Al di là della partita La giocata

Oltre il gesto tecnico

La giocata con la quale Luka Modrić ha servito a Rodrygo l’assist che ha di fatto permesso al Real Madrid di rientrare in una partita fino a quel momento dominata dal Chelsea, rimarrà come uno degli highlight della Champions 2022, al di là della viralità di un gesto tecnico che ha letteralmente invaso il web.

Il passaggio del centrocampista croato è avvenuto all’interno di un contesto nel quale quel tipo di giocata si inseriva perfettamente nell’azione di gioco in essere in quel momento. In pratica, l’assist del calciatore del Real non è ‘soltanto’ frutto della sua straordinaria abilità tecnica ma anche della sua perfetta lettura della situazione.

Infatti, dimostrando di dominare lo spazio e il tempo, Modrić si gira verso il lato debole (alla sua destra) anticipando la probabile chiusura di tre giocatori avversari, due dei quali presi appunto in controtempo dal controllo di palla del croato.

Nella clip montata con il software VideoMatch di Sics vediamo l’assist del croato.

Proprio spazio e tempo sono due dei concetti fondamentali nel gioco del calcio. Forme a priori della conoscenza sensibile secondo Kant, spazio e tempo hanno una realtà empirica e una idealità trascendentale in quanto ogni oggetto è dato ai sensi in un determinato spazio e in un determinato tempo anche se sia lo spazio che il tempo non sono prodotti dall’esperienza ma sono, secondo il filosofo tedesco, le condizioni attraverso le quali avviene l’esperienza sensibile.

La capacità di manipolare e controllare lo spazio (ampliandolo, accorciandolo, muovendosi attraverso di esso) e il tempo (il timing dell’azione posta in essere) restano, insieme al movimento, gli elementi portanti per la favorevole conclusione di una partita.

Più che una intuizione (intesa come conoscenza immediata) la palla che Modrić ha mosso verso il suo compagno di squadra sembra quindi frutto di attenta analisi del tipo di passaggio più utile per sfruttare a proprio vantaggio l’inserimento di Rodrygo fra Thiago Silva e Marcos Alonso.

La spettacolarità (e la bellezza) dell’azione di Modrić risiede ovviamente non tanto nella giocata in sé quanto piuttosto nel modo in cui è stata eseguita, vale a dire appunto di esterno. A questa va aggiunta la precedente ricezione orientata che è stata preparatoria al resto dell’azione individuale del croato, mettendolo in condizione di poter giocare a palla aperta.

Il tutto senza dimenticare uno degli aspetti chiave di questa giocata, vale a dire la sua efficacia per lo sviluppo della manovra d’attacco madrilena.

Il passaggio con l’esterno del piede è probabilmente quello più difficile da eseguire su un campo di calcio. E infatti non si vedono molti giocatori maneggiare bene questo tipo di elemento tecnico.

Non a caso, volendo fare una lista di nomi si rientra nella manciata: per restare in tempi non troppo lontani possiamo contare Veron, Totti, Quaresma e Cancelo.

Tuttavia, nella storia del calcio moderno ci sono stati altri giocatori che con l’esterno collo erano soliti tirare in porta, aggiungendo quindi ulteriore potenza ad un gesto tecnico già di per se stesso ad alta difficoltà di esecuzione.

Una difficoltà che è data anche da fattori biomeccanici. ‹‹L’aspetto più complicato riguarda il fatto che, per calciare una palla di esterno, l’asse corporeo è spostato completamente a lato della palla e quindi la difficoltà coordinativa per imprimere alla palla una traiettoria precisa e forte nasce da qui›› dice Enrico Ferrari, prof. in scienze motorie, ex responsabile del settore giovanile in Lega Pro ed osservatore. ‹‹Questo gesto tecnico›› prosegue Ferrari ‹‹ti consente di anticipare i tempi della giocata››.

Un’altra questione è quella relativa al calcio di esterno con palla ferma. ‹‹Calciare una palla da fermo è molto più complicato›› per Ferrari. Era il famoso calcio con le ultime tre dita del piede ‹‹tipico del beach soccer››

Questa era una vera e propria arte che apparteneva alla scuola brasiliana. Eder, Branco, Dirceu, Roberto Carlos…tutti giocatori brasiliani che imprimevano grande forza e grandi traiettorie ai loro tiri di punizione. 

Alla fine, al Chelsea non è bastato produrre 28 tiri ed un dato di 2.86 xG contro l’1.22 del Real Madrid per ribaltare completamente il risultato dell’andata. I singoli del blancos hanno fatto la differenza con le loro individualità. Fra queste quella di Modrić è risaltata ancora una volta.

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