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Cosa può dare Politano al Napoli?

L’operazione che ha portato Matteo Politano al Napoli, al di là degli aspetti economici, presenta dei lati tecnici particolarmente interessanti. Da quando infatti è approdato sulla panchina partenopea, il nuovo allenatore Gennaro Gattuso ha fatto subito intendere di volersi allontanare dal tipo di calcio proposto dal suo predecessore, giudicato troppo ‹‹pensante››.

Così, la strada imboccata dal tecnico di Corigliano Calabro è parsa un tentativo di ritornare in qualche modo all’approccio di Maurizio Sarri, a cominciare dalla riproposizione del 4-3-3 come modulo base per passare poi alla creazione di un contesto tattico meno fluido e adattabile alla situazione e più standardizzato per quanto riguarda principi e giocate.

All’interno di questo costrutto Gattuso ha poi riproposto alcuni trademaek utilizzati durante la sua esperienza da allenatore del Milan, come una fase di costruzione non particolarmente elaborata alla quale dar seguito con una risalita rapida del campo che passi soprattutto dalle catene laterali del suo 4-3-3.

Proprio in questo senso (e per rendere più sicure le transizioni negative della squadra, tallone d’Achille della gestione Ancelotti) il ds Giuntoli ha provveduto a dotare Gattuso di due centrocampisti come Diego Demme e Stanislav Lobotka, nelle intenzioni del tecnico destinati anche velocizzare la fase di costruzione della squadra.

L’arrivo di Politano rappresenta un ulteriore tassello nel processo di riformulazione tattica della compagine azzurra oltre che uno step ulteriore nel passaggio dal Napoli di Ancelotti ad uno costruito a immagine e somiglianza delle idee di Gattuso.

L’ex giocatore di Sassuolo e Inter arriva nel golfo con la necessità di rilanciarsi dopo una prima parte di stagione alquanto opaca in maglia nerazzurra. L’arrivo in estate sulla panchina meneghina di Antonio Conte ha in pratica chiuso le porte della prima squadra al 26enne romano.

Infatti, il 3-5-2 utilizzato dall’ex allenatore di Juventus, nazionale italiana e Chelsea non prevede l’utilizzo di laterali prettamente offensivi quanto invece di esterni a tutta fascia in grado sia di appoggiare la manovra offensiva, dando ampiezza, che di trasformarsi in quinti di difesa con la squadra non in possesso.

È chiaro allora come, fin dall’inizio, l’impiego di un esterno d’attacco  come Politano risultasse problematico. Conte ha provato a riciclarlo da seconda punta ma le risposte non sono state positive.

Il sistema di Conte è estremamente verticale e richiede la ricerca quasi immediata di due attaccanti puri, chiamati a giocare vicini fra loro per combinare attraverso determinati movimenti. Politano era invece una punta adattata, non abituata a giocare spalle alla porta e più incline a portar palla.

Di contro, nel Napoli l’ex prodotto del vivaio romanista viene a trovare condizioni tattiche maggiormente favorevoli rispetto alle proprie caratteristiche naturali, che sono appunto quelle di un’ala da 4-3-3 che taglia centralmente per servire i compagni o per cercare direttamente la conclusione.

Il gol di Politano contro il Chievo nello scorso campionato quando, con Spalletti, l’ex Sassuolo poteva agire da esterno alto.

L’arrivo di Politano permetterà poi a Gattuso (almeno sulla carta) di equilibrare la sua proposta in fase offensiva, potendo ora il Napoli cercare di risalire il campo e di rifinire tanto con la catena di sinistra quanto con quella di destra.

Precedentemente, invece, la manovra d’attacco partenopea era solita tendere a sinistra (dove opera Insigne) mentre a destra la presenza di Callejon garantiva agli azzurri la presenza di un finalizzatore più che di un rifinitore, anche se negli ultimi tempi le polveri dell’ex Real Madrid si sono bagnate (4 i gol segnati in campionato fra la scorsa e l’attuale stagione, a fronte dei 28 realizzati nel biennio 2016/18). Questo contribuisce a spiegare come l’acquisto di Politano sembri rendere sempre più probabile la separazione a fine stagione fra il club partenopeo ed il 32enne esterno spagnolo, in scadenza di contratto a giugno.

Screenshot_1

La pass map di @Tacticsplatform, relativa alla partita con la Juve, mostra come Gattuso stia già cercando  di sfruttare entrambi i lati del campo in possesso.

Con un esterno destro a piede invertito Gattuso potrà quindi proporre a destra quei tagli verso il centro dell’ala che aprono spazio alle sovrapposizioni del terzino già visti sull’altro lato del campo. Col recupero di Koulibaly e Maksimovic il tecnico azzurro avrà infatti la possibilità di ricollocare Di Lorenzo nella sua posizione naturale da esterno basso a destra, sfruttandone le propensioni offensive per attaccare lo spazio liberato proprio dai movimenti ad accentrarsi di Politano.

Per Gattuso questa operazione rappresenta la possibilità di variare lo spartito e di avere a disposizione un’arma tattica in più oltre che, dome detto, un elemento che agevoli la transizione della squadra verso il suo calcio. Da parte sua, Politano col passaggio al Napoli avrà a disposizione anche la possibilità di provare a meritarsi una chiamata da Mancini per i prossimi Europei.

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