Analisi tattica La mossa tattica

L’aggiustatutto

‹‹Abbiamo iniziato bene nei primi minuti ma poi abbiamo concesso un gol…non è facile contro il PSG, appena perdi palla Neymar, Di Maria o Mbappé si rendono pericolosi››. Con queste parole Guardiola ha spiegato bene l’andamento della prima frazione di gioco della semifinale di andata della Champions League fra Manchester City e Paris Saint-Germain. 

In effetti, nel corso dei primi quarantacinque minuti di gioco i Citizens sono mancati in fase offensiva e anche difensiva quando sono stati proprio gli inglesi a soffrire le fasi di possesso dei parigini.

Le statistiche del match riportate dal @TelegraphSport.

A non funzionare è stata soprattutto l’azione di pressing degli ospiti, con la squadra di Pochettino che riusciva agevolmente a superare la prima linea di pressione avversaria trovando linee di passaggio alle spalle di Gündoğan e Rodri.

I problemi della prima pressione del City nel filmato VideoMatch di Sics

La situazione è nettamente migliorata nel secondo tempo quando Guardiola ha messo in atto efficaci contromisure tattiche.  ‹‹Siamo stati più aggressivi, migliori con la palla, siamo stati abili a smuovere la partita››.

Il tecnico catalano è tornato alle basi del suo calcio, chiedendo nell’intervallo alla squadra di ‹‹giocare a calcio, mostrare personalità…se perdiamo, perdiamo ma dobbiamo rimanere noi stessi››.

Questo processo ha rappresentato proprio una novità per un allenatore spesso accusato di fare overthinking e, non a caso, la stampa inglese ha utilizzato il termine de-thinking per rimarcare il diverso comportamento tenuto da Guardiola in questa occasione.

A migliorare è stata l’intensità e l’efficacia del pressing offensivo (organizzata in una più rigida struttura 4-4-2 con De Bruyne affiancato in avanti per lo più da Bernardo Silva) che ha reso più difficile agli uomini di Pochettino la risalita del campo.

Nel montaggio VideoMatch di Sics vediamo alcune situazioni di pressing del City nel secondo tempo.

Tutto ciò ha creato una situazione di dominio territoriale che ha di fatto permesso al City di depotenziare la fase di possesso parigina.

Un altro elemento della strategia difensiva di Guardiola è stato l’utilizzo, in fase di possesso, di Cancelo prima e Zinchenko poi (entrato in sostituzione del portoghese dopo un quarto d’ora di gioco del secondo tempo) come terzini tradizionali. Una mossa che ha costretto Di Maria a giocare per lo più nella propria metà campo, limitandone così l’apporto in transizione. 

Riuscirà il Manchester City a ripetere nella partita di ritorno la prestazione offerta nel secondo tempo del Parco dei Principi? Sulla carta la gara si presenta come un’altra interessante battaglia tattica. Il Psg, abituato a colpire in contropiede grazie alle giocate in campo aperto di Neymar e Mbappé, stavolta dovrà fare la partita.

Vedremo quindi se Guardiola deciderà di replicare la strategia messa in atto nella seconda parte di questa prima sfida o se invece proporrà un City più impegnato in situazioni di difesa posizionale.

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