Al di là della partita Analisi tattica

Uomini forti, destini forti…

Fin dalla conferenza stampa di presentazione dello scorso luglio, Luciano Spalletti aveva fatto capire che avrebbe portato a Napoli aspetti del gioco di posizione. La vittoria in trasferta con l’Udinese, al di là del risultato finale (0-4) ha confermato queste intenzioni e mostrato quanto sia avanzato il progetto tecnico partenopeo.

Per affrontare il 5-3-2 con blocco basso dei friulani, Spalletti ha predisposto un piano gara che aveva lo scopo di utilizzare il possesso (60%) e lo scaglionamento offensivo per manipolare il sistema difensivo e abbassare la squadra di Gotti (45.58m il baricentro medio con palla al Napoli).

In questo senso, il Napoli ha abbandonato l’impostazione a tre vista in altre circostanze nel corso di questa stagione, per passare ad una costruzione 4-1 (o 2-3) che vedeva i due terzini (Mario Rui e Di Lorenzo) dentro il campo ad occupare i rispettivi mezzi spazi.

Ad un livello più alto degli stessi corridoi stazionavano le mezzali Elmas e Anguissa. Il loro compito era quello di invadere la zona di rifinitura bianconera andando a giocare alle spalle degli interni di centrocampo avversari, Arslan e Pereyra.

Questi ultimi due, sul giro palla partenopeo, si alzavano per andare a coprire Mario Rui e Di Lorenzo, mentre Walace (il centrocampista centrale) aveva il compito di contrastare Fabián Ruiz, il play della compagine azzurra.

Questa situazione veniva a dilatare la zona di rifinitura, costringendo i due braccetti della difesa a tre di Gotti (Becão e Samir) a rompere la linea per andare incontro a Elmas e Anguissa.

Il 4-1/4-1 (o 2-3-/4-1) che veniva a determinarsi in fase di sviluppo, la velocità nel muovere palla, il continuo riempimento e svuotamento della zona fra la difesa e il centrocampo avversario, lo scambio di posizioni fra i giocatori e gli attacchi alla linea degli avanti, ponevano in serie ambasce una compagine friulana che, col trascorrere dei minuti, faceva fatica a contenere la fase offensiva del Napoli.

Alcuni dei dati riportati dalla Lega Calcio.

Infatti, nonostante un buon inizio (nel quale avevano parte Delofeu e Pussetto che, con i loro movimenti, non davano punti di riferimento alla linea arretrata della squadra di Spalletti), i padroni di casa erano via via costretti a lasciare il pallino del gioco e il dominio del campo al Napoli.

La dislocazione in campo della compagine di Spalletti permetteva di dar vita a vari triangoli in possesso, non limitati alle catene laterali (terzino, mezzala, esterno alto) del 4-3-3 di base ma anche fra Ruiz (85 palloni giocati) e i due centrali Koulibaly (105) e Rrahmani (98) o fra questi ultimi, lo spagnolo e Mario Rui (92) e Di Lorenzo (97). O, ancora, fra Ruiz e le due mezzali napoletane.

Il gol del vantaggio nasce poi da una situazione che esemplifica al meglio quanto evidenziato finora. Con palla a Mario Rui, un movimento incontro di Elmas veniva seguito da Becão e letto male da Molina col risultato che Insigne riusciva, con un contromovimento, ad attirare fuori posizione l’esterno argentino per andare poi ad attaccare la profondità alle sue spalle, generando così la situazione da cui poi scaturirà la rete di Osimenh.

Nella clip elaborata con VideoMatch di Sics vediamo i movimenti d’attacco del Napoli che hanno determinato il gol del vantaggio partenepeo.

La versione presentata in Friuli è quindi l’ennesima in un inizio di stagione che ha visto Spalletti adeguare costruzione e palleggio in base agli avversari di turno ma sempre mantenendo come linea guida quella di dettare il contesto con la palla.

Ad oggi, completata la terza giornata, il Napoli risulta infatti essere la squadra con le fasi di possesso più lunghe (14.33 sec.), con più passaggi per azione (5.23) e con il maggior numero di manovre offensive da dieci o più passaggi (77).

La profondità della rosa a disposizione e le caratteristiche peculiari di molti interpreti (ad esempio Zieliński), consente a Luciano la possibilità di scegliere un undici titolare e di formulare un piano gara che può sempre riservare qualche novità rispetto al turno precedente.

Un’arma non da poco in mano ad un tecnico esperto ma aggiornato e che potrebbe portare il Napoli molto in alto quest’anno.

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