatore del Chelsea ha pagato l’annata storta dei Blues. Anche se qua e là ha offerto qualche segnale incoraggiante, il ventitreenne vice campione d’Europa nel 2024 non ha disputato un’annata tale da potersi considerare un’opzione sicura per la posizione di trequartista.
Anche Jude Bellingham non ha brillato nel Real Madrid, dove quest’anno si è ritrovato a volte anche a dover svolgere i compiti di mediano d’equilibrio per consentire alla squadra di poter sopportare la contemporanea presenza in attacco di Kylian Mbappé e Vinícius.
Un’alternativa è rappresentata da Morgan Rogers: nell’ultima partita della Nazionale durante la pausa di marzo, contro il Giappone, Tuchel ha schierato il giocatore dell’Aston Villa da ala destra in un sistema fluido che prevedeva anche Anthony Gordon a sinistra e Palmer e Foden davanti. Un 4-4-2? Un 4-2-4? Un 4-2-3-1? Un 4-4-2-0? Più che altro molta confusione, della quale hanno approfittato i giapponesi quando Palmer ha perso una palla in avanti dalla quale è scaturito il contropiede concluso col gol della vittoria di Kaoru Mitoma.
Fra l’altro, dopo quella gara (e riferendosi anche a quella precedente contro l’Uruguay) Tuchel ebbe a dire di Foden che ‹‹è stato eccellente in ritiro, ma fatica a dimostrarlo in campo. Non ha avuto molti minuti con il City di recente. Poi è arrivato in ritiro con il sorriso più luminoso ed è stato così bravo in allenamento che pensavo ci avrebbe sorpreso e avrebbe giocato con la stessa verve ed entusiasmo. Ma sì, fatica ad avere un impatto completo».
Insomma, la situazione nella posizione non è rosea, anche tenendo presente che i vari Gordon, Bukayo Saka, Noni Madueke e Marcus Rashford, altri elementi di fantasia, sono essenzialmente degli esterni.
Una possibile soluzione potrebbe essere quella rappresentata da Eberechi Eze. Il giocatore dell’Arsenal può essere utilizzato all’ala, ma anche da numero 10. Insomma, trovare chi schierare dietro Harry Kane rappresenta un bel grattacapo per Tuchel.
In realtà ci sarebbe un altro nome che, pur non reduce da una stagione eccezionale, ha comunque sempre fatto bene quando chiamato in causa. Ci riferiamo a Mason Mount. Il centrocampista dello United quest’anno ha messo insieme appena venti presenze sulle trentaquattro partite disputate dallo United in Premier, con sole 10 da titolare (l’ultima delle quali contro il Newcastle il 26 dicembre scorso).
Certo, anche per il ventisettenne resta da capire in che stato di forma arriverà quando verranno diramate le convocazioni. Però Tuchel lo conosce bene, avendolo avuto in squadra nel 2020-21, la stagione che vide il Chelsea vincere la Champions. Attualmente Mount ha davanti a sé tanti nomi, ma chissà che a giugno Tuchel non faccia un pensierino anche a lui. Difficile, non impossibile.

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