Al di là della partita Analisi tattica

Un piano (quasi) perfetto

Il Villareal ha fatto il Villareal ma non è bastato. Unai Emery ha affrontato il Liverpool nella gara d’andata delle semifinali di Champions utilizzando lo stesso modello di gioco che ha permesso alla formazione valenciana di arrivare fin qui, eliminando Juventus e Bayern: squadra compatta in non possesso dentro un sistema 4-4-2; difesa posizionale; risalita controllata del campo per cercare di settare il possesso e la propria struttura offensiva nell’altra metà campo, alternata a palloni diretti da Gerónimo Rulli per sfruttare la velocità in campo aperto di Chukwueze (schierato in avanti con Lo Celso esterno di centrocampo). 

Le due linee difensive da quattro del Villarreal. La squadra di Emery può essere definita reattiva ma fino ad un certo punto. Infatti accetta di farsi abbassare nella propria metà campo anche per lunghi tratti ma poi cerca di settare il possesso in una struttura definita quando conquista palla. 

Quest’ultimo aspetto è totalmente mancato (il possesso del Villarreal è stato di appena il 27%). Troppo incessante e forte il pressing e il contropressing del Liverpool che ha finito per soffocare le velleità offensive degli spagnoli.

Dietro poi i due centrali della squadra inglese, Van Dijk e Konaté, controllavano bene Chukwueze e Arnaut Danjuma, col risultato di impedire ogni velleità di contragolpe da parte degli ospiti. In questo senso gli spagnoli hanno sofferto l’assenza di Gerard Moreno. Alla fine quindi il Villarreal ha prodotto una sola conclusione per 0.1 (!) expected goals contro le 19 effettuate dal Liverpool.

La squadra di Klopp ha comunque assommato un dato di appena 1.9 xG, vale a dire una media di 0.1 a conclusione, cioè lo stesso peso dell’unico tiro effettuato dalla compagine di Emery. Questo dato serve a contestualizzare meglio la prova difensiva del sottomarino giallo che, specie nel primo tempo, è stata discreta. E infatti, ‹‹nella prima parte abbiamo resistito bene›› ha detto a fine partita Pau Torres.

Con il centro del campo chiuso, il Liverpool cercava di sfondare esternamente, utilizzando il lavoro per catene che aveva per protagonisti Salah e Alexander-Arnold a destra con Luis Díaz e Robertson a sinistra.

Dai due lati del campo sono arrivate triangolazioni e palloni spediti in area (17 cross), con Díaz che in più metteva in grande difficoltà Juan Foyth in situazione di 1c1.

Il tutto orchestrato dalla regia di Thiago Alcántara. Lo spagnolo è sempre più il metronomo dei Reds, colui il quale decide il ritmo di attacco del Liverpool e l’uomo attraverso cui passa l’intera manovra offensiva della squadra di Klopp. Nelle ultime tre partite disputate (contro Manchester United, Everton r Villarreal) Thiago ha sbagliato solo 11 dei 337 passaggi provati.

In generale però, piantate le tende nella metà campo offensiva, il Liverpool faceva fatica a trovare profondità. Alla fine, l’occasione migliore del primo tempo per gli inglesi è risultata essere un tiro da fuori proprio di Thiago, finito di poco a lato della porta difesa da Rulli.

Il vantaggio del Liverpool, ottenuto nella ripresa, è stato frutto di un’altra azione dall’esterno alla quale però ha dato un contributo decisivo la deviazione di Estupiñán.

Lo sbandamento provocato dallo svantaggio ha contribuito a determinare il raddoppio di Mané. Sul 2-0 gli uomini di Klopp hanno continuato ad attaccare per rimpinguare il bottino di reti in vista del ritorno ma il Villareal ha retto.

A fine partita Emery ha riconosciuto la superiorità del rivale: ‹‹non siamo stati in grado di superare la loro pressione né di attirarla per arrivare in porta. Non abbiamo praticamente creato occasioni. Il 2-0 è un risultato netto e meritato››.

Detto questo, il piano gara è stato messo in pratica, almeno per quanto concerne la fase difensiva. Il Villareal si aspettava un tipo di partita nella quale avrebbe dovuto difendere con un blocco basso, cercando di recuperare palla e di bloccare le conclusioni avversarie mantenendo la propria struttura senza farsi manipolare dal possesso del Liverpool.

La squadra di Unai Emery è riuscita a farlo tutto sommato bene. A mancare è stata la fase offensiva. Quella di cui il sottomarino giallo avrà bisogno nella gara di ritorno per sperare di arrivare alla finale.

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