Al di là della partita Analisi tattica

Il solito derby

Qual è il tuo parere complessivo su quanto messo in mostra dalle due squadre? La partita è stata mediocre a livello di espressione di gioco…

Non è stata una gara pulita e particolarmente divertente. Per lo meno, con il Toro che si è allungato molto, nella ripresa le occasioni sono arrivate (quasi solo la Juve he creato, con circa 2.5 di xG), mentre nella prima frazione la partita è stata bloccatissima, con gli attacchi sterili. Non a caso, le situazioni più interessanti per la Juve sono arrivate in ripartenza, recuperando palloni in avanti.

Come hai scritto su Twitter, la scelta di Jurić di giocare con Mirančuk insieme a Radonjić e Vlašić faceva immaginare che il Toro avrebbe proposto qualcosa di diverso nella sua fase offensiva. Invece il 3-4-3-0 dei granata è stato inefficace.

Sì, Jurić mi ha deluso abbastanza perché sembrava avesse scoperto all’ultimo che avrebbe giocato senza centravanti. Lo si è visto sia nella risalita che negli ultimi metri. Tanti lancioni di Milinković-Savić nel vuoto (con Sanabria invece i rinvii del portiere sono una risorsa importante, anche per la capacità della squadra di vincere le seconde palle) e centro dell’attacco spesso svuotato. Di solito il Toro è pericoloso nel gioco esterno, ma senza prima punta ieri l’area non era occupata bene, la difesa della Juve ha avuto gioco facile nel prevalere.

Su Dazn, Jurić ha citato il tiro di Vlašić di sinistro nel secondo tempo, quando i granata sono riusciti a imbucare centralmente. Per l’allenatore croato, sarebbe servita più qualità in quelle situazioni. Alla fine, per mancanza di soluzioni, il Torino ha provato molti tiri dalla distanza in situazioni però complicate che non hanno prodotto nulla, con un dato quindi molto basso di xG.

Anche il Torino, come già il Verona del tecnico croato, fa fatica quando è chiamato a fare la partita (come nel derby). Pensi che queste difficoltà dipendano dalla qualità dei giocatori a disposizione o dal fatto che nel gioco di Jurić si attacca difendendo? Ritieni che l’allenatore granata abbia dei limiti nello strutturare una buona fase offensiva quando il contesto gara lo costringe ad attaccare?

Io penso che Jurić sia il top in Italia nel costruire squadre competitive anche con giocatori di basso livello. Applica un gioco estremamente dispendioso dal punto di vista atletico e che, soprattutto nella risalita, è molto diretto e “brutale”, il che – ipotizzando un suo passaggio in una squadra di livello più alto – non so quanto sia replicabile. Non penso però abbia limiti quando attacca difese chiuse. L’anno scorso il Toro non solo invadeva l’area rivale con tanti giocatori ma offriva parecchie rotazioni e smarcamenti, sia con i braccetti che con i mediani (basta guardarsi gli highlights del derby di ritorno dell’anno scorso). Di certo, ieri non si è visto nulla di simile. Diciamo che collegherei le difficoltà di ieri al momento del Torino piuttosto che alle caratteristiche intrinseche del gioco di Jurić .

Veniamo alla Juventus. La squadra di Allegri ha iniziato la partita cercando un recupero alto, prima di ritornare in quella che (in realtà solo teoricamente) dovrebbe essere la sua comfort zone (baricentro medio di 43.02m sul possesso granata. Come giudici la prova difensiva dell’undici di Allegri?

Considerando che il Toro non è che palleggi molto da dietro, per me la Juve ieri avrebbe potuto essere anche più aggressiva. Le stesse occasioni del primo tempo sono arrivate da passaggi sbagliati del Toro, squadra che ha giocatori i quali tendono all’errore nel disimpegno quando pressati. Anche perché, senza Sanabria, il Toro non aveva neanche una boa a cui aggrapparsi nel caso la Juve avesse concesso spazi per un possibile lancio lungo. In ogni caso, ieri l’atteggiamento attendista ha pagato visto che i granata hanno creato poco o nulla. Anzi, i molti palloni persi in avanti si sono poi tradotti in ripartenze pericolose in campo aperto per la Juve.

Secondo i dati whoscored, Vlahović ha toccato 60 palloni. Un coinvolgimento migliore del serbo rispetto a tante altre uscite in maglia bianconera.

Ieri Vlahović mi è piaciuto soprattutto perché è cresciuto molto dopo un avvio difficile in cui Schuurs aveva recuperato diversi palloni. Già la Juve non è una squadra che schiaccia l’avversario, a maggior ragione quando affronta una squadra come quella di Jurić – che pressa a uomo in zone avanzate dal campo – esaspera la ricerca per la prima punta nel tentativo di risalire il campo. Con il passare dei minuti, Vlahović è riuscito ad essere sempre più efficace spalle alla porta, anticipando Jurić ed effettuando ottimi cambi di gioco per Kostić. Resta un attaccante secondo me da servire di più in profondità (lo staff tecnico in questo non lo sta aiutando) ma è incoraggiante la personalità che ha avuto ieri in una gara dove poteva soffrire molto il contesto di “abbandono”.

Come valuti la sua partnership con Kean?

Con Vlahović che veniva incontro, serviva forse una punta più agile che attaccasse in velocità. Ieri Kean qualche buono smarcamento l’ha fatto, compensato però (in negativo) da errori sottoporta sanguinosi. Penso in ogni caso che Vlahović abbia bisogno più di un calciatore come Milik in caso di doppio centravanti: un giocatore più bravo a venire incontro e a cucire i reparti, lasciando al servo il compito di attaccare la porta.

Alla fine cosa ha imparato la Juventus da questo derby? Su cosa può costruire, in base a quanto visto?

Dopo le ultime difficili settimane è positivo avere visto una Juve nel complesso attenta e che ha vinto meritatamente (cosa che non si è quasi mai potuta dire in stagione), ma fatico sinceramente a trovare cose da cui ripartire, visto che è stata una gara di livello molto basso.

E il Torino invece? Da dove deve ripartire? Nelle ultime cinque uscite ha racimolato appena un punto.

I risultati negativi del Torino sono doppiamente problematici perché si uniscono a un contesto societario non certo sereno dopo l’ultima difficile estate. Personalmente, a colpirmi è il sempre meno timore che i granata di Jurić incutono alla squadra rivale: eravamo abituati a vedere una formazione asfissiante senza palla e intensa in fase di possesso, ma una Juve in grande difficoltà ha avuto vita relativamente facile. Le prossime gare contro Udinese e Milan saranno fondamentali per evitare di ritrovarsi a fare un campionato senza obiettivi, ossia il peggio possibile per un tifo piuttosto stanco e disincantato come quello del Torino.

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