Strada facendo

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A caccia di Treble. Sì perché la vittoria sul Southampton nella semifinale di FA Cup spedisce il Manchester City all’atto conclusivo della manifestazione, previsto per il 16 maggio contro il Chelsea del neo tecnico ad interim Calum McFarlane (che ha preso il posto dell’appena esonerato Liam Rosenior).

Non è stata una partita facile quella della squadra di Pep Guardiola. Certo, la gara è stata dominata in lungo e in largo nel secondo tempo dal City, dopo qualche difficoltà nel primo, ma è stata recuperata nei minuti finali dopo lo svantaggio subito (cortesia di una bella rete di Finn Azaz).

Per la rimonta thrilling costruita dal City fra l’ottantaduesimo e l’ottantasettesimo Guardiola ha dovuto affidarsi ai vari Bernardo Silva, Jérémy Doku, Savinho, Nico O’Reilly e Earling Haaland, mandati in campo nel secondo tempo dato che i titolari non erano riusciti a sbloccare il risultato (anche se poi il gol che è valso la qualificazione alla finale porta la firma di Nico González, che ha iniziato la partita nell’undici di partenza).

Ma cosa ci ha detto questa sfida, al di là della conferma del buon momento del City, reduce dalla vittoria in campionato nello scontro diretto con l’Arsenal e da quella successiva con il Burnley?

Prima di tutto, che Guardiola può contare su alcuni giocatori che stanno attraversando un ottimo periodo di forma nel momento più delicato della stagione. Ci riferiamo soprattutto ai giocatori citati poc’anzi, ma anche ad altri come Abdukodir Khusanov e Marc Guéhi (rimasti in panchina contro il Southampton) o Rayan Cherki.

Una buona cosa, considerando che invece altri elementi stanno mancando. Contro i Saints ad esempio Omar Marmoush, Tijjani Reijnders e Phil Foden non hanno brillato. L’egiziano è stato discontinuo per tutto l’anno, mentre l’olandese era partito bene, per poi eclissarsi mano a mano che la stagione procedeva. Non a caso entrambi sono in predicato di lasciate Etihad a fine stagione.

Incredibile è invece la situazione di Foden. Incredibile e preoccupante, visto che fra poche settimane comincerà un Mondiale che l’Inghilterra vuole affrontare da protagonista. Il numero 47 del City non era titolare dallo scorso 4 marzo e questo la dice lunga sul suo stato di forma.

Impiegato a sinistra da secondo trequartista in quella sorta di 4-3-2-1 presentato da Guardiola, Foden è stato successivamente spostato sulla destra in ampiezza quando il tecnico catalano ha deciso di rimodellare il sistema per andare incontro a un Southampton che aveva congestionato i corridoi centrali, difendendosi sempre più in basso.

Anche nella nuova posizione però Foden non ha impressionato. E infatti Guardiola lo ha fatto uscire dopo un’ora per far posto a Savinho, più utile in quel momento per allargare il campo.

Insomma, da un undici che ha visto nove nomi nuovi rispetto a quelli che avevano iniziato la partita col Burnley, Guardiola in questo momento può attingere poco per questo finale di annata.

Poco, ma non pochissimo, dato che Nico González (‹‹ha fatto una stagione incredibile, e che gol…è un ragazzo giovane e può migliorare molto›› ha detto dell’argentino Guardiola nel post gara), Matheus Nunes, John Stones e Rayan Aït-Nouri hanno comunque risposto presente. Basteranno per vincere campionato e coppa? Da vedere.

Nonostante la sconfitta, da questa partita esce rafforzato anche il Southampton. La squadra di Tonda Eckert era reduce da una striscia di venti partite senza sconfitte e ha giocato al meglio delle proprie possibilità, difendendo con ordine.

Ora i Saints sono attesi da un importante scontro martedì al St Mary’s con l’Ipswich Town secondo in classifica. In caso di successo la squadra di Eckert raggiungerebbe il Middlesbrough, a un solo punto di distanza dallo stesso Ipswich e dal Millwall. Insomma, a un tiro di schioppo dalla promozione diretta in Premier. Non male per il giovane trentatreenne tecnico che ha raccolto il Southampton a novembre in ventunesima posizione.

Certo, con la sconfitta subita col City è svanita la possibilità di ripercorrere la strada degli eroi del 1976, che consegnarono alla bacheca del club l’unica coppa d’Inghilterra vinta nella loro storia dai Saints. Ma tant’è. L’obiettivo primario resta il ritorno nel massimo campionato inglese. Con questo Léo Scienza, col terzino brasiliano Welington e col portiere Daniel Peretz, l’impresa è possibile.

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