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Metodo Iachini

Tre partite e sette punti conquistati, con in mezzo il passaggio del turno in coppa Italia ai danni della lanciatissima Atalanta (e con la squadra ridotta in dieci). Questo lo straordinario bottino ottenuto finora da Beppe Iachini con la Fiorentina.

Chiamato al capezzale di una viola che si era ritrovata a due sole lunghezze di distacco dalla zona retrocessione, il pragmatico tecnico ascolano è riuscito in appena diciannove giorni a trasformare una squadra che (reduce dalla gestione Montella), sembrava ridotta ai minimi termini, sia dal punto di vista tattico che psicologico.

Iachini è riuscito a toccare le corde giuste per motivare i propri calciatori ma anche a garantire alla compagine da lui allenata quelle coordinate tattiche in grado di esaltare al meglio la rosa a disposizione. In pratica, le idee del tecnico si sono sposate alla perfezione col materiale umano che Iachini ha trovato al momento del suo arrivo sulla panchina della Fiorentina.

In questo senso sono risultate particolarmente esplicative le partite contro Bologna (1-1 con la viola raggiunta da un calcio di punizione di Orsolini a tempo scaduto) e Napoli (vittoria 2-0 in trasferta), che hanno reso subito l’idea di come si stia sviluppando il nuovo corso della squadra gigliata.

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L’ottima organizzazione tattica della Fiorentina di Iachini a Napoli. Il taglio di Insigne viene gestito bene da Lirola e benassi, ai quali arriva anche l’aiuto profondo di Chiesa.

La Fiorentina di Iachini è squadra che, rispetto a quanto perseguito dall’ultimo Pioli e da Montella, ha abbassato il proprio baricentro (45.84m di media contro il Napoli) senza tuttavia farsi schiacciare nella propria trequarti difensiva. L’idea infatti è quella di restare corti con i reparti (lunghezza media di 23.14m nella sfida agli uomini di Gattuso), mantenendo la linea difensiva ad una decina di metri circa dalla propria area di rigore.

In questo modo, con una prima pressione che solitamente si attesta all’altezza della metà campo (il PPDA è sceso di 7.13 punti rispetto al periodo precedente l’arrivo di Iachini), la Fiorentina ha la possibilità di gestire, in caso di riconquista, dei contropiedi corti, senza essere costretta a dover risalire molti metri di campo.

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La pressione della Fiorentina inizia all’altezza della metà campo. La linea difensiva resta alta.

Una volta rientrata in possesso la squadra viola è velocissima nell’attaccare la profondità, sfruttando in questo le doti dei vari Chiesa, Benassi e Lirola. Proprio questi tre giocatori sono quelli che probabilmente hanno beneficiato di più dell’avvicendamento in panchina.

Per quanto riguarda Chiesa, al di là dell’impatto emotivo avuto dal nuovo allenatore, il nazionale azzurro è tornato ad essere importante dal punto di vista tecnico. Benassi, capocannoniere della squadra nello scorso campionato con 7 reti, colpevolmente finito nel dimenticatoio con Montella, è stato riportato in prima squadra nel centrocampo a tre che è ora completato da un Pulgar tornato a giocare nel suo ruolo davanti alla difesa e da un Castrovilli a tratti dominante.

Il 22enne centrocampista pugliese è stato spostato da Iachini nella posizione di mezzala sinistra (dopo una prima parte di stagione da interno destro) dalla quale può non soltanto partire palla al piede in progressione, aiutando così la squadra a risalire il campo (12.219km percorsi al San Paolo) sfruttando il suo dribbling, ma anche girarsi sul suo piede forte (il destro) per cambiare il gioco o per effettuare dei filtranti dalla zona di rifinitura (1.14 key passes prodotti fin qui).

Anche Lirola è stato rigenerato dalla cura Iachini. Il tecnico lo aveva già allenato al Sassuolo e, dal suo arrivo a Firenze, lo ha utilizzato in maniera più propositiva sulla fascia destra.

Il gol di Lirola che ha steso l’Atalanta in coppa Italia.

In generale, in fase di possesso, la squadra ora attacca meglio la profondità, portando più uomini dentro gli ultimi sedici metri e riempiendo quindi l’area ‹‹non solo con le punte››, come sottolineato dallo stesso Iachini.

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Benassi al cross: quattro compagni riempiono l’area del Bologna.

Il 55enne allenatore viola ha quindi saputo migliorare l’organizzazione di gioco della Fiorentina in entrambe le fasi proponendo un calcio più lineare di quello dei suoi predecessori ma non per questo non strutturato e certamente più in grado di sfruttare le qualità dei suoi giocatori.

Certamente restano dei miglioramenti da fare, come si è visto nella sfida interna con la Spal dove la Fiorentina ha fatto fatica a produrre occasioni, registrando sì un dato di 1.83 expected goals ma su 17 tiri totali (media di 0.10 xG a conclusione).

Dal miglioramento delle fasi di attacco posizionale contro squadre che verranno al Franchi a difendersi basse e da un eventuale completamento della rosa, soprattutto a metà campo, passeranno probabilmente molte delle possibilità della squadra di Iachini di risalire prepotentemente la classifica nel girone di ritorno.

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