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Male la prima

Tre giorni erano obiettivamente pochi per aspettarsi qualcosa di più. Tuttavia, l’esordio contro il Parma (sconfitta interna 0-3), ha subito dato qualche indicazione su come Gattuso vorrà impostare il Napoli che verrà e su quali siano le difficoltà che hanno portato il club partenopeo a scegliere di cambiare guida tecnica.

Così, mentre Ancelotti si prepara a ripartire dall’Inghilterra, l’ex allenatore del Milan ha deciso di ‘tornare alle basi’ del Napoli recente, ripristinando il 4-3-3 utilizzato con successo da Sarri. Una scelta in linea con quanto mostrato dal suo Milan e anche con le dichiarazioni fatte in sede di presentazione, quando Gattuso aveva fatto capire quale strada sarebbe stata battuta affermando di non amare particolarmente le ‹‹due linee da quattro››.

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Il 4-3-3 di partenza contro il Parma.

Le decisioni più interessanti da tenere sotto osservazioni erano quelle relative alla scelta del giocatore davanti alla difesa e del contesto tattico da presentare, dato che il neo-tecnico partenopeo aveva anche definito il Napoli come squadra ‹‹ideale per il mio gioco››.

Per quanto riguarda il primo punto, Gattuso ha optato per una scelta difensiva, schierando Allan di fronte a Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly (presto sostituito da Luperto per infortunio) e Mario Rui. In questo senso, la soluzione adottata dal tecnico partenopeo ha ricordato quella fatta col Milan quando veniva impiegato in quella posizione Bakayoko. Un giocatore quindi difensivo e non un play basso alla Jorginho, cioè un regista dal quale far passare tutti i flussi di gioco.

E, infatti, il brasiliano ha giocato alla fine soltanto 53 palloni, registrando sì il 90% di completi ma con appena un passaggio chiave (inteso come passaggio che mette un compagno in condizione di segnare o che taglia una linea di difesa avversaria).

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Allan in una situazione da regista.

Il maggior numero di palloni sono stati invece giocati da Di Lorenzo (101), Fabian Ruiz (109), Mario Rui (116) e Zielinski (104), a riprova del fatto che Gattuso ha voluto utilizzare soprattutto le catene laterali per far risalire campo alla squadra in possesso (l’89% degli attacchi del Napoli sono venuti dalle fasce).

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La pass map di @Tacticsplatform relativa al Napoli contro il Parma. 

Lo spostamento di Fabian Ruiz davanti alla difesa nella ripresa ha poi permesso al Napoli di aumentare la propria fluidità di manovra.

Diversamente da quanto fatto col Milan, Gattuso non ha poi adottato un atteggiamento di difesa posizionale bassa, con ricerca di una costruzione elaborata al fine di saltare la prima linea di pressione avversaria per poi attaccare in campo aperto. Invece, l’idea tattica è stata quella di provare a replicare alcuni atteggiamenti del Napoli ‘sarriano’, a partire da una riconquista alta del possesso.

Tutti gli indicatori difensivi confermano questa tendenza. Il PPDA (Passed allowed Per Defensive Action) del Napoli in partita (5.70) è stato il quinto di giornata in tutta la serie A mentre la distanza media dalla porta avversaria nei recuperi palla (fonte InStat) è risultata essere la seconda più bassa di giornata (69.1m, dietro soltanto ai 68.05 della Roma). La squadra partenopea ha tenuto un buon baricentro medio sul possesso avversario (50.88m) ed uno alto in generale (59.69), favorita in questo dalla voglia di conquistare i tre punti e dall’atteggiamento difensivo del Parma di D’Aversa (39.5m di media).

Elementi, questi ultimi, che hanno contribuito anche ad alimentare la produzione offensiva del Napoli. Produzione alta dal punto di vista quantitativo (33 tiri) ma non qualitativo (solo 8 in porta), come si evidenzia anche dal dato degli xG che sono stati sì 2.39 ma che si riducono a 0.07 xG per tiro. Il Parma ha tirato molto meno (7 tiri, 4 in porta) ma con maggior pericolosità (0.16 xG per conclusione).

Ancora una volta poi, il Napoli ha dimostrato di soffrire le ripartenze, tallone d’Achille della gestione precedente. Sono stati infatti ben 21 i contropiedi concessi al Parma, anche a causa del 4-2-4 con cui Gattuso, dopo aver sostituito Allan con Mertens, ha cercato di conquistare i tre punti. La necessità di trovare un maggior equilibrio fra le due fasi è stata rimarcata dallo stesso nuovo allenatore durante la conferenza post-gara e su questo, oltre che sulla necessità di limitare gli errori individuali (quelli di Koulibaly e Zielinski sono costati la partita contro i gialloblù), dovrà lavorare Gattuso per cercare di riportare il Napoli in carreggiata.

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