Analisi tattica

Ancora tu

Fra le squadre sorteggiate con la Juventus nel girone di Champions c’è anche la Dynamo Kiev. Un déjà vu per Andrea Pirlo dato che fu proprio l’attuale tecnico degli ucraini, Mircea Lucescu, a farlo esordire in serie A il 2 maggio 1995 in un Brescia – Reggina.

Dopo l’esperienza come c.t. della Turchia, Lucescu è tornato ad allenare in Ucraina. Non però nello Shakhtar (club con il quale aveva ottenuto grandi successi nel periodo compreso fra il 2004 ed il 2016) bensì sulla panchina degli acerrimi rivali della squadra di Donetsk, cioè appunto la Dynamo.

Nonostante un inizio burrascoso, proprio a causa della rivalità fra le due tifoserie, Lucescu sembra ora essersi assestato alla guida della Dynamo, che l’allenatore rumeno ha portato in testa al campionato ucraino (con 10 punti dopo 4 gare).

Pur cambiando club, dal punto di vista tattico Lucescu ha ripreso l’esperienza ucraina da dove l’aveva interrotta. Infatti, la Dynamo gioca un fluido 4-2-3-1, proprio come faceva lo Shakhtar. Verticalità in possesso, transizioni rapide, compattezza dei reparti e talento degli esterni sono infatti ancora parte integrante del modello di gioco del 75enne ex allenatore di Pisa, Brescia, Reggiana e Inter.

La costruzione è variabile: la Dynamo sale da dietro con un blocco 4+2 formato dai quattro difensori e dagli interni Mykola Shaparenko (più offensivo) e Serhii Sydorchuk.

Nel video montato con VideoMatch di Sics vediamo alcune situazioni recenti relative alla costruzione degli ucraini.

Tuttavia il capitano può anche abbassarsi accanto ai due centrali per una impostazione a tre.

Nel filmato VideoMatch di Sics qualche esempio di costruzione con Sydorchuk e i due centrali difensivi.

In zone più alte di campo la squadra di Lucescu attua un attacco posizionale, andando a riempire l’ampiezza con i terzini (che si sono nel frattempo alzati), la rifinitura e la profondità con le ali e i due riferimenti più avanzati.

Attacco posizionale della squadra di Lucescu.

In generale, se si eccettuano i due difensori centrali (Zabarnyi e Mykolenko), gli esterni bassi (il polacco Kędziora e Karavajev) ed il centravanti (Suprjaha), tutti gli altri giocatori sono estremamente mobili. Non è raro infatti vederli cambiare posizione, per andare a svolgere funzioni diverse da quelle svolte nei primi momenti della fase offensiva.

In fase di non possesso, nelle due sfide del preliminare contro i belgi del Gent la formazione ucraina ha dimostrato di saper alternare fasi di difesa posizionale bassa con due linee di quattro ad altre di pressing avanzato (il PPDA degli ucraini nel doppio confronto ha registrato un dato di 8.61 all’andata e di 9.58 al ritorno). Anche nel primo caso l’idea è comunque di non schiacciare troppo la linea arretrata e di stringere sul lato forte, chiudendo i corridoi centrali.

La Dynamo corta e stretta in fase di non possesso.

Una volta recuperata palla, la Dynamo cerca poi di ribaltare velocemente il campo andando ad attaccare la profondità con i quattro riferimenti offensivi.

In questo senso, ancora una volta, si sottolineano le somiglianze fra il modello di gioco proposto da Lucescu con lo Shakhtar e quello attualmente utilizzato a Kiev.

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