Al di là della partita Analisi tattica

Soddisfatti parzialmente

Quattro minuti e 50 secondi dall’inizio e Psg – Juve sembrava già finita. Il gol di Kylian Mbappé, oltre ad aprire lo score, ha dato a molti la sensazione che la serata del Parco dei Principi si sarebbe ben presto trasformata in una debacle storica per la Juventus.

Così non è stato. Contro il 3-5-2 di Allegri, Galtier ha utilizzato l’ormai consueto 3-4-2-1 con Verratti in aiuto dei tre costruttori, Vitinha a fare da pendolo fra questi ultimi e la metà campo offensiva e con il triangolo rovesciato formato da Neymar, Mbappé e Messi da riferimenti avanzati.

Il posizionamento medio dei giocatori di Galtier contro la Juve.

L’inizio di partita, al di là del gol, faceva presagire una Juventus più europea, orientata a difendere pressando in avanti uomo su uomo, salvo poi rifugiarsi nelle consuete lunghe fasi di difesa posizionale bassa volta alla chiusura degli spazi più che all’aggressione alla palla.

Una fase difensiva così passiva finiva per agevolare il controllo della palla da parte dei padroni di casa e, con esso, la possibilità per il Psg di dettare il contesto della gara.

La fluidità offensiva dei parigini è stata alta in questa prima parte di gara, con i soli Hakimi e Nuno Mendes a mantenere una certa staticità nei rispettivi corridoi esterni.

La situazione di dominio (non solo territoriale e nel possesso) si è accentuata in conseguenza del gol del raddoppio, firmato ancora da Mbappé. A quel punto però la partita è cambiata. I francesi hanno smesso di premere, di alternare in possesso situazioni di conduzione palla o di circolazione della stessa a quelle improvvise accelerazioni che avevano messo in crisi i bianconeri, passando invece ad una fase di gestione della gara.

In questo momento, grazie anche ai cambi di Allegri, la Juventus è tornata in partita, sfruttando sì una grave indecisione di Donnarumma su palla alta ma cominciando soprattutto a buttare nel mezzo palloni dalle fasce (18 cross) che mettevano in imbarazzo la retroguardia transalpina.

La sensazione finale lasciata dal match è stata quindi quella di un Psg che avrebbe potuto infierire maggiormente su un avversario lasciato invece in vita più del dovuto.

Probabilmente, questo atteggiamento è figlio anche dello strapotere del Psg in Ligue 1, dove finora le partite (ad eccezione di quella con il Monaco) sono spesso finite molto presto.

In Champions League però la storia è diversa e gli avversari, indipendentemente dal loro livello tecnico o dal momento che stanno attraversando, sono sempre in grado di creare qualche difficoltà. In questo senso la prestazione dei parigini è stata di luci ed ombre.

Se davanti Mbappé e Neymar hanno giganteggiato, è altrettanto vero come Messi sia stato spesso avulso dal contesto. L’argentino ha giocato praticamente da fermo, risultando sempre utile nel consolidamento del possesso, ma poco associativo con i compagni di reparto (soltanto 8 i palloni serviti dall’ex Barcellona a Mbappé).

La pass map del Psg.

Dietro abbiamo detto delle difficoltà nel gioco aereo per una difesa che ha visto la buona prestazione di Sergio Ramos ma quella non sempre sicura di Kimpembe e Marquinhos. Donnarumma ha fatto delle parate decisive, ma l’errore di cui sopra sul gol di McKennie riaprirà il dualismo con Keylor Navas.

I movimenti di Miretti alle spalle dei centrocampisti del Psg non sono stati letti bene dai giocatori transalpini. Buon per loro che i compagni di squadra del centrocampista della Juve abbiano fatto altrettanta fatica nel servirlo.

Di positive ci sono state le prestazioni di Verratti e Vitinha in mezzo al campo. L’italiano è stato ancora una volta artefice di una ottima prova in possesso (7 passaggi chiave) mentre il portoghese ha unito ad una buona gestione della palla (6 passaggi chiave per lui) anche un lavoro fondamentale nei recuperi, aiutando la squadra nella gestione di transizioni e della riaggressione.

Nella clip montata con VideoMatch di Sics vediamo un’azione difensiva di Vitinha e verratti.

Alla fine dunque la squadra di Galtier ha concesso poco, ma ha anche creato meno rispetto a quanto avrebbe potuto e dovuto, visto il controllo del pallone (57%) e del match avuto. Invece i francesi hanno concesso un secondo tempo che sarebbe potuto costar loro molto caro.

Il processo di costruzione del Psg di Galtier è solo all’inizio ed è ovvio che ci siano cose da dover migliorare, come riconosciuto da Mbappé a fine gara: ‹‹dobbiamo insistere di più sul fatto di imporre il nostro gioco nella metà campo avversaria…cercare di avere anche un blocco non troppo largo, per fermare gli angoli di passaggio e correre il meno possibile››. 

Il Psg dovrà essere più continuo nelle due fasi di gioco (ieri anche la pressione è durata un tempo) per poter sperare di arrivare fino in fondo nella competizione più agognata da parte della dirigenza francese.

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