Analisi tattica La mossa tattica

Come va la pressione?

Uno dei tratti caratteristici del gioco moderno è la forte pressione che viene esercitata in fase difensiva. Il pressing e la riaggressione sono ormai parte importante dell’assetto strategico di molte compagini anche in Italia, così come avviene già da tempo per molti top club in Europa.

Dal punto di vista tattico, anche se ci sono stati esempi di pressione forte nella propria metà campo (come fatto dal Milan nella sfida con la Lazio) le squadre italiane che pressano tendono ad aggredire gli avversari fin dalla loro costruzione.

In generale questa pressione è orientata sull’uomo. L’idea è quella di creare situazioni di 1c1 in zona palla mentre, lontano da questa, i giocatori possono essere più attenti alla copertura o ancora orientati alla marcatura in funzione dell’organizzazione difensiva della propria squadra.

In questa immagine tratta dal Derby della Mole vediamo come la squadra granata vada a pressare orientata sull’uomo sul lato forte mentre il giocatore collocato sul lato opposto si muove per accorciare e riequilibrare così l’assetto difensivo della sua squadra.

Il vantaggio di questo sistema consiste nel fatto che è facilmente assimilabile dai giocatori. Di contro, tale metodo di pressione porta al rischio di dilatare le distanze allungando la squadra e di renderla soggetta ai movimenti dei giocatori in attacco che potrebbero attirare i difendenti fuori posizione, aprendo spazi pericolosi.

Alcune squadre cercano di chiudere i corridoi centrali del campo per veicolare la manovra rivale sulle corsie esterne, dove far scattare poi una pressione che può contare sull’aiuto di quel difensore aggiunto rappresentato dalla linea laterale. Altre compagini invece vanno a pressione anche con palla in zona centrale.

Solitamente anche squadre con indice PPDA alto come il Genoa (12.93) accorciano in avanti sulle rimesse dal fondo. Questo porta alcune squadre che rimettono la palla in gioco a passare ad una costruzione diretta per cercare di sfruttare la parità numerica che sovente si viene a creare nell’altra metà campo.

Quest’ultimo tipo di attitudine (che mira a manipolare il possesso rivale e a creare le premesse per una transizione breve) è seguito soprattutto da Gasperini e dal suo coaching tree.

Non a caso, fra le squadre con l’indice PPDA più basso prima di questa sosta troviamo sia l’Atalanta (9.96) che il Verona (9.87) e il Torino (8.7), squadre allenate da due discepoli del Gasp come Ivan Jurić e Igor Tudor.

Il PPDA (Passes allowed Per Defensive Action) indica il rapporto tra il numero di passaggi effettuati dalla squadra in possesso e il numero di interventi difensivi compiuti dalla squadra in difesa in una determinata zona di campo. Più basso è il PPDA e più alto è il pressing. 

Per quanto riguarda gli scaligeri, anche con Eusebio Di Francesco in panchina la squadra pressava alto, mantenendo in questo senso una nota di continuità con la gestione tecnica precedente guidata proprio da Jurić.

Dal canto suo, l’attuale allenatore del Torino ha portato questa filosofia in granata con successo, tanto è vero che il Toro risulta essere la squadra che pressa più in avanti dell’intera massima serie in termini di PPDA.

Fra le prime sei squadre del campionato in questa metrica troviamo anche Milan (9.38), Roma (9.5) e Sampdoria (9.58).

Il dato del Milan non deve sorprendere. Infatti, da quando Stefano Pioli si è seduto sulla tolda di comando rossonera la formazione lombarda ci ha abituato a partite caratterizzare da un forte pressing in avanti alternate ad altre con fasi di difesa posizionale in zone più arretrate.

A stupire invece sono i sopracitati dati di Roma e Samp. Per quanto riguarda i giallorossi, l’arrivo di Mourinho aveva fatto presagire a molti l’avvento di uno stile di gioco fortemente reattivo in fase difensiva, con la squadra arroccata intorno ad un baricentro basso e pronta a colpire in contropiede.

Non è stato così. Infatti la compagine capitolina si è dimostrata proattiva anche nel non possesso, andando a disturbare gli avversari di turno fin dalle prime fasi di impostazione.

Pressione in blocco medio della Roma di Mourinho.

La Sampdoria poi ha radicalmente mutato il comportamento difensivo rispetto a quello dello scorso anno quando, sotto la guida di Ranieri, la squadra risultò alla fine decima per PPDA con un dato di 13.05. Nelle prime uscite di quest’anno invece la volontà di D’Aversa è stata quella di andare a prendere subito alti i costruttori della squadra in possesso.

Un cambio di mentalità che finora non ha pagato per i blucerchiati che hanno raccolto 6 punti in 7 partite, subendo 13 reti e concedendo 12.23 xG. Giova comunque ricordare che il calendario non è stato facile per i doriani, che hanno già dovuto incontrare Milan, Inter, Napoli e Juventus.

Le clip montate con VideoMatch di Sics mostrano alcune fasi di coraggiosa pressione alta della Samp di D’Aversa contro big del campionato. 

Probabilmente la scelta di D’Aversa di modificare la pressione della squadra rispetto allo scorso anno ha a che fare con la necessità di ridurre il campo da risalire in transizione per Caputo (34 anni) e Quagliarella (38) nella convinzione che questo approccio, messo a dura prova dalle squadre affrontate finora, possa pagare quando la Samp si troverà a dover ostacolare la risalita del campo di undici meno dotati tecnicamente.

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