Analisi tattica

Il nuovo Everton

L’arrivo di Donny van de Beek (in prestito dal Manchester United) rappresenta certamente (insieme a quello di Dele Alli) la nota più interessante della campagna di rafforzamento invernale condotta dall’Everton per consegnare al nuovo manager Frank Lampard una squadra in grado di risollevarsi, dopo un inizio di stagione alquanto problematico.

 Il 24enne olandese era vicino a firmare per il Crystal Palace ma, alla fine, ha deciso di virare verso Liverpool per firmare con i toffees. Poco utilizzato ad Old Trafford, van de Beek dovrebbe invece ricoprire all’Everton quel ruolo da protagonista che non è riuscito a ritagliarsi con lo United.

Dal punto di vista tattico Lampard dovrebbe partire dal 4-2-3-1 e dal 4-3-3, le formazioni base utilizzate durante l’esperienza sulla panchina del Chelsea. In questo contesto, l’ex Manchester dovrebbe andare ad occupare la posizione da no.10 o da no.8 moderno, vale a dire da mezzala con compiti più di rifinitura che di secondo possesso, pronta a invadere le linee nel mezzo spazio di competenza e ad accompagnare la finalizzazione. Una delle caratteristiche migliori dell’ex Ajax infatti, oltre alla qualità in palleggio, è quella di arrivare da dietro per riempire l’area.

La heat map della carriera di van de Beek.

Al Derby e a Stamford Bridge, Lampard ha puntato molto sui terzini come giocatori ai quali chiedeva di garantire ampiezza, mentre esterni alti e centrocampisti dovevano riempire la zona di rifinitura nel mezzo.

In questo senso, la firma di van de Beek (e Alli) dovrebbe migliorare la qualità offensiva di una squadra che finora in stagione ha fatto molta fatica nel terzo offensivo, come dimostrano i dati degli expected goals (24.14) e dei tiri in porta prodotti (79).

Anche il dato relativo alla precisione nei passaggi (con il 73.5% di completi l’Everton ha fatto meglio soltanto di Watford, Brentford e Burnley) dovrebbe essere migliorato dai due nuovi arrivi.

Appare evidente come, per supportare una formazione con Calvert-Lewin, van de Beek, Alli (e Richarlison) contemporaneamente in campo, sarà necessario che Lampard trovi un certo equilibrio tattico fra le due fasi di gioco, anche se né Allan né Abdoulaye Doucoure sono propriamente dei centrocampisti difensivi.

C’è anche l’opzione di utilizzare van de Beek in posizione più arretrata, da play davanti alla difesa o da interno di un centrocampo a due, anche se questa soluzione potrebbe finire per limitare quell’apporto offensivo dell’olandese che l’Everton necessita.

I due nuovi arrivati sono stati presentati al pubblico del Goodison Park in occasione dell’intervallo della sfida di FA cup contro il Brentford (per la quale non erano utilizzabili) ed esordiranno in Premier League a Newcastle. 

Al suo esordio Lampard ha utilizzato una difesa a tre.

Il risultato contro la nuova squadra di Christian Eriksen (non ancora in campo) non è mai stato in discussione con l’Everton che ha disputato una buona gara.

‹‹L’equilibrio tra attacco e difesa dipende da quanto possesso palla hai›› ha dichiarato il nuovo allenatore dei toffees nella conferenza stampa precedente l’esordio in Premier.

Il controllo del possesso (56% nella sfida di coppa) sarà quindi una chiave del nuovo Everton e in questo sia van de Beek che Alli dovrebbero aiutare.

La partenza è stata quindi buona per Lampard e le premesse sembrano essere delle migliori, grazie anche ai rinforzi del mercato. All’Everton sperano ovviamente che tutto questo si traduca in realtà.

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