La mossa tattica

Linea alta

La Roma torna da Amsterdam forte di un risultato positivo che le garantisce un vantaggio in vista della gara di ritorno dei quarti di finale di Europa League. Al di là delle prestazioni dei singoli (e degli errori commessi da entrambe le squadre) a determinare il positivo esito del confronto in terra olandese è stato anche il piano gara difensivo predisposto da Paulo Fonseca.

Contro una squadra che viene dalla Champions, che ha regolato agevolmente gli svizzeri dello Young Boys nel turno precedente e che guida l’Eredivisie con 69 punti conquistati in 27 gare (e ben 85 gol realizzati), il tecnico portoghese ha predisposto una fase difensiva coraggiosa, incentrata sul tradizionale 5-4-1 con gli esterni di centrocampo molto stretti e su una linea difensiva che ha giocato molto alta.

Proprio quest’ultimo aspetto è stato particolarmente interessante da osservare. Fonseca ha infatti istruito i suoi per difendere con un baricentro avanzato, cosa che è riuscita, almeno nei primi quarantacinque minuti di gioco.

Durante il primo tempo infatti la Roma ha accettato di lasciare molto campo alle spalle dei propri cinque difensori, accettando il rischio di tenere la linea avanzata anche in situazioni di palla aperta.

L’idea era quella di tenere la squadra corta ma in avanti, chiudendo all’Ajax le linee di passaggio verso la zona di rifinitura (quella compresa fra la difesa e il centrocampo romanista) e, soprattutto, di negare profondità ai vari Tadić, Neres e Antony.

In alcune occasioni la squadra di ten Haag è riuscita a superare il blocco difensivo organizzato dai giallorossi ma in generale, come detto, la strategia utilizzata da Fonseca ha funzionato se è vero che gli olandesi hanno fatto fatica a creare occasioni da gol.

Nel filmato VideoMatch di Sics alcune situazioni difensive positive per la Roma, generate dall’atteggiamento scelto da Fonseca.

La stessa rete del vantaggio ajacide è giunta più per demeriti degli ospiti (errata pressione offensiva, passaggio arretrato di Diawara, mancata uscita di Mancini) che per un’azione organizzata che abbia colto impreparato il sistema difensivo giallorosso.

Nella ripresa l’Ajax ha accelerato ed è salito in cattedra Pau López il quale, in difficoltà in fase di costruzione, si è comunque riscattato non solo in occasione del rigore parato a Tadić ma anche con altri interventi che hanno salvato il risultato.

Gli expected goals certificano la superiorità dell’Ajax (3.23 contro 0.69). Detto questo, l’atteggiamento difensivo della Roma ha pagato nella prima frazione, limitando la fase offensiva avversaria ad una produzione di xG di 1.23.

Un dato importante ma che va contestualizzato ad una squadra che, come scritto in precedenza, è una vera e propria macchina da gol, in grado di esprimere una potenza di fuoco contro la quale la Roma si è dovuta confrontare con molte assenze. Situazione aggravata in corso di partita dall’infortunio patito da Spinazzola (durante il primo tempo), fino a quel momento l’elemento che aveva consentito alla squadra di allentare la pressione avversaria con opportune risalite del campo.

Vedremo fra una settimana se Fonseca, con un vantaggio da difendere, deciderà di ripetere lo stesso atteggiamento in non possesso palla.

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