Ritorno al passato

Happy birthday Jari!

Ieri, 20 febbraio 2021, Jari Litmanen ha compiuto 50 anni. Il talento finlandese, il no.10 dell’ultimo grande Ajax (quello di van Gaal che vinse la coppa campioni nel 95 e arrivò in finale l’anno dopo) è stato diverse volte vicino a venire giocare in serie A.

Una di queste fu nel 1997 quando l’allora tecnico della Roma, l’argentino Carlos Bianchi, chiese al presidente Franco Sensi di cedere Totti in prestito alla Sampdoria per fare spazio a Jari. Nel febbraio del 1997, Roma e Ajax partecipano (insieme col Borussia Mönchengladbach) al triangolare “Città di Roma”. Totti fece meraviglie e, di fatto, il progetto di Bianchi venne abortito.

Visto all’opera (in vero poco) anche con Barcellona e Liverpool, la carriera di Litmanen resta però indissolubilmente legata all’Ajax, squadra per la quale il finlandese ha giocato 255 partite.

Con i Lancieri, Litmanen si affaccia alla prima squadra nel campionato 1992/93, complice alcuni problemi fisici del titolare Denis Bergkamp. L’anno successivo la cessione dell’olandese all’Inter apre al finnico la strada per la titolarità.

E Litmanen coglie in pieno l’opportunità, giocando 39 partite, realizzando 36 reti (capocannoniere della Eredivisie) e, soprattutto, portando l’Ajax alla vittoria in campionato. Da lì è tutta un’ascesa, fino all’apice raggiunto nel 1995 con la vittoria in coppa dei Campioni, finale conquistata ai danni del Milan di Capello.

Panucci fra Litmanen e Overmars nella finale della coppa dei Campioni 1995.

Nei sette anni trascorsi ad Amsterdam,Litmanen contribuisce anche alle quattro Eredivisie, tre coppe nazionali e quattro Supercoppe d’Olanda vinte dagli ajacidi

Era, quell’Ajax, la squadra dove il ragazzo di Lahti ha sciorinato il suo miglior calcio. Dal punto di vista tecnico Litmanen era un trequartista moderno, degli anni 2000, caratterizzato da poche giocate funamboliche alle quali invece preferiva la pulizia e rapidità di tocco, in linea con le necessità del calcio fisico di quel periodo storico.

Un no.10 funzionale alla squadra quindi, più che un solista capace di illuminare con giocate fuori dagli schemi.

In quella squadra allestita da van Gaal, Litmanen come detto agiva da trequartista nel 3-3-1-3 con il quale i biancorossi sviluppavano in possesso.

L’undici che venne schierato nella vittoriosa finale di Champions a Vienna vedeva Frank de Boer, Blind e Reiziger in difesa; Rijkaard play basso con Seedorf e Davids ai suoi lati; Litmanen no.10 alle spalle di Ronald de Boer con Finidi e Overmars esterni.

Con Frank de Boer and Reiziger che si occupavano di Simone e Massaro, Blind era libero di chiudere la profondità e anche di sfruttare la superiorità numerica per avviare l’azione in possesso.

La costruzione 3+1 di quell’Ajax.

La presenza di Rijkaard e Litmanen ai vertici del rombo di centrocampo garantiva poi alla squadra di Amsterdam di avere linee di passaggio aperte contro il 4-4-2 rossonero.

Il rombo di centrocampo dell’Ajax nella finale.

In fase difensiva poi, la libertà teorica che avevano gli esterni di centrocampo del Milan (Donadoni e Boban) era compensata dal lavoro di Overmars e Finidi. L’olandese e il nigeriano avevano infatti il compito di operare a tutta fascia.

In quel contesto tattico, Litmanen si abbassava a sostegno di Rijkaard in mezzo, pronto poi a ricevere e manipolare il sistema difensivo del Milan agendo alle spalle dei due mediani rossoneri, Albertini e Desailly. Col francese incaricato di limitarlo, Litmanen cambiò spesso posizione per cercare di portare l’ex Marsiglia fuori zona, creando così spazi che i compagni potevano attaccare.

Anche se quell’Ajax non mostrò il dinamismo di altre partite, il possesso e la disposizione tattica furono condizioni sufficienti per avere la meglio di un Milan che in attacco propose poco.

In pratica, la squadra di Capello non fu in grado di gestire le stesse situazioni che già aveva dovuto affrontare nella precedente sfida stagionale fra i due club, durante la fase a gironi della Champions.

Dopo le non felici esperienze in Spagna e Inghilterra, Litmanen torna all’Ajax, anche se non è più quello di prima a causa dei tanti problemi fisici. Con Fc Lahti, Hansa Rostock, Malmö e Fulham (di nuovo in Inghilterra) gli ultimi scampoli di una carriera che si chiude in patria con l’HJK con la conquista del campionato nel 2011.

Paul Simpson di FourFourTwo ha scritto che la carriera di Jari Litmanen non è stata all’altezza del suo talento. Probabilmente è andata così. Resta comunque la gioia di aver visto all’opera questo trequarti venuto dai ghiacci.

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