Al di là della partita Analisi tattica La mossa tattica

Tridente pesante

La partita col Verona ha rappresentato la prima uscita per la Juve rinnovata dal mercato di gennaio. Ad alzare il livello di hype intorno a questa nuova versione dei bianconeri ci ha pensato il fatto che il restyling al quale si è sottoposta la vecchia signora ha visto arrivare a Torino l’attaccante più forte del campionato (Dusan Vlahović) ed uno dei centrocampisti che maggiormente si sono messi in luce nelle ultime annate a livello europeo (Denis Zakaria).

L’esordio dei due non ha tradito le attese, tanto che entrambi sono andati a segno nel corso della sfida alla squadra di Tudor.

Sempre a proposito di Vlahović, al di là del suo debutto juventino, ad interessare particolarmente è stato lo scacchiere tattico utilizzato da Max Allegri per inserire l’ex viola nel nuovo contesto.

A tal proposito la scelta del tecnico livornese è stata quella di schierare fin dal primo minuto il tridente pesante composto da Vlahović, Dybala e Morata. Sulla coesistenza dei tre più di qualcuno ha avanzato delle perplessità o si è spinto ad ipotizzare per lo spagnolo un futuro alla Mandžukić, vale a dire quello di attaccante ‘di sostegno’ con anche compiti difensivi da svolgere a livelli più bassi di campo in fase di non possesso.

Le performance chilometriche dei migliori cinque giocatori della Juve per km percorsi. Da notare quella di Vlahović.

In questo senso Morata dovrebbe assumere i compiti di equilibratore che già ai suoi tempi Marco Delvecchio ricopriva nella Roma con Totti e Cassano. (non a caso questa è stata una opzione lanciata anche da Fabio Capello).

Contro il 3-4-1-2 del Verona, incentrato sulla creazione di duelli individuali a tutto campo, il tridente juventino si accoppiava perfettamente su Ceccherini, Gunter e Casale.

In fase difensiva Allegri non ha chiesto grossi sacrifici ai tre riferimenti offensivi, disponendo la squadra in una sorta di 4-3-2-1 nel quale Dybala e Morata non avevano grandi mansioni a livello di non possesso.

Tanto è vero che la squadra ha difeso con un baricentro basso (40.77m col Verona in attacco), con pochissime pressioni effettuate nella trequarti offensiva: appena 24 in totale con Vlahović che risulta il giocatore ad averne fatte di più con 8, a fronte delle 3 di Morata e delle 2 di Dybala (fonte Fbref.it). Il PPDA totale è stato di 11.2.

In pratica i bianconeri accettavano di difendere con soli 7 elementi, con la consapevolezza di avere già tre riferimenti di qualità in avanti (in situazione di 1c1) dai quali partire per azionare il contropiede.

In fase di risalita del campo si è potuto apprezzare il lavoro di Morata e Vlahović. Lo spagnolo è parso a proprio agio nella nuova funzione, liberato dal compito di dover gestire da solo il peso dell’attacco agendo spalle alla porta e venendo invece cercato per andare in verticale, come dimostra il dato xOVA prodotto (0.32).

A conferma del suo coinvolgimento giova ricordare che, in totale, Morata ha giocato 38 palloni.

Per quanto riguarda Vlahović, l’ex Fiorentina ha confermato le sue qualità nell’attaccare gli spazi e nel farsi trovare smarcato oltre le linee difensive avversarie. Non a caso il serbo ha ricevuto ben 12 passaggi chiave. Vlahović è risultato essere anche lo juventino più ricercato dai compagni (67 volte è stato il destinatario di un tentativo di passaggio).

Nella clip montata con VideoMatch di Sics vediamo l’azione del gol del centravanti serbo, a seguito di un attacco alla profondità e ricevendo un passaggio chiave da Dybala.

Anche in fase offensiva la disposizione della Juventus è stata ad albero di Natale, con Morata e Dybala ad agire più centralmente a ridosso di Vlahović.

La prestazione del tridente bianconero è stata dunque convincente ma, ovviamente, una sola partita è troppo poco per poter giudicare. La domanda è se questo atteggiamento potrà dare dei frutti anche contro avversari superiori al Verona o che pratichino un gioco diverso. Da vedere poi se, anche in caso di risposta affermativa, questo modello sia traslabile in Europa.

Oltre alla Roma capelliana il ricordo in questi giorni è andato ai tre attaccanti contemporaneamente utilizzati da Marcello Lippi nella sua prima avventura con la Juve. Un paragone interessante ma che deve comunque tenere conto del fatto che, nella sua versione composta da Del Piero, Ravanelli e Vialli, quel tridente disponeva di elementi dediti al sacrificio difensivo. Bisognerà quindi vedere se, sul lungo periodo, altrettanto potrà essere chiesto a Vlahović, Morata e Dybala.

Da quelle che saranno di volta in volta le richieste difensive di Allegri (maggiore o minore pressione offensiva) dipenderà anche la composizione del centrocampo chiamato a dover supportare i tre attaccanti.

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