Al di là della partita Analisi tattica

Che finale è stata?

Una finale non eccelsa dal punto di vista tecnico (e che ha dato vita ad un contesto di transizioni) riporta l’Eintracht a vincere la coppa Uefa dopo trentadue anni. Per centrare questo risultato alla squadra della concordia (questa la traduzione del nome tedesco eintracht) sono stati necessari i rigori finali.

In un Sánchez Pizjuán strapieno e caldo come una torrida notte estiva, la battaglia tattica fra i due tecnici ha comunque mostrato qualcosa di interessante.

Come previsto alla vigilia, Oliver Glasner ha presentato la compagine teutonica allineata con il classico 3-4-2-1 nel quale Daichi Kamada ha creato più di qualche grattacapo ai Rangers associandosi spesso con Rafael Borré.

Il no.9 colombiano ha effettuato il tipo di partita che ci si attendeva, caratterizzata da una estrema mobilità nel tentativo di portare fuori zona i centrali scozzesi Connor Goldson e Calvin Bassey.

È però sulle fasce che si sono avuti i duelli chiave per l’esito del confronto. A sinistra Filip Kostić è stato ben controllato da James Tavernier, che però ha contribuito all’errore fatale in occasione del gol del pareggio tedesco nel secondo tempo.

A destra invece Ansgar Knauff ha confermato le proprie qualità propulsive creando alcuni problemi sul lato di campo difeso da Borna Barišić.

A questo costrutto tattico predisposto da Glasner i Rangers rispondevano con un atteggiamento un po’ più fluido e diretto.

In fase di costruzione si vedeva spesso John Lundstram scendere lateralmente ai centrali difensivi o in mezzo ad essi per garantire superiorità numerica al primo possesso scozzese.

Questa scelta però non era seguita dal tentativo di ricerca di passaggi chiave rasoterra fra le tre linee difensive del 5-4-1 di non possesso dell’Eintracht quanto invece per armare direttamente i riferimenti offensivi più avanzati tramite lanci verticali volti a colpire in modo diretto alle spalle della retroguardia tedesca.

Il primo tempo andava a terminare con la sensazione che l’Enitracht avrebbe potuto fare qualcosa di più, avendo tirato spesso anche se il più delle volte fuori dallo specchio della porta difesa da Allan McGregor.

Nella ripresa la compagine guidata da Gio van Bronckhorst riesce a trovare il vantaggio sfruttando uno svarione difensivo della retroguardia avversaria. Ma è un vantaggio che dura poco, riequilibrato da Borré a seguito di una grande palla esterna di Kostić (specialità della casa) gestita molto male dalla difesa scozzese.

Con il passare dei minuti cresce la prestazione dell’esterno serbo anche se le occasioni più nitide per evitare i supplementari prima e i rigori poi le hanno avute i Rangers con Glen Kamara e Ryan Kent.

Ai tiri dagli undici metri funziona a metà la strategia di van Bronckhorst di inserire alcuni tiratori a pochi minuti dalla fine, con Kemar Roofe che segna e con Aaron Ramsey che invece sbaglia.

E così alla fine, grazie a rigori tirati in modo magistrale dalla sua squadra, ha trionfare è Oliver Glasner, allievo di Rafl Rangnick e secondo austriaco a vincere una coppa europea dopo Hernst Happel. Per Glasner si apriranno ora le porte della prossima Champions.

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