Nouvelle vague Team report

Avanti un altro

Dalla partenza di Roberto Martínez (2016) l’Everton ha visto alternarsi alla guida tecnica tutta una serie di allenatori, nessuno dei quali è riuscito a dare stabilità al club di Goodison Park. Ronald Koeman, Sam Allardyce, Marco Silva, Carlo Ancelotti…nessuno di loro è durato più di una stagione.

Stessa sorte è toccata all’ultimo di questa lista, Rafa Benítez, esonerato dopo aver racimolato appena 19 punti in altrettante partite.

Sotto lo spagnolo, i toffees hanno presentato una delle compagini più dirette della Premier, con una media di 2.6 passaggi per sequenza offensiva. Uno stile che non ha pagato in termini di risultati e che è migliorato un po’ sotto l’interim di Duncan Ferguson: contro l’Aston Villa, con l’ex centravanti da caretaker, l’Everton ha infatti prodotto più possesso e più tiri (concedendone meno nel proprio specchio di porta) rispetto a quanto fatto in media con Benítez.

A rimanere invariati sono stati tuttavia i problemi difensivi sui calci piazzati, con il gol subito da Emiliano Buendía che è stato il decimo concesso dall’Everton in stagione in situazioni di questo tipo. In generale, i toffees hanno finora concesso 35 reti in 20 partite.

È chiaro che a contribuire a queste défaillance difensive hanno contribuito vari fattori, come ad esempio I problemi fisici di Yerry Mina o la cession di Lucas Digne, con Vitalii Mykolenko e Nathan Patterson che devono ancora dimostrare di poter garantire un impatto positivo.

Non che le cose siano andate meglio davanti, con soli 24 gol segnati. Anche qui si sono messi in mezzo i problemi fisici, stavolta per Richarlison e Calvert-Lewin ma è mancato anche il supporto da parte di un centrocampo che, con la coppia formata da Allan e Abdoulaye Doucouré che ha palesato difficoltà in entrambe le fasi di gioco.

I problemi in mediana avevano già indotto Benítez a chiedere aiuti a centrocampo nel mercato di riparazione. Aiuti che non si sono palesati per lo spagnolo (è arrivato invece l’esterno Anwar El Ghazi) ma che invece sono giunti per il nuovo manager Frankie Lampard, che ha convinto Donny van de Beek ad arrivare in prestito dal Manchester United e Dele Alli in via definitiva dal Tottenham.

Per l’ex guida tecnica del Chelsea la sfida del Goodison Park può rappresentare una svolta (in un senso o nell’altro) per la sua carriera da allenatore. Con i blues le maggiori difficoltà Lampard le incontrò nella seconda stagione, dopo aver chiuso la prima con un quarto posto in campionato ed una finale di FA cup.

Il gioco proattivo installato aveva avuto anche il merito di far emergere giocatori come Mason Mount. Tuttavia, alcune problematiche sono velocemente emerse, a cominciare dalla fase difensiva (54 reti concesse la prima annata) e dai rapporti non idilliaci avuti con alcuni senatori (Antonio Rüdiger).

Da allora, il 43enne ex nazionale ha rifiutato alcune opportunità per tornare in pista mentre nel frattempo ha cambiato il proprio staff, inserendo un ex allenatore del Chelsea (Joe Edwards) e Paul Clement, precedentemente braccio destro di Ancelotti.

Le prime parole di Lampard come nuova guida dell’Everton fanno presagire la volontà di ripartire dalle cose buone viste nel primo anno col Chelsea. ‹‹Voglio vedere una squadra in fiducia in possesso, che possa controllare le partite tramite il possesso e che sia esaltante da vedere nel terzo offensivo››.

‹‹Dobbiamo essere una squadra attiva – che crossi e prenda tiri e stia nell’altra metà del campo. Quando non hai il pallone, devi essere aggressivo››.

A Stamford Bridge, a ricoprire un ruolo importante nel possesso dei blues di Lampard erano i due laterali Ben Chilwell e Reece James. L’Everton è attualmente la seconda squadra del campionato per numero di cross precisi messi nel mezzo (67) e quindi, da questo punto di vista, la strada sembra già ben avviata, anche se andrà migliorata la capacità di produzione offensiva di una squadra che ha prodotto finora solo 24.14 xG (1.2 a partita).

Una situazione di cross (con buon riempimento dell’area) da parte dell’Everton nella partita con Duncan Ferguson in panchina

La volontà di essere più aggressivi in non possesso dovrà invece essere implementata in una squadra che ha un indice field tilt del 44.33% e uno di PPDA di 14.37.

Dati soccerment.

Alla fine la scelta di Lampard può sembrare sorprendente (il proprietario Farhad Moshiri sembrava inizialmente orientato su Vítor Pereira) per una squadra in difficoltà di classifica come l’Everton. Certamente, dal di fuori, la scommessa appare intrigante e degna di essere osservata.

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